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I danni delle cuffie che usiamo: i pericoli per la salute

Le cuffie che usiamo quotidianamente possono nascondere delle insidie e dei rischi per la salute: ecco come tutelarsi

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Cuffie over ear iStock

Le cuffie fanno parte del nostro quotidiano, oggi più che mai. Ci aiutano nel lavoro e ci seguono passo dopo passo, o quasi, nella nostra vita privata. Abbiamo sempre più spesso bisogno di isolarci dal resto del mondo e così, che si tratti di musica, audiolibri o podcast, le indossiamo di continuo.

Raramente però ci fermiamo a riflettere sui materiali che compongono questi oggetti, costantemente a contatto con la nostra pelle. Un nuovo studio ha sollevato il velo su una realtà preoccupante, evidenziando sostanze chimiche potenzialmente tossiche.

Le sostanze rischiose di alcune cuffie

Prima di tutto offriamo le fonti: progetto ToxFree LIFE for All, finanziato dall’Unione europea, coordinato da TVE (Tudatos Vásárlók Egyesülete, Ungheria), in collaborazione con Arnika e dTest (Repubblica. Ceca), VKI (Verein für Konsumenteninformation, Austria) e ZPS (Zveza Potrošnikov, Slovenia).

Detto ciò, è innegabile che siamo abituati a valutare le cuffie, selezionando con cura quali acquistare, sulla base della qualità dell’audio, dei bassi, della durata della batteria e non solo. Di sicurezza per la salute, invece, non si parla. La ricerca mette dunque in guardia i consumatori su componenti invisibili ma pericolosi, che potrebbero migrare dai padiglioni delle cuffie direttamente nel nostro organismo.

Le sostanze in questione, note come interferenti endocrini, sono svariate. Tra queste spiccano:

  • bisfenoli (come il BPA);
  • gli ftalati.

Si tratta di sostanze sfruttate per rendere le plastiche più flessibili o per migliorarne la resistenza. Il problema nasce dal fatto che, a contatto con il calore corporeo e il sudore, queste molecole possono essere assorbite dalla pelle. Pensiamo dunque all’uso che ne facciamo in palestra tutto l’anno o mentre corriamo. Lo stesso dicasi per qualsiasi sorta di uso nei mesi caldi dell’anno.

Altro elemento critico è rappresentato dai ritardanti di fiamma bromurati. Cosa sono? Parliamo di additivi usati per ridurre il rischio di incendio dei componenti elettronici e delle batterie. Sono fondamentali, di certo, ma anche associati in numerosi studi a problemi di sviluppo e alterazioni del sistema ormonale.

Nelle cuffie di scarsa qualità, o prodotte senza severi controlli normativi, i livelli di tali sostanze superano spesso le soglie raccomandate dalle autorità sanitarie internazionali.

Perché la pelle delle orecchie è più vulnerabile

A differenza di altri dispositivi tecnologici, gli auricolari o le cuffie “over-ear” creano un ambiente chiuso e umido. Il condotto uditivo, così come la pelle che circonda l’orecchio, sono aree particolarmente sensibili e riccamente vascolarizzate.

L’attrito costante, insieme con la temperatura che si alza nel corso dell’uso prolungato, facilitano la permeabilità cutanea. Ciò vuol dire che il passaggio di eventuali sostanze tossiche risulta agevolato.

È facile rendersi conto che qualcosa non va, considerando quelle che sono le reazioni più comuni:

  • dermatiti da contatto;
  • irritazioni persistenti;
  • prurito.

La vera preoccupazione degli scienziati, però, riguarda l’esposizione a lungo termine. L’accumulo di tali tossine, laddove presenti nelle cuffie utilizzate, potrebbe portare a conseguenze ben più gravi nel corso degli anni, influenzando metabolismo e salute riproduttiva.

Come difendersi

In un mercato inondato da prodotti ultra-economici e di provenienza incerta, la prima regola di autodifesa è evitare il risparmio eccessivo a scapito della qualità dei materiali. I grandi marchi tecnologici sono solitamente sottoposti a certificazioni più rigide (come la normativa europea REACH o la direttiva RoHS), che limitano l’uso di sostanze pericolose.

Prima di acquistare il prossimo paio di cuffie, è fondamentale verificare se il produttore fornisce informazioni sulla composizione dei materiali, prediligendo:

  • pelle vegana certificata;
  • silicone anallergico;
  • tessuti traspiranti naturali.