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SCIENZA

Trovate su Marte molecole legate alla vita: la scoperta del rover Curiosity

Curiosity ha trovato su Marte molecole organiche molto antiche e più complesse del previsto. La scoperta rilancia la ricerca di possibili tracce di vita.

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Una rielaborazione del paesaggio di Marte iStock
  • Una nuova analisi di Curiosity ha identificato su Marte una complessa raccolta di molecole organiche nel cratere Gale.
  • Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha impiegato una tecnica di wet chemistry per analizzare rocce argillose conservate.
  • I risultati non provano vita ma indicano che composti organici possono rimanere protetti nel sottosuolo per miliardi di anni.

Una nuova analisi condotta dal rover Curiosity della NASA ha identificato su Marte una delle raccolte più complesse di molecole organiche mai osservate sul pianeta rosso. La scoperta non rappresenta una prova dell’esistenza di vita marziana, ma rafforza l’ipotesi che miliardi di anni fa Marte potesse ospitare condizioni compatibili con ambienti abitabili.

I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Communications, derivano da un esperimento chimico mai eseguito prima su un altro pianeta. Curiosity ha infatti utilizzato una tecnica di “wet chemistry”, basata sull’impiego di solventi chimici, per analizzare campioni di roccia raccolti nel cratere Gale.

Le molecole organiche rimaste intrappolate nelle rocce marziane

Il rover della NASA è atterrato su Marte nel 2012 con l’obiettivo di verificare se il pianeta avesse ospitato in passato condizioni favorevoli alla vita microbica. Nel corso degli anni, Curiosity ha raggiunto l’area di Glen Torridon, una regione ricca di argille formatesi in presenza d’acqua miliardi di anni fa.

Proprio qui, nel 2020, il rover ha perforato una roccia soprannominata “Mary Anning”, in omaggio alla paleontologa britannica dell’Ottocento. Il campione è stato polverizzato e successivamente analizzato attraverso SAM, il laboratorio chimico installato all’interno del rover.

Secondo il team guidato da Amy Williams dell’University of Florida, alcune delle molecole individuate potrebbero essere rimaste conservate nel sottosuolo marziano per circa 3,5 miliardi di anni, nonostante l’esposizione alle radiazioni e le condizioni estreme della superficie.

Le molecole trovate da Curiosity

Gli scienziati hanno identificato oltre venti molecole organiche contenenti carbonio. Alcune erano già state osservate in precedenza su Marte, mentre altre non erano mai state rilevate sul pianeta.

Tra le scoperte più interessanti emerge una struttura chimica contenente azoto chiamata “eterociclo azotato”. Si tratta di una configurazione molecolare considerata un possibile precursore di RNA e DNA, le molecole che sulla Terra trasportano le informazioni genetiche degli organismi viventi.

Il rover ha inoltre individuato il benzotiofene, una molecola composta da carbonio e zolfo che compare spesso nei meteoriti. Secondo i ricercatori, materiali di questo tipo potrebbero aver contribuito alla chimica prebiotica sia sulla Terra sia su Marte nelle prime fasi del Sistema Solare.

Gli autori dello studio precisano però che queste molecole non dimostrano la presenza di antiche forme di vita marziane. Composti simili possono infatti formarsi anche attraverso processi geologici naturali oppure arrivare sul pianeta tramite meteoriti.

Molecole organiche su Marte: perché questa scoperta è importante?

L’aspetto più interessante dello studio riguarda soprattutto la conservazione delle molecole organiche. Per anni, molti ricercatori avevano ipotizzato che le radiazioni presenti su Marte avessero distrutto eventuali tracce chimiche antiche.

I nuovi dati suggeriscono invece che alcune rocce argillose del pianeta siano riuscite a proteggere composti organici complessi per tempi estremamente lunghi. Questo aumenta le possibilità che eventuali biosignature, cioè tracce chimiche associate alla vita, possano essere ancora presenti nel sottosuolo marziano.

Secondo gli scienziati, per comprendere davvero l’origine di queste molecole sarà però necessario riportare campioni di Marte sulla Terra e analizzarli con strumenti molto più avanzati rispetto a quelli disponibili a bordo dei rover.

La scoperta potrebbe inoltre influenzare le future missioni spaziali dedicate alla ricerca della vita. Tecniche simili a quelle utilizzate da Curiosity saranno infatti impiegate anche dal rover europeo Rosalind Franklin e dalla missione Dragonfly diretta verso Titano, la luna di Saturno.

FAQ

Cosa ha scoperto il rover Curiosity su Marte?

Ha identificato una delle raccolte più complesse di molecole organiche mai osservate sul pianeta.

Le molecole trovate provano l'esistenza di vita su Marte?

No, non sono prova di vita: possono formarsi anche per processi geologici o arrivare tramite meteoriti.

Dove sono stati trovati i campioni analizzati?

I campioni provengono da rocce del cratere Gale, in particolare dall'area argillosa di Glen Torridon.

Quale tecnica ha usato Curiosity per l'analisi?

Ha utilizzato una 'wet chemistry' con solventi e il laboratorio SAM a bordo per analizzare campioni polverizzati.

Perché la scoperta è importante per la ricerca di biosignature?

Mostra che rocce argillose possono conservare molecole organiche per miliardi di anni, aumentando le chance di trovare tracce.