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Realtà virtuale, aumentata e mista, il futuro passa dai visori smart

Cosa sono realtà virtuale, realtà aumentata e realtà mista, come funzionano queste tecnologie in che modo stanno cambiando la percezione tra reale e digitale

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visore vr hilalabdullah / Shutterstock

Il confine tra il mondo fisico e quello digitale sta diventando sempre più labile e ciò è possibile grazie all’evoluzione di tecnologie immersive come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR) e la realtà mista (MR).

Nonostante queste tecnologie vengano spesso raggruppate sotto l’etichetta di realtà estesa (XR), ciascuna di esse offre agli utenti esperienze uniche e distintive che possono avere implicazioni e ripercussioni in diversi settori.

Che cos’è la realtà virtuale e come funziona

La realtà virtuale rappresenta il punto più alto dell’immersione digitale, con l’utente che viene trasportato in un ambiente interamente generato al computer, “disconnettendosi” (con tutti i limiti del caso) dal mondo fisico circostante.

Questa illusione sensoriale è resa possibile da un’ingegneria sofisticata che passa necessariamente attraverso un visore (head-mounted display) che integra due schermi ad alta risoluzione (uno per ciascun occhio) e lenti speciali che lavorano in tandem per creare una visione stereoscopica, un approccio che garantisce profondità e realismo all’ambiente digitale.

Il senso di “immersione” è ulteriormente potenziato da sistemi avanzati di tracking del movimento che utilizzano sensori posizionati all’interno del visore e dei controller che tracciano con precisione la posizione e l’orientamento della testa e delle mani dell’utente.

Questo consente di interagire con l’ambiente virtuale non più tramite un’interfaccia statica, ma attraverso gesti e movimenti fisici naturali, che consentono ad esempio di afferrare oggetti digitali o esplorare uno spazio.

Un altro elemento fondamentale è l’audio spaziale, una tecnologia in grado di simulare la provenienza dei suoni da diverse direzioni e distanze, completando l’illusione di trovarsi fisicamente in un altro luogo. L’impatto di questa tecnologia è evidente soprattutto nel settore dell’intrattenimento, con giochi e film che offrono esperienze coinvolgenti.

Per quel che riguarda lavoro e produttività, la VR è diventata uno strumento indispensabile per la formazione e la simulazione, permettendo la creazione di scenari complessi che possono essere usati in ambiti diversi, dall’addestramento del personale medico fino alle prove di volo per piloti in condizioni di volo estreme, il tutto senza mettere a rischio vite umane o risorse.

Cosa si intende per realtà aumentata

A differenza dell’immersione totale della VR, la realtà aumentata opera come “un ponte” tra il mondo reale e quello digitale. Questa tecnologia, dunque, invece di sostituire l’ambiente fisico lo arricchisce con informazioni e oggetti virtuali.

A differenza della VR, può essere sfruttata anche attraverso dispositivi di uso comune come smartphone e tablet o tramite occhiali AR dedicati e il suo funzionamento si basa sull’uso della telecamera del dispositivo, che cattura il mondo reale mentre un software di rendering che sovrappone gli elementi digitali.

Per un’integrazione fluida, il software di AR deve essere in grado di riconoscere e interpretare l’ambiente circostante, utilizzando, nei sistemi più complessi, algoritmi sofisticati in grado di riconoscere superfici, forme e punti di riferimento nell’ambiente, permettendo di posizionare gli oggetti virtuali in modo dinamico e realistico.

Questa tecnologia ha rivoluzionato settori come l’e-commerce, dove gli utenti possono “provare” virtualmente prodotti prima dell’acquisto; o l’istruzione, con l’utilizzo di modelli 3D interattivi per rendere l’apprendimento più coinvolgente. Nel mondo del lavoro, la AR sta trasformando la manutenzione industriale, con i tecnici che possono visualizzare istruzioni e schemi tecnici direttamente sul macchinario su cui stanno lavorando, ottimizzando i processi e riducendo gli errori.

Come funziona la realtà mista

L’evoluzione naturale di VR e AR sta portando alla realtà mista (MR), una tecnologia che unisce il meglio di entrambi questi sistemi e che non si limita a sovrapporre oggetti digitali, ma consente agli utenti di interagire fisicamente con questi oggetti digitali e con l’ambiente circostante in tempo reale.

Questo livello di interazione così profondo è reso possibile da sensori spaziali e software ancora più avanzati, che creano una mappa dinamica dello spazio fisico e vi applicano elementi digitali con cui è possibile interfacciarsi..

Dispositivi come l’Apple Vision Pro sono i pionieri di questa nuova frontiera che apre scenari rivoluzionari nella collaborazione a distanza, nel design e nella pianificazionespaziale.

