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Crittografia end-to-end: come funziona e perché Instagram la vuole eliminare dai messaggi privati?

Addio alla crittografia end-to-end: i messaggi su Instagram saranno ben visibili ora

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Chat social iStock

In un mondo sempre più digitale e sotto controllo, la riservatezza di alcuni sistemi è uno standard aureo cui non poter fare a meno. Eppure qualcosa sta cambiando sotto questo aspetto. Meta prosegue nel suo processo di trasformazione, accelerato dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. Ora Zuckerberg è pronto a rimuovere la funzione di crittografia end-to-end dalle conversazioni private su Instagram.

Di fatto dal prossimo 8 maggio 2026 verrà a cadere quello “scudo tecnologico” in grado di rendere i messaggi leggibili soltanto dal mittente e dal destinatario, escludendo chiunque altro (compresi i server aziendali). Nello specifico l’E2EE trasforma in dati indecifrabili i contenuti scambiati, garantendo che nessuna terza parte possa intercettare la comunicazione. Un muro di gomma efficace che sta per cadere.

Addio alla crittografia su Instagram: il motivo

Immediate le proteste per la decisione di Meta, che ha fornito una spiegazione ufficiale. Si è espressa la portavoce Dina El-Kassaby Luce, che ha indicato la funzione come poco utilizzata. Considerando il ridotto numero di utenti interessati, sostiene l’azienda, mantenere un’infrastruttura di sicurezza così complessa per una nicchia non giustifica più l’investimento.

Una strategia in netto contrasto con la crescente sensibilità per la privacy da parte degli utenti. L’ennesimo passo da parte di Meta in una chiara direzione, dopo le svariate tempeste mediatiche passate, causate dalla condivisione di dati o comunicazioni con autorità e forze dell’ordine.

Questione etica

Il tema non è bianco o nero, questo dev’essere chiaro. La decisione di Meta potrebbe avere motivazioni economiche e/o politiche, ma c’è altro di cui parlare. La crittografia end-to-end è finita al centro di un dibattito internazionale. Molti esperti e organizzazioni per la tutela dell’infanzia, infatti, si sono schierati contro questo sistema di tutela della privacy.

I messaggi e contenuti “nascosti”, infatti, possono essere di ogni sorta. In questo “buco nero” digitale potrebbero finire anche elementi cruciali in casi giudiziari. Pensiamo alla tutela fornita in casi di adescamento di minori o abusi online. La polizia postale, in assenza di una diretta denuncia con screen o accesso a specifici account, non può proseguire con delle indagini approfondite.

Senza E2EE, Instagram torna a una modalità di messaggistica più “trasparente” per i sistemi di monitoraggio della piattaforma, permettendo agli algoritmi di sicurezza di individuare comportamenti illeciti con maggiore facilità. Il problema sorge laddove il concetto di “illecito” muta sulla base della sponda politica al potere.

Cosa devono fare gli utenti

L’annuncio di Meta porta con sé una scadenza operativa. Chi ha utilizzato le chat criptate su Instagram finora ha tempo fino all’8 maggio per mettere in salvo le proprie conversazioni. L’azienda ha invitato esplicitamente gli utenti a scaricare i contenuti delle chat protette se desiderano conservarli.

Per procedere al salvataggio, è fondamentale aggiornare l’applicazione all’ultima versione disponibile. Dopo l’8 maggio, i contenuti criptati esistenti potrebbero non essere più accessibili o potrebbero essere convertiti in formati non protetti.