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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Perché i dialetti sono un problema serio per l’AI (e per i medici): arriva PARLA CHIARO

Per ridurre i rischi di incomprensioni tra parlanti di dialetti e lingua in ambiti come la medicina, arriva un progetto per sviluppare un'AI capace di comprendere napoletano, siciliano e romanesco

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Medicina e intelligenza artificiale Deemerwha studio/Shutterstock

L’intelligenza artificiale non si limita a semplificare la vita quotidiana: può diventare una potente alleata nella comunicazione, soprattutto tra persone che non riescono a comprendersi a causa delle barriere linguistiche, come accade, ad esempio, tra chi parla in dialetto e chi utilizza la lingua ufficiale.

L’Italia è un caso emblematico, con decine di dialetti, spesso confinati a piccole comunità, che possono risultare incomprensibili alla maggioranza dei parlanti. Il che non è un grosso problema nelle conversazioni quotidiane; lo è però in contesti delicati, come quello sanitario.

Proprio per affrontare questa sfida, l’Università Federico II ha lanciato il progetto PARLA CHIARO, che grazie al supporto di Microsoft, punta a istruire l’intelligenza artificiale a riconoscere e comprendere napoletano, siciliano e romanesco, in modo da ridurre il rischio di errori medici potenzialmente fatali.

Perché i dialetti sono un problema serio per l’AI (e per i medici)

Secondo i dati dell’ultimo rapporto ISTAT sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, circa il 42% degli italiani utilizza oggi il dialetto nelle conversazioni quotidiane. Una percentuale in calo rispetto a qualche decennio fa, quando la diffusione dei dialetti era ancora più ampia, a conferma del fatto che sempre più persone privilegiano l’italiano standard nella vita di tutti i giorni.

In effetti, utilizzare il dialetto quando si interagisce con l’intelligenza artificiale può creare problemi. I modelli linguistici tradizionali, addestrati soprattutto sull’italiano formale, possono incorrere in errori o vere e proprie “allucinazioni” interpretative. Un comando vocale mal trascritto o frainteso può infatti produrre risposte errate, inutili o fuorvianti, facendo perdere tempo all’utente.

Se si tratta di utilizzi domestici o ludici, il problema resta contenuto. Diverso è il discorso quando l’AI entra nel campo medico: in questo delicato ambito, un’interpretazione sbagliata dovuta al dialetto può compromettere l’affidabilità della telemedicina e della documentazione clinica automatizzata.

Un rischio che è meglio ridurre il più possibile, infatti dall’Università degli Studi di Napoli Federico II arriva PARLA CHIARO, un progetto di intelligenza artificiale che si propone di sviluppare uno strumento a prova di incomprensioni tra dialetto e lingua, con un focus iniziale su napoletano, romanesco e siciliano.

L’AI imparerà i dialetti per salvare vite: il progetto PARLA CHIARO

Selezionato tra i 16 vincitori europei della LINGUA Open Call (iniziativa dell’AI for Good Lab di Microsoft volta a ridurre il gap linguistico e promuovere la sovranità digitale in Europa), il progetto PARLA CHIARO mira a raccogliere dataset vocali e testuali di alta qualità per garantire che le varianti regionali siano integrate correttamente nel futuro dell’AI.

Grazie alla collaborazione tra ingegneri del DIETI, linguisti e specialisti clinici, nascerà infatti un Dialect-Aware Warning System, uno strumento AI capace di riconoscere espressioni dialettali ambigue, suggerendo chiarimenti o attivando traduzioni semiautomatiche per evitare fraintendimenti diagnostici.

Così facendo, in futuro i parlanti di dialetti italiani non saranno più esclusi dai benefici di un’intelligenza artificiale sicura e affidabile, in particolare in ambito sanitario, prevenendo incomprensioni che, in contesti medici, potrebbero avere conseguenze sulla salute. Ma le applicazioni non finiscono: le tecnologie sviluppate potranno infatti supportare anche la pubblica amministrazione e gli uffici URP nelle aree a forte diffusione dialettale, migliorando comunicazione e servizi sul territorio.

FAQ

Perché i dialetti rappresentano un problema per l'AI?

I modelli addestrati sull'italiano standard possono fraintendere o trascrivere male il dialetto, causando errori o 'allucinazioni' nelle risposte.

Che cos'è il progetto PARLA CHIARO?

Un'iniziativa dell'Università Federico II, con supporto Microsoft, per istruire l'AI a riconoscere napoletano, siciliano e romanesco e ridurre incomprensioni.

Qual è il rischio nei contesti sanitari?

Errori di interpretazione del dialetto possono compromettere telemedicina e documentazione clinica, con potenziali conseguenze sulla salute.

Cosa è il Dialect-Aware Warning System?

Uno strumento AI che riconosce espressioni dialettali ambigue, suggerisce chiarimenti o attiva traduzioni semiautomatiche per evitare fraintendimenti.

Dove possono essere applicate queste tecnologie oltre la sanità?

Nel settore pubblico: amministrazione e uffici URP nelle aree dialettali per migliorare comunicazione e servizi sul territorio.