La realtà mista, dunque, rappresenta il futuro delle interfacce utente, promettendo un mondo in cui il digitale non è più confinato in schermi bidimensionali, ma diventa parte integrante della nostra realtà fisica, reattiva e interattiva.

Utilizzi pratici di queste tecnologie

Le tecnologie di realtà virtuale e aumentata, pur essendo state sviluppate in un primo momento per il mondo del gaming e l’intrattenimento, hanno trovato applicazioni rivoluzionarie in una moltitudine di settori, trasformando sia il mondo del lavoro che quello del tempo libero.

Nel settore lavorativo, la VR e l’AR non sono più solo concetti futuristici, ma sono ormai diventati strumenti concreti per migliorare l’efficienza e la produttività.

Nell’ambito medico, ad esempio, i chirurghi possono utilizzare la VR per provare procedure complesse in un ambiente virtuale sicuro, mentre con l’AR è possibile sovrapporre i dati vitali del paziente direttamente sul loro campo visivo durante un’operazione.

Nel settore manifatturiero e delle costruzioni, l’AR viene impiegata per la manutenzione predittiva e l’assistenza remota con un tecnico in loco che, ad esempio, può ricevere istruzioni visive da un esperto a migliaia di chilometri di distanza, che gli indicherà con frecce e diagrammi virtuali esattamente dove intervenire.

Anche il design e l’architettura beneficiano enormemente di queste tecnologie, con la possibilità di creare prototipi virtuali o di condurre tour interattivi di edifici ancora in fase di progettazione.

L’intrattenimento è stato da sempre il terreno più fertile per la crescita e lo sviluppo di queste tecnologie. Nel gaming, la VR offre un livello di immersione senza precedenti, permettendo ai giocatori di vivere le avventure in prima persona, esplorando mondi vasti e interagendo con l’ambiente in modi che gli schermi tradizionali per ovvie ragioni non consentono.

Anche la narrazione cinematografica sta cambiando grazie alle esperienze VR che mettono lo spettatore al centro dell’azione, proiettandolo dentro la pellicola per un’esperienza completa e totalizzante.

Evoluzioni future di questa tecnologia

Secondo gli esperti, le tecnologie relative alla realtà estesa sono uno dei temi caldi per il futuro che, già dai prossimi anni, potrebbe conquistare una fetta importante di utenti. Secondo altri i visori AR, VR e MR potrebbero addirittura prendere il posto degli smartphone e grazie all’introduzione di funzioni basate sullintelligenza artificiale diventare ancora più centrali nella vita delle persone.

Si tratta, naturalmente, di un contesto estremamente dinamico e in continua evoluzione, che vede nella realtà mista un terreno denso di nuove sfide e opportunità, nel tentativo di fondere completamente il mondo fisico con quello virtuale.

L’idea è quella di un mondo in cui le immagini digitali non si limitano a essere sovrapposte a quelle reali, ma permettono di interagire con l’ambiente fisico e con gli altri oggetti virtuali, aprendo la strada a nuovi utilizzi orientati verso la collaborazione, il lavoro in team e la produttività a tutti i livelli.

E sarà cruciale in questo senso l’arrivo di nuovi dispositivi che renderanno questa tecnologia sempre più accessibile, portando (si spera) a un abbassamento dei prezzi e una maggiore diffusione dei visori sul mercato.

L’obiettivo a lungo termine è lo sviluppo di interfacce uomo-macchina sempre più intuitive, con l’obiettivo di rendere l’interazione con l’ambiente digitale più naturale e meno macchinosa.

Si sta esplorando l’uso di interfacce cerebrali (BCI), che potrebbero consentire agli utenti di controllare gli ambienti virtuali con il pensiero, eliminando di fatto la necessità di controller fisici. In questo senso, tali tecnologie potrebbero essere usate anche in ambito medico, dando la possibilità a persone con problemi di salute e di mobilità di “tornare a muoversi” liberamente in questo mondo digitale e magari tornare a vivere la propria vita senza impedimenti.

Sul fronte hardware, l’attenzione è rivolta alla creazione di dispositivi più leggeri, potenti ed economicamente accessibili. Si lavora a sensori sempre più avanzati che permetteranno di tracciare non solo i movimenti, ma anche le espressioni facciali e le emozioni, rendendo le interazioni virtuali ancora più realistiche e personalizzate.

Il futuro della realtà estesa, insomma, non riguarda più solo l’intrattenimento, ma la creazione di un nuovo paradigma di interazione umana e tecnologica che potrebbe ridisegnare completamente il mondo in cui le persone interagiscono con tali dispositivi e con la realtà stessa, amplificandone la percezione e intrecciando sempre più profondamente mondo reale e mondo digitale.