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Burocrazia semplificata, ISEE automatico e documenti digitali: tutte le novità

Governo taglia la burocrazia quotidiana: cosa cambia per ISEE, scontrini e non solo

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Ufficio INPS ANSA

Il Governo Meloni mira a tagliare un pezzo di burocrazia con il decreto Pnrr e Coesione, facilitando alcuni processi “di tutti i giorni”. L’idea è quella di spingere sempre più l’Italia verso lo scambio automatico di dati tra Pubbliche Amministrazioni. Di fatto: meno moduli, fotocopie, corse tra sportelli fisici e digitali.

Le novità più interessanti riguardano proprio quegli ambiti che impattano davvero la quotidianità dei cittadini. Dall’ISEE che diventa quasi un ricordo per le famiglie, alla Carta d’Identità Elettronica speciale per gli over 70, passando per la tessera elettorale digitale e lo stop all’obbligo di conservare le ricevute POS per 10 anni.

ISEE automatico

Svolta decisamente importante, quella dell’ISEE precompilato automatico, connesso alle prestazioni sociali agevolate. L’idea è semplice: in caso di necessaria verifica dei requisiti economici per un bonus o un’agevolazione, da parte di un Comune, scuola o università, non sarà più necessario che la famiglia porti o carichi documenti e dichiarazioni. L’amministrazione potrà acquisire il tutto “d’ufficio”. La piattaforma digitale INPS fornirà infatti i dati strettamente necessari.

Tutto ciò si traduce in minori passaggi, una netta riduzione dello stress da parte dei cittadini e, di fatto, un tasso d’errori pari allo zero. Un bene anche sul fronte del contrasto ai furbetti. La portata reale, però, dipenderà da come verrà applicata la misura e da quanto velocemente le PA sapranno adeguarsi.

CIE a vita per gli over 70

La seconda grande novità riguarda i cittadini con più di 70 anni d’età. Le nuove CIE rilasciate a questa fascia demografica avranno, se l’iter seguirà il giusto corso, validità di 50 anni. Considerando la capacità di sopravvivenza dell’uomo, si può dire che si tratti di un “rinnovo per sempre”.

C’è però una distinzione da evidenziare: per le CIE già rilasciate prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, l’estensione della validità sarebbe solo per l’uso sul territorio nazionale (quindi per rapporti con la PA e identificazione interna). Ciò vuol dire che per l’espatrio potrebbe essere necessario richiedere un nuovo documento.

Tessera elettorale digitale

La terza misura molto rilevante è quella che riguarda la tessera elettorale in formato digitale. Il tutto sulla base dei dati integrati nell’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente). Le modalità operative e le tempistiche, però, non sono di certo immediato. Serviranno infatti un decreto attuativo e un coordinamento con il portafoglio digitale (IT-Wallet).

Qui lo scenario più realistico è una transizione graduale: digitale affiancato al cartaceo (almeno all’inizio), con possibili priorità per chi vota fuori sede o per procedure in cui ridurre il rischio di errori e duplicazioni è più delicato. Una svolta anche per chi si ritrova a cambiare indirizzo di residenza, e oggi è costretto a richiedere adesivi per modificare la dicitura sul documento.

Ricevute POS: addio obbligo

Ultimo punto, decisamente pratico, riguarda cittadini e imprese: stop all’obbligo di tenere per 10 anni le ricevute POS cartacee. Di fatto la motivazione è lineare: si tratta di una prova di pagamento e non di un documento contabile “fiscale”. Quello resta lo scontrino/fattura.

In un mondo sempre più tracciato digitalmente, l’obbligo diventa un adempimento sproporzionato. Il senso di queste misure è chiaro: meno carta, più interoperabilità, con un’amministrazione che “si parla da sola” e chiede al cittadino sempre meno.