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RECENSIONI

DJI entra nel mercato dei robot aspirapolvere: la precisione da drone arriva in casa vostra

Il colosso cinese applica anni di esperienza in navigazione aerea al Romo P, promettendo un livello di accuratezza mai visto prima nella pulizia domestica

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Scegliere un robot aspirapolvere oggi è diventato complicato quanto orientarsi in un centro commerciale il primo giorno di saldi. Il mercato si è popolato di decine di modelli che sulla carta promettono tutti miracoli, con specifiche tecniche che si assomigliano pericolosamente. La qualità media si è alzata così tanto che distinguere un prodotto dall’altro richiede attenzione ai dettagli.

In questo contesto saturato, l’ingresso di DJI rappresenta qualcosa di particolare. Non stiamo parlando di un’azienda che prova a ritagliarsi uno spazio copiando la concorrenza, ma del colosso che ha trasformato i droni consumer da giocattoli per smanettoni a strumenti accessibili a chiunque.

La domanda sorge spontanea: cosa può portare di nuovo un’azienda specializzata in dispositivi volanti al mondo dei robot che puliscono pavimenti? La risposta sta nei sensori. Quegli stessi sistemi che permettono a un drone di schivare un albero a tutta velocità ora vengono applicati per evitare un calzino abbandonato sul parquet. La precisione millimetrica che serve per riprese aeree stabili si mette al servizio della mappatura della vostra casa.

Il DJI Romo P, versione di punta della nuova gamma, promette di trasferire quasi vent’anni di esperienza in navigazione autonoma dal cielo al pavimento. Lo abbiamo testato per diverse settimane in condizioni reali, tra le insidie quotidiane di una casa vissuta, per capire se questo trasferimento tecnologico funzioni davvero o sia solo marketing ben confezionato.

DJI ROMO P robot aspirapolvere e lavapavimenti con design trasparente, aspirazione da 25.000 Pa, rilevamento a livello di drone

DJI ROMO P robot aspirapolvere e lavapavimenti con design trasparente, aspirazione da 25.000 Pa, rilevamento a livello di drone

TOTALE PUNTI 8.6

DJI Romo P

Il primo impatto con il Romo P è visivo, impossibile ignorarlo. Pannelli trasparenti che espongono senza pudore l'architettura interna, dalla stazione base al robot stesso. Non è un elettrodomestico che cerca di nascondersi: DJI vuole che vediate la complessità ingegneristica dietro ogni pulizia.

Ma al di là dell'estetica polarizzante, il vero cuore del sistema sono quei tre elementi che lavorano in sinergia: due sensori di visione fisheye e un LiDAR a stato solido. Non sono numeri buttati lì per impressionare il cliente. Durante le settimane di test, questa trinità sensoriale ha dimostrato una capacità di evitare ostacoli che lascia genuinamente stupiti.

Abbiamo disseminato intenzionalmente il percorso con oggetti insidiosi: cavi sottili, piccoli giocattoli, persino tessere da gioco. Il Romo P li ha aggirati con una sicurezza che molti competitor blasonati non possono vantare. La navigazione risulta fluida, quasi elegante, senza gli urti ripetuti tipici di altri robot.

Il prezzo però non è per tutti: 1909 euro (sono 1509 in offerta) posizionano il Romo P nella fascia superpremium. Questa cifra si giustifica con qualcosa di concreto o è solo il costo dell'innovazione e del marchio? Nelle prossime righe scoprirete se vale davvero la pena investire così tanto.

PRO
  • Precisione nella navigazione millimetrica
  • App DJI Home completa e intuitiva
  • Sistema autopulizia base fino a 200 giorni
  • Potenza aspirante 25.000 Pa eccellente
  • Design trasparente distintivo
CONTRO
  • Si incaglia sotto sanitari sospesi
  • Tempi pulizia molto lunghi con doppio passaggio
  • Lavaggio meno efficace se simultaneo all'aspirazione
  • Prezzo elevato
  • Pannelli trasparenti richiedono manutenzione
DJI Romo P
Design e costruzione
VOTO: 9

La scelta estetica di DJI è coraggiosa e divisiva. Superfici trasparenti ampie, sia sulla stazione che sul robot, che espongono ogni componente interno come fosse un orologio di lusso smontato. Quando posizionate la base nel suo angolo, state esibendo un pezzo di ingegneria dichiarata.

I serbatoi dell'acqua pulita e sporca sono perfettamente visibili, così come i meccanismi di lavaggio. Ogni elemento è disposto con cura maniacale. C'è una volontà precisa di mostrare che dietro la pulizia automatizzata esiste un universo complesso di sensori e sistemi che cooperano. Il robot stesso continua questo discorso: la parte superiore trasparente lascia intravedere i due sensori fisheye e la torretta LiDAR, posizionati con simmetria quasi ipnotica.

