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Droni limitati ancora dall'Ue: nuove regole sotto i 250 g

Il settore dei droni sta per cambiare per sempre. Tutti gli appassionati dovranno diventare dei professionisti: la soglia dei 250 grammi è crollata

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Drone in volo iStock

Nel corso degli ultimi anni abbiamo visto numerosi video di content creator che suggerivano i migliori modelli di droni sotto i 250 grammi. Il motivo? Le regolamentazioni attive, che garantiscono (chi sa per quanto) alcune agevolazioni.

La soglia dei 250 g ha consentito a molti di volare quasi ovunque, senza necessità di patentini, esami online o assicurazioni particolarmente costose. Alcuni parlavano di “giocattoli professionali”, evidenziando l’incontro tra l’ottima fattura e la mancanza di regolamentazioni stringenti.

Un’età dell’oro che sta per volgere al termine. L’Unione Europea ha infatti una nuova normativa in fase d’attuazione per il 2026. La stretta definitiva che mira a far sparire la distinzione tra uso ludico e professionale sotto i 250 grammi.

Nuovo regolamento

L’UE ha deciso per un netto cambio di rotta, derivante da un’esigenza di sicurezza e sorveglianza dello spazio aereo. Le autorità hanno infatti rilevato un aumento critico dei rischi di interferenza con velivoli con piloti a bordo, così come violazioni della privacy. Il tutto a causa di una proliferazione massiccia di micro-droni.

Tra le novità principali c’è di certo l’obbligo di identificazione remota (Remote ID), che viene esteso a (quasi) tutti i principali veicoli ormai virali, a prescindere dal peso registrato. Dal 2026, inoltre, essere in possesso di un drone da 249 grammi non esimerà più gli utilizzatori dal possedere un attestato A1-A3.

In precedenza bastava appena una registrazione sul portale D-Flight per i modelli con telecamera. Ora il pilota dovrà invece dimostrare una chiara competenza. Quest’ultima, inoltre, non si limita all’uso dello strumento. È infatti necessario conoscere nozioni di meteorologia, regolamentazioni sulla privacy e gestione del rischio.

La zona grigia viene meno, il che sarà un duro colpo per le aziende che hanno prosperato su di essa. Niente più “piloti della domenica”, ma solo professionisti certificati.

Nuova fascia: droni da 100 grammi

Per il momento si parla di nuova proposta della Commissione Europea ma, di fatto, tutto lascia pensare a una possibile approvazione. Tutti i droni con un peso superiore a 100 grami prevedranno la registrazione obbligatoria degli operatori. Ciò vuol dire che anche i modelli privi di telecamera dovranno sottostare a queste regole.

Ciò cancella quasi totalmente il concetto di macchine a basso rischio. Un inasprimento che travolge anche il comparto tecnico. Il piano UE infatti prevede l’identificazione remota diretta (DRI) per tutti i droni con peso superiore ai 100 grammi.

Ci si ritrova, dunque, dinanzi a una sfida industriale gigantesca. La prima azienda che riuscirà a integrare i moduli necessari, su dispositivi a norma per la micro zona grigia 2026, conquisterà il mercato.

Le prospettive negative per i piloti però non terminano qui. Ben più radicale è infatti la proposta di un blocco preventivo al decollo. Ciò vuol dire che tutte le macchine con peso superiore ai 100 grammi dovranno essere programmate per non armare i motori, in assenza di un codice operatore valido.

Burocrazia semplificata

È evidente come tutto questo andrà a danneggiare il settore e, dunque, un intero comparto economico. Da Bruxelles giungono però delle rassicurazioni, per quanto minime. All’interno del pacchetto di norme ci sarà spazio per misure di semplificazione delle normative, almeno per quanto riguarda determinate operazioni.

Più sicurezza ma anche maggiore “immediatezza” nel processo di registrazione. Tutto ciò, però, non limita le polemiche, ovviamente. Gli onesti lavoratori e gli appassionati si ritroveranno a spendere di più, a sospendere in parte le proprie attività, almeno inizialmente, e a investire denaro. I criminali, con nulla da perdere, ridono dinanzi a un blocco firmware e alla burocrazia.