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Cos'è il digitale terrestre e come prepararsi ai nuovi standard di trasmissione

Digitale terrestre, come cambia la tecnologia delle trasmissioni televisive e cosa devono fare gli utenti per scegliere il decoder più adatto alle loro esigenze

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Digitale terrestre Tomas Urbelionis/Shutterstock

In Sintesi

  • Il sistema televisivo italiano sta migrando definitivamente agli standard DVB-T2 e al codec HEVC Main10.
  • Il cambiamento arriva per rispondere all’evoluzione dello spettro radio e alla crescente domanda di contenuti in HD.
  • Questo cambiamento rende incompatibili molti televisori acquistati prima del 2017/2018, obbligando gli utenti ad acquistare un nuovo decoder per continuare a vedere i canali.

Il sistema televisivo italiano sta vivendo una trasformazione epocale e come vedremo passaggio definitivo agli standard DVB-T2 e al codec HEVC Main10 non è un semplice aggiornamento tecnico, ma la risposta all’evoluzione dello spettro radio (spinta dal 5G) e alla crescente domanda di contenuti in alta definizione.

Questo cambiamento, tuttavia, impone agli utenti la necessità di adeguarsi, con molti televisori meno recenti potrebbero risultare non compatibili, rendendo indispensabile l’acquisto di un nuovo decoder.

Questa guida completa è pensata per orientare gli spettatori in questa fase complessa, andando ad analizzare cosa sta cambiando, come verificare la compatibilità dei propri dispositivi e, soprattutto, come scegliere il decoder più adatto alle proprie esigenze.

Digitale terrestre: cosa sta cambiando e come prepararsi ai nuovi standard di trasmissione

Il digitale terrestre italiano continua il suo percorso evolutivo, entrando in una nuova fase, più complessa e articolata delle precedenti. Il passaggio ai nuovi standard di trasmissione, infatti,non è soltanto un aggiornamento tecnologico, ma rappresenta un vero e proprio processo di trasformazione del sistema televisivo nazionale.

Negli ultimi anni, infatti, la progressiva migrazione verso DVB-T2 e il codec HEVC Main10 ha reso necessario un adeguamento della maggior parte dei dispositivi domestici, portando gli utenti a interrogarsi sulla compatibilità dei propri televisori e sulla necessità di un decoder esterno.

Questa transizione è stata accompagnata da un contesto in forte cambiamento: la pressione del 5G sullo spettro radio, la moltiplicazione dei servizi OTT e la richiesta crescente di contenuti in alta definizione hanno imposto un ripensamento dell’intero ecosistema broadcast.

Il risultato è un panorama televisivo sempre più eterogeneo: emittenti già pienamente operative in DVB-T2, altre che continuano a trasmettere in DVB-T per accompagnare gli utenti, e un graduale aumento delle trasmissioni in HEVC, soprattutto in vista di future sperimentazioni in 4K.

Per gli utenti, il cambiamento principale riguarda la necessità di verificare la compatibilità dei propri dispositivi: molti televisori immessi sul mercato prima del 2017/2018 potrebbero non supportare HEVC Main10, rendendo indispensabile l’acquisto di un decoder aggiornato.

Al contempo, prima di acquistare un decoder (o una nuova smart TV) è bene conoscere i modelli sul mercato e le loro funzioni principali, in modo da scegliere accuratamente, senza spendere soldi inutilmente.

La guida completa ai tipi di decoder per il digitale terrestre

Il mercato dei decoder si è ampliato nel corso degli ultimi anni, seguendo l’evoluzione degli standard televisivi e integrando funzionalità che vanno ben oltre la semplice ricezione dei canali. Per questo motivo, per orientarsi tra i diversi modelli disponibili, è utile conoscere le principali categorie in cui si dividono questi dispositivi.

I decoder DVB-T2 HEVC Main10 rappresentano il punto di riferimento per chi deve semplicemente adeguarsi ai nuovi standard. Questi modelli garantiscono la piena compatibilità con le trasmissioni attuali e quelle future, permettono di ricevere canali HD e, in alcuni casi, anche quelli sperimentali in 4K. Sono dispositivi generalmente economici, compatti e facili da installare.

Una fascia superiore è quella dei decoder smart, veri e propri set-top box evoluti che integrano applicazioni, connettività Wi-Fi, aggiornamenti periodici e interfacce più moderne. Molti di questi dispositivi utilizzano sistemi operativi simili a quelli delle smart TV e consentono di unire in un unico prodotto TV tradizionale e streaming. Per gli utenti che possiedono televisori non smart, questi decoder possono rappresentare un importante valore aggiunto.

I decoder combo combinano la ricezione del digitale terrestre con quella satellitare. Sono pensati per chi vive in aree difficilmente raggiunte dal segnale terrestre o per chi desidera ampliare la propria esperienza televisiva. Se utilizzati in abbinamento a una parabola, infatti, possono garantire un livello di stabilità e qualità superiore rispetto al solo digitale terrestre, soprattutto in zone rurali o montane.

Non va dimenticata infine la categoria dei televisori con decoder integrato, ormai diffusissima. I modelli prodotti dal 2018 in poi supportano generalmente DVB-T2 e HEVC Main10 senza necessità di dispositivi aggiuntivi. Tuttavia, alcuni TV commercializzati nei primi anni del passaggio potrebbero supportare il DVB-T2 ma non il codec HEVC Main10, rendendo comunque necessario un decoder esterno.

Come scegliere il miglior decoder per il digitale terrestre

La scelta del decoder dipende da diversi fattori: dalla tipologia di televisore alla qualità del segnale nell’area di residenza, passando naturalmente per il budget e per le funzioni desiderate.

Il primo elemento fondamentale è la compatibilità tecnica. Senza supporto a DVB-T2 e HEVC Main10, il decoder non sarà in grado di ricevere correttamente i canali nei prossimi anni. Questa caratteristica è imprescindibile per garantire un acquisto duraturo nel tempo.

Un secondo aspetto riguarda la qualità del software. Interfacce lente, frequenti blocchi o mancanza di aggiornamenti possono rendere l’esperienza d’uso frustrante. È consigliabile, quindi, orientarsi verso brand affidabili, che garantiscano update continui e un’interfaccia semplice da navigare.

Chi vuole un’esperienza più completa può optare per un decoder smart, con accesso a piattaforme di streaming e funzioni avanzate come la ricerca universale dei contenuti.

Tra i criteri da valutare figura anche la connettività. La presenza di porte HDMI è fondamentale per garantire la migliore qualità video, ma chi possiede TV datati potrebbe aver bisogno di un ingresso SCART. La presenza di una porta USB, invece, consente operazioni come la registrazione dei programmi, l’accesso a vari contenuti multimediali (come musica in MP3 o video personali) e l’aggiornamento del firmware.

In aree dove la ricezione risulta debole o irregolare, può essere utile cercare dispositivi con tuner più sensibili o valutare un decoder combo con modulo satellitare integrato. In alternativa, l’utente può migliorare la ricezione intervenendo sull’impianto d’antenna, ma questo richiede spesso un intervento tecnico.

Come sintonizzare i canali TV con il decoder

La sintonizzazione è uno dei passaggi più semplici ma anche più importanti per ottenere una lista canali ordinata e completa. La procedura è generalmente automatica: basta accedere al menu del decoder, selezionare l’opzione Ricerca canali e avviare la scansione automatica.  Così facendo il dispositivo analizzerà tutte le frequenze disponibili, memorizzando i canali e posizionandoli secondo l’LCN ufficiale.

La ricerca manuale, invece, permette di intervenire direttamente su una frequenza specifica. Questa funzione è utile in zone di confine, dove possono sovrapporsi segnali provenienti da regioni limitrofe, oppure quando una singola emittente risulta non disponibile dopo una risintonizzazione generale. I decoder più avanzati consentono anche la gestione dei multiplex e l’aggiornamento automatico dei canali.

Conclusa la sintonizzazione, è possibile modificare l’ordine dei canali, rimuoverne alcuni o aggiungerli alla lista preferiti. In città e in aree densamente popolate, la procedura può richiedere qualche minuto in più a causa dell’elevato numero di canali locali, tematici e sperimentali.

Come risolvere i problemi più comuni con il digitale terrestre

Nonostante l’evoluzione degli standard e l’aumento della qualità del segnale, i problemi di ricezione continuano a essere frequenti, soprattutto nelle zone caratterizzate da particolare orografia o da impianti datati.

Tra gli errori più comuni bisogna segnalare la mancanza totale del segnale, spesso dovuta a un cavo d’antenna danneggiato, scollegato o semplicemente usurato. Un controllo visivo del cavo e dei connettori risolve in molti casi il problema.

Una scarsa qualità delle immagini, con blocchi e pixel, è invece sintomo di un segnale debole. Le cause possono essere molteplici: condizioni meteo, interferenze elettromagnetiche, antenne mal posizionate o amplificatori non correttamente calibrati. In questi casi, è richiesto l’intervento di un tecnico che può misurare la potenza e la qualità del segnale, intervenendo su filtro, amplificazione o orientamento dell’antenna.

Un altro problema ricorrente è la scomparsa di alcuni canali, soprattutto in occasione di modifiche ai mux da parte dei broadcaster. La soluzione più semplice è una nuova sintonizzazione completa, ma quando l’anomalia persiste potrebbe essere necessario ripristinare le impostazioni di fabbrica del decoder, aggiornare il firmware oppure intervenire sull’antella.

Non va trascurata nemmeno la possibilità che il decoder stesso sia ormai obsoleto. Dispositivi con software non più aggiornati possono soffrire di rallentamenti, blocchi improvvisi o incompatibilità con nuove configurazioni dei mux. In questi casi, sostituire il decoder può essere l’opzione più efficace.