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Come funzionano le Playlist Promosse di Spotify e come cambiano gli ascolti

Spotify presenta le Playlist Promosse, che permettono all’utente di parlare con l’AI per personalizzare i propri ascolti e costruire il proprio feed musicale

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spotify Shutterstock

In Sintesi

  • Spotify sta testando le “Playlist Promosse,” una funzione che consente agli utenti di descrivere cosa vogliono ascoltare, offrendo un ruolo più attivo nella creazione del loro feed.
  • Il sistema utilizza un modello linguistico avanzato per interpretare prompt specifici e articolati e basa le playlist sulla cronologia di ascolto completa dell’utente, non solo sui brani recenti.

Spotify compie un altro passo verso una sempre maggiore personalizzazione dell’ascolto annunciando l’arrivo delle Playlist Promosse, un esperimento che punta a offrire agli utenti un ruolo più attivo nella costruzione del proprio feed musicale. La funzione, lanciata in versione beta e inizialmente riservata agli abbonati Premium in Nuova Zelanda, rappresenta il tentativo più avanzato del servizio di streaming di aprire la “scatola nera” del suo algoritmo.

Secondo l’azienda, l’opzione è disponibile al momento solo in inglese e verrà perfezionata nei prossimi mesi, prima di un eventuale rilascio globale; al momento, comunque, non c’è ancora una data di rilascio ufficiale.

Come funzionano le Playlist Promosse di Spotify

A differenza delle playlist generate automaticamente dall’intelligenza artificiale già presenti sulla piattaforma, la nuova soluzione consentirà agli utenti di descrivere in modo dettagliato cosa vogliono ascoltare. Il sistema sarà in grado di accedere all’intera cronologia di ascolto (dal primo giorno sulla piattaforma fino al giorno stesso) per costruire una playlist che rispecchia non solo i gusti attuali, ma anche l’evoluzione musicale dell’utente. Una profondità dell’analisi che, come specificato dall’azienda stessa, segna una differenza netta rispetto alle playlist basate sui soli brani recenti.

Grazie a un modello linguistico avanzato, inoltre, la funzionalità è in grado di raccogliere i prompt scritti dagli utenti e di interpretarli, restituendo una selezione musicale più coerente con l’identità dell’ascoltatore.

Inoltre, sembra che la nuova AI sia in grado di comprendere richieste più articolate e contestuali, con la possibilità di formulare prompt lunghi, strutturati e specifici, definendo non solo generi o artisti, ma anche situazioni, obiettivi e stati d’animo.

Un’altra delle novità più rilevanti tra quelle in arrivo è la programmazione della frequenza di aggiornamento: l’utente può decidere se la playlist debba rinnovarsi ogni giorno, ogni settimana o in modo più sporadico, lasciando all’ascoltatore ancora più libertà di manovra nella scelta della propria musica preferita.

Infine ogni playlist sarà accompagnata da descrizioni contestuali, pensate per chiarire il motivo di una raccomandazione