Il misterioso "cuscino delle Bermuda", il segreto che evita alle isole di sprofondare
Le Bermuda dovrebbero sprofondare ma sono sorrette da un antico e misterioso cuscino, o meglio una ciotola
Le leggende sul Triangolo delle Bermuda si sono diffuse per secoli. Navi scomparse e fenomeni inspiegabili hanno trovato posto tra letteratura, fumetti, cinema e televisione. Qualcosa di vero? Non come gli amanti del mistero si aspetterebbero, ma non è questo il punto.
Esiste un altro mistero sotto l’oceano Atlantico settentrionale e non sta facendo sparire cose. È stato scoperto, infatti, che la crosta oceanica nell’area dell’arcipelago delle Bermuda è rigonfia. È come se qualcuno la stesse spingendo dal basso, nonostante l’assenza di attività vulcanica da più di 30 milioni di anni. E proprio per questo motivo le isole non sprofondano.
Il segreto sommerso delle Bermuda
Un nuovo studio sulle Bermuda è stato pubblicato su Geophysical Research Letters. Un lavoro che potrebbe finalmente aver risolto il mistero di queste isole, individuando uno spesso strato di roccia “galleggiante” nascosto sotto la crosta. Questo è in grado di sostenere l’intera struttura come una sorta di cuscino geologico.
Generalmente i rigonfiamenti della crosta oceanica sono connessi a dei pennacchi di mantello. Parliamo di colonne di materiale caldo (e meno denso), che risalgono dalle profondità della Terra. È ciò che alimenta vulcani e catene di isole, come nel caso delle Hawaii o delle Galapagos. In scenari del genere, la placca tettonica scorre sopra un punto caldo fisso, che rilascia magma e, nel tempo, costruisce una sorta di “catena di montaggio” di isole vulcaniche.
Non si possono però far rientrare le Bermuda in questo schema. L’arcipelago non è vulcanicamente attivo da decine di milioni di anni, come detto. Non si trova inoltre sopra un “hotspot” noto. La crosta su cui poggia, però, è inspiegabilmente più alta rispetto alle aree circostanti. Si forma infatti un rigonfiamento, che avrebbe dovuto sparire con il raffreddamento e il movimento delle placche.
Un sostegno senza precedenti
Sono stati analizzati i dati sismici prodotti da terremoti distanti e registrati da una stazione alle Bermuda. I ricercatori hanno potuto osservare come le onde sismiche rallentino e si comportino in maniera anomala sotto l’isola.
Ciò ha permesso di individuare uno strato di roccia spesso circa 20 km, posto al di sotto della crosta oceanica, e meno denso del mantello circostante. Tutto lascia pensare a un residuo dell’antica attività vulcanica che ha dato origine all’arcipelago. Del materiale magmatico intrappolato alla base della crosta, che consente ancora oggi la vita sulle isole.
Un fenomeno non sconosciuto, noto come “underplating”. Nel caso delle Bermuda, però, questo strato sarebbe insolitamente spesso, circa il doppio rispetto a quanto osservato altrove. La spinta verso l’alto registrata è garantita dalla sua bassa densità. Una sorta di galleggiamento, che mantiene sollevata la crosta oceanica anche in assenza di calore e magma attivi.
Secondo gli autori, questo “cuscino” potrebbe estendersi lateralmente per decine di km, forse fino a 50-100 dall’isola, con una geometria simile a quella di una grande ciotola sotto l’arcipelago. Ecco servito il nuovo mistero.


















