Libero
SCIENZA

I draghi blu invadono la Spagna, spiagge chiuse per colpa dei molluschi urticanti

Il drago blu allarma la Spagna non solo perché è un mollusco urticante, ma anche perché la sua presenza nel Mediterraneo rappresenta un segnale del cambiamento climatico

Pubblicato:

Drago blu in Spagna iStock

Negli ultimi mesi alcuni tratti di costa iberica hanno vissuto una situazione inusuale: le autorità locali hanno chiuso temporaneamente l’accesso al mare per la presenza del drago blu in Spagna, un piccolo mollusco dall’aspetto spettacolare ma capace di provocare punture dolorose. L’avvistamento di più esemplari di Glaucus atlanticus, questo il nome scientifico, ha destato curiosità e allarme, attirando l’attenzione non solo dei biologi marini ma anche dei bagnanti e dei media.

Che cos’è il drago blu e perché è così particolare

Il drago blu è un mollusco urticante appartiene alla famiglia dei nudibranchi, meglio conosciuti come lumache di mare. È lungo appena pochi centimetri, ma la sua livrea azzurra e argentata lo rende uno degli animali marini più appariscenti. La colorazione non ha solo una funzione estetica: infatti, permette a questo organismo di mimetizzarsi con il riflesso delle onde quando galleggia a pancia in su in superficie, trasportato dalle correnti.

Ciò che rende davvero affascinante il Glaucus atlanticus presente in Spagna è la sua strategia di difesa. Si nutre di organismi urticanti come le meduse e, in particolare, della caravella portoghese. Durante l’alimentazione immagazzina nelle proprie cellule le sostanze tossiche delle prede, che conserva per riutilizzarle. Questo meccanismo lo rende a sua volta urticante per chi entra in contatto con il suo corpo molle e dalle protuberanze vistose.

Gli avvistamenti lungo la costa iberica

Negli ultimi tempi, vari esemplari di drago blu sono stati rinvenuti in diverse località balneari spagnole. Ad Alicante, Valencia, nelle Baleari e persino alle Canarie, i bagnini hanno issato la bandiera rossa e poi gialla per limitare il rischio per i turisti. A Guardamar del Segura il sindaco ha diffuso comunicazioni ufficiali raccomandando di non toccare l’animale e di segnalare eventuali presenze al personale di sicurezza.

L’eccezionalità della vicenda risiede nel fatto che in alcune zone non se ne osservava uno da più di un secolo. Gli studiosi spiegano che la presenza crescente di questo nudibranco nel Mar Mediterraneo è favorita dal riscaldamento globale, che innalza la temperatura dell’acqua e favorisce l’arrivo di specie tipicamente atlantiche o pacifiche.

Quanto è pericoloso il contatto con il drago blu

Nonostante le immagini diffuse sui social lo rendano un animale molto ricercato per la sua bellezza, il drago blu è un mollusco velenoso che può causare reazioni fastidiose. Il contatto con esso non è letale, ma provoca dolore, irritazioni cutanee e in alcuni casi sintomi sistemici come nausea o malessere. L’effetto è legato alla presenza delle tossine accumulate dalle prede, soprattutto dalla caravella portoghese. Questi animali formano così un insolito legame ecologico che amplifica il potenziale urticante del nudibranco.

Gli esperti spiegano che in caso di contatto è meglio risciacquare la zona con acqua di mare e immergerla in acqua molto calda per ridurre l’effetto delle tossine. In ogni caso, se i sintomi persistono, è consigliato rivolgersi a un presidio medico.

Dal timore alla fascinazione scientifica

La vicenda degli avvistamenti di draghi blu in Spagna rappresenta un esempio concreto di come la biodiversità marina stia cambiando davanti ai nostri occhi. L’allerta che ha portato alla chiusura di diverse spiagge – ad Alicante e in altre località – non è tanto legata alla gravità del rischio, che resta moderato, quanto al carattere straordinario dell’evento.

Per i biologi il ritorno del drago blu nel Mediterraneo è un segnale importante, da interpretare non solo come curiosità naturalistica ma anche come indicatore di grandi trasformazioni climatiche in corso.