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Le dighe artificiali dei castori fanno bene all'ambiente

Emergono sempre più prove che dimostrano come le dighe, realizzate dall'uomo su imitazione di quelle dei castori, abbiano un impatto molto positivo sull'ambiente.

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Castoro 123RF

I castori, instancabili “ingegneri” dei nostri corsi d’acqua, sono dei provetti costruttori: realizzano dighe con un’abilità sorprendente, utilizzando ciò che trovano in natura per ampliare le loro tane e proteggerle dai predatori. Purtroppo, il loro impagabile impegno in queste opere di così elevata fattura non è sempre stato riconosciuto dall’uomo. In passato, si è parlato a lungo di come le dighe dei castori contribuissero a provocare danni alle foreste e a causare inondazioni. Ma nuovi studi potrebbero rivelare una verità diversa: e se fossero invece utili per l’ambiente?

Le “finte” dighe dei castori (realizzate dall’uomo)

In passato, i castori vivevano in gruppi molto popolati sia in gran parte d’Europa che nelle regioni del Nord America, arrivando però sull’orlo dell’estinzione nel XIX secolo, a causa di un’intensa attività di caccia. Questi animali venivano infatti catturati sia per usarne denti e pellicce, sia per limitare i danni che provocavano alle foreste e al territorio. Nel corso dell’ultimo secolo, i castori sono stati oggetto di un reinserimento che sta pian piano dando i suoi frutti, sebbene la loro popolazione sia ancora estremamente ridotta.

Si è infatti scoperto che i pochi danni causati a livello ambientale dalle loro dighe sono ampiamente superati dai benefici di queste curiose e ingegnose costruzioni. Sembra infatti che le dighe dei castori possano compensare i problemi che il cambiamento climatico sta provocando all’habitat dei pesci, alla qualità dell’acqua e alla biodiversità. Tanto che, ormai da tempo, si diffonde sempre di più l’uso di “finte” dighe artificiali, costruite dall’uomo su imitazione di quelle realizzate in natura dai castori. L’impiego di questa tecnica, tuttavia, richiede studi supplementari per verificare che i benefici siano davvero tali.

I nuovi studi sull’impatto delle dighe dei castori

I ricercatori della Washington State University hanno condotto una revisione della letteratura scientifica. “Stanno emergendo molte prove concrete, ma c’è ancora un gran lavoro da fare per colmare il divario tra i potenziali benefici e ciò che sta realmente accadendo sul campo” – ha affermato il professor Jonah Piovia-Scott della School of Biological Sciences di Vancouver, co-autore dello studio pubblicato su Restoration Ecology. Il team ha valutato ben 161 ricerche condotte per verificare i possibili effetti derivanti dagli sforzi del ripristino dei castori.

Il risultato è molto interessante: le dighe, costruite ad imitazione di quelle dei castori, possono rendere i corsi d’acqua più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo le temperature estive dell’acqua, aumentandone la capacità di stoccaggio e migliorando la conettività delle pianure alluvionali. Uno degli studi analizzati, in particolare, ha preso in considerazione il progetto in corso lungo il Bridge Creek, un affluente del fiume John Day nell’Oregon: qui, gli ecologi locali hanno realizzato una serie di dighe artificiali, utilizzando salici e altri materiali vegetali, contribuendo alla crescita della popolazione di trote iridee e di altre specie ittiche a rischio di estinzione.

“Questa serie di studi è fantastica e rappresenta davvero un ottimo esempio di come queste pratiche di imitazione dei castori possano migliorare l’habitat dei pesci e stimolare la crescita della popolazione ittica. Non è affatto chiaro se questi benefici si estenderanno anche ad altri sistemi” – ha dichiarato il professor Piovia-Scott. La costruzione di dighe artificiali, tra l’altro, ha un effetto curioso (da non sottovalutare): in molti casi, queste costruzioni si stanno rivelando utili per attirare castori in grado di ricolonizzare i corsi d’acqua.