Ma questa trasparenza solleva interrogativi sulla durabilità. Quando il prodotto è nuovo è spettacolare, ma la convivenza quotidiana con polvere e piccoli graffi inevitabili lascia segni più visibili rispetto a plastiche opache. Durante le settimane di test, mantenere i pannelli perfettamente puliti ha richiesto attenzione extra. Una patina di polvere o qualche alone tendono a essere molto più evidenti.

I materiali sono comunque di ottimo livello. Le plastiche hanno spessore rassicurante e gli incastri sono precisi. La stazione base occupa spazio considerevole ma giustificato: due serbatoi separati da 3,5 litri ciascuno, contenitore polvere con capacità fino a 200 giorni, vani per detergente e profumatore. Le dimensioni del robot sono standard: circa 35 centimetri di diametro e 10 di altezza, sufficienti per infilarsi sotto la maggior parte dei mobili ma non tutti.

Qui emerge una criticità riscontrata nei test: la tendenza a incastrarsi sotto sanitari sospesi. Il sensore di altezza a volte non valuta correttamente lo spazio disponibile, e il robot tenta di infilarsi in varchi troppo stretti. È un problema risolvibile con aggiornamenti software, ci auguriamo che DJI intervenga presto.

DJI Romo P
Sensori e navigazione
VOTO: 9

Sul fronte tecnologico, DJI non ha assemblato componenti standard ma ha operato un vero trasferimento dal mondo dei droni. Due sensori fisheye ad alte prestazioni e un LiDAR a stato solido a doppio trasmettitore costituiscono il cuore del sistema. Nella pratica quotidiana, questa configurazione si traduce in una capacità di rilevamento ostacoli a livello millimetrico genuinamente impressionante.

DJI sostiene che il Romo eviti cavi spessi appena 2 millimetri o carte da gioco appoggiate sul pavimento. Durante i test abbiamo verificato che non si tratta di esagerazione pubblicitaria. Cavi di ricarica sottili, piccoli oggetti sparsi, tessere di giochi da tavolo: il Romo P li ha evitati con precisione che molti concorrenti, anche blasonati, non possono vantare.

La differenza si nota soprattutto negli spazi sotto i mobili. Dove altri robot procedono a tentoni, urtando ripetutamente contro gambe di sedie e tavoli, il Romo P naviga con sicurezza quasi insolente. I suoi sensori mappano lo spazio circostante con tale accuratezza che i percorsi risultano fluidi ed eleganti. Il sistema di machine learning non si limita a evitare ostacoli generici: impara a riconoscere categorie specifiche. Un calzino viene identificato e aggirato, così come liquidi versati, evitando di trasformare piccoli incidenti in catastrofi umide.

La potenza pura non manca: 25.000 Pascal di forza aspirante e 20 litri al secondo di flusso d'aria. Numeri che si traducono in capacità di raccolta senza distinzioni tra polvere fine e detriti consistenti. Interessante la gestione intelligente: quando i sensori rilevano detriti grossolani come lettiera del gatto, il robot riduce automaticamente velocità e rotazione della spazzola laterale per evitare di sparpagliare lo sporco prima di aspirarlo.

Le spazzole a rullo controrotanti sono azionate da due motori ad elevata coppia con design cavo al centro, studiato per convogliare detriti verso il condotto di aspirazione. Soluzione particolarmente efficace con capelli lunghi, tradizionale incubo di qualsiasi robot aspirapolvere. Durante i test in una casa con capelli lunghi abbondanti, il Romo P ha dimostrato di saperli gestire senza creare grovigli inestricabili.

I bracci laterali estensibili e retraibili in tempo reale meritano menzione. Si estendono per raggiungere angoli e bordi, poi si ritraggono in spazi stretti. Guidati dalla mappatura in tempo reale e algoritmi adattivi, garantiscono copertura dei bordi superiore alla media, raggiungendo punti dove altri robot lasciano fastidiose strisce di polvere.

DJI Romo P
Funzioni di lavaggio
VOTO: 7

Il Romo P integra anche funzioni di lavaggio complete, ed è proprio qui che emergono considerazioni interessanti e qualche perplessità sul rapporto tra risultati e tempo impiegato. Il robot ha un serbatoio integrato da 164 millilitri che mantiene costantemente umidi i panni durante la pulizia. Capacità che può sembrare modesta, ma DJI ha ragionato in termini di efficienza: meglio uniformità di umidificazione che panni che partono bagnati e finiscono asciutti a metà.

Una caratteristica distintiva del modello P è la presenza di doppio vano per detergente e profumatore. Non solo per lasciare buon odore, ma per differenziare l'approccio: in cucina il robot applica detergente specifico sui panni, nel resto della casa può optare per solo profumatore. È personalizzazione che va oltre la semplice regolazione del flusso d'acqua.

Durante le settimane di test abbiamo sperimentato diverse strategie. L'uso simultaneo di aspirazione e lavaggio, teoricamente più efficiente, nella pratica si è rivelato meno performante del previsto. Le aree leggermente umidificate venivano aspirate con meno energia, probabilmente per non stressare il sistema di filtrazione con polvere bagnata. Risultato: alcune zone pulite non raggiungevano il livello di pulizia profonda atteso da un dispositivo in questa fascia di prezzo.

La soluzione più efficace, ma impegnativa in termini di tempo, è un doppio passaggio separato: prima aspirazione completa, poi lavaggio. La potenza di aspirazione lavora al massimo su pavimento asciutto, poi il lavaggio si concentra sulle macchie ostinate. Il problema? In un appartamento di medie dimensioni, attorno ai 130 metri quadrati, questo approccio può richiedere un paio d'ore aggiuntive rispetto alla pulizia combinata.

C'è poi una terza opzione, il top della pulizia secondo DJI: primo passaggio con detergente seguito da secondo passaggio di risciacquo con sola acqua pulita. Il risultato finale è superiore, con pavimenti senza aloni o residui di sapone. Preparatevi però a tempi biblici: per quei 130 metri quadrati abbondanti del nostro test, il Romo P ha impiegato oltre sei ore complessive. Tempo accettabile per pulizia settimanale programmata durante assenza da casa, ma problematico se servono risultati rapidi.

La stazione base gestisce l'autopulizia dei panni con sistema elaborato. Quattro getti d'acqua ad alta pressione investono i panni mentre vengono pressati contro la piastra di lavaggio con forza di 12 newton. I residui vengono aspirati attraverso un condotto dal diametro generoso di 16 millimetri, abbastanza ampio da non intasarsi facilmente. Durante le settimane di test non abbiamo mai dovuto intervenire manualmente sulla pulizia dei panni, confermando la promessa di 200 giorni di funzionamento autonomo. Se cercate altri robot aspirapolvere con autopulizia efficace, date un'occhiata alla recensione del Narwal Flow con sistema a rullo o al più accessibile Eufy Omni E25.

App e software
VOTO: 10

Se dovessimo identificare un singolo elemento che giustifica la scelta del Romo P rispetto alla concorrenza, probabilmente indicheremmo l'app DJI Home. È qui che si sente veramente l'esperienza accumulata dall'aziendanel corso degli anni con i suoi droni. Chi ha già utilizzato l'app DJI Fly riconoscerà immediatamente l'approccio: interfaccia pulita, minimalista, ma ricchissima di opzioni.

La prima connessione è sorprendentemente rapida. Niente estenuanti procedure di pairing: apri l'app, selezioni il robot, e nel giro di pochi istanti i due dispositivi si parlano. La mappatura iniziale richiede un primo giro esplorativo, ma già da questo momento è possibile osservare in tempo reale il progressivo costruirsi della mappa sul display dello smartphone.

La capacità di personalizzazione stanza per stanza va ben oltre il semplice tracciare linee di confine virtuali. Per ogni ambiente mappato potete definire: potenza di aspirazione, intensità del lavaggio, numero di passaggi, uso del detergente, frequenza con cui il robot torna alla base per lavare i panni. Volete che in cucina vengano fatti due passaggi con detergente e uno di risciacquo, mentre in camera da letto basti aspirazione leggera senza lavaggio? L'app lo permette con pochi tap.

Particolarmente raffinata è la gestione dei tappeti. Il Romo P non solo li riconosce automaticamente e li evidenzia sulla mappa, ma permette di decidere se evitarli durante il lavaggio, se salirci sopra aumentando potenza di aspirazione, o se trattarli in modo personalizzato. Avete un tappeto persiano in salotto che richiede attenzioni particolari? Potete impostare che venga aspirato solo con potenza moderata e mai lavato, mentre per lo zerbino all'ingresso date via libera alla massima potenza.

La modalità cucina e bagno merita paragrafo a sé. L'app permette di identificare queste zone come sensibili dal punto di vista igienico. Quando il robot le pulisce, applica automaticamente detergente ai panni e, terminata la pulizia di quella specifica area, torna alla stazione base per lavaggio completo dei panni prima di proseguire. È attenzione alla prevenzione della contaminazione incrociata che dimostra riflessione approfondita sui comportamenti d'uso reali. Per chi ha animali, la modalità aree animali regola velocità e potenza per evitare di spargere lettiere o pelo.

Una funzione che può sembrare un vezzo ma si rivela utile: la possibilità di usare i sensori del robot come telecamera di sorveglianza. Quando non sta pulendo, il Romo P può essere controllato manualmente dall'app per ispezionare la casa o comunicare con chi è in casa attraverso l'audio bidirezionale. DJI ha implementato protezioni serie sulla privacy: prima attivazione richiede autenticazione a due fattori, dati video crittografati durante trasmissione, e funzione completamente disattivabile.

Le routine programmabili vanno oltre i semplici timer. È possibile creare scenari complessi che si attivano in base a condizioni multiple. Esempio: ogni mattina alle 9, solo nei giorni feriali, e solo se lo smartphone del proprietario non è connesso alla rete WiFi di casa, pulisci soggiorno e cucina con modalità silenziosa. La logica "if this, then that" è implementata in modo intuitivo anche per chi non ha dimestichezza con automazione domestica.

DJI Romo P
Autonomia e gestione
VOTO: 8

Sul fronte dell'autonomia, il Romo P si muove su parametri nella media alta della categoria. La batteria garantisce pulizia completa di appartamenti di medie dimensioni in singola sessione, con margine di sicurezza. Nel nostro caso, con 130 metri quadrati abbondanti, il robot è sempre riuscito a completare il ciclo completo prima di dover rientrare alla base.

Quello che distingue dalla media è la velocità di ricarica: sistema da 55 Watt che passa da scarico a carico completo in sole due ore e mezza. Dato che fa differenza quando si vuole effettuare seconda pulizia nella stessa giornata, magari perché sono arrivati ospiti inattesi.

La gestione dell'energia è intelligente: il robot calcola autonomamente se la carica residua è sufficiente per completare il lavoro assegnato. In caso negativo, ritorna spontaneamente alla base per ricarica parziale, poi riprende esattamente da dove aveva interrotto. Caratteristica comune ormai nella fascia premium, implementata con particolare fluidità nel Romo P.

Una considerazione va fatta sui consumi energetici della stazione base. Il sistema di autopulizia, con getti d'acqua ad alta pressione e motore per aspirazione residui, non è parsimonioso. Durante le settimane di test abbiamo notato incremento percettibile sulla bolletta elettrica, nulla di drammatico ma da mettere in conto. La comodità di non dover mai pensare alla manutenzione dei panni ha evidentemente un costo energetico.

Il sistema di gestione dei serbatoi merita menzione. La stazione avvisa con congruo anticipo quando l'acqua pulita sta finendo o quella sporca è prossima al riempimento. Gli alert arrivano sia tramite notifica sull'app che attraverso segnalazioni luminose. Durante i test abbiamo apprezzato che questi avvisi non arrivino all'ultimo momento utile, ma con margine sufficiente per programmare il rabbocco senza interrompere un ciclo già iniziato. Se cercate alternative con buona autonomia, il Roborock QRevo Pro o l'iRobot Roomba J9+ potrebbero interessarvi.

Riassunto

DJI Romo P

Design e costruzione
9
Sensori e navigazione
9
Funzioni di lavaggio
7
App e software
10
Autonomia e gestione
8
Conclusioni

DJI ROMO P robot aspirapolvere e lavapavimenti con design trasparente, aspirazione da 25.000 Pa, rilevamento a livello di drone

DJI ROMO P robot aspirapolvere e lavapavimenti con design trasparente, aspirazione da 25.000 Pa, rilevamento a livello di drone

DJI Romo P è un prodotto consigliato a chi cerca l'eccellenza complessiva più che il migliore rapporto qualità-prezzo in senso stretto. È per chi apprezza il design e considera l'estetica degli oggetti che popolano la propria casa. È per chi ha già avuto esperienze positive con il software DJI e sa di apprezzare quell'approccio all'interfaccia utente. Non è per chi cerca lo sconto migliore o per chi ha bisogno di risparmiare qualche centinaio di euro scegliendo prodotti più maturi e consolidati come lo Xiaomi Robot Vacuum T12 o il Roomba Combo 105. L'ingresso di DJI nel mercato dei robot aspirapolvere è tutt'altro che timido: stabilisce un nuovo punto di riferimento per precisione di navigazione, qualità software e raffinatezza estetica. Non sarà facile sbaragliare i player affermati, ma DJI ha dimostrato nel passato di sapere trasformare mercati consolidati. Gli ingredienti per riuscirci ci sono tutti.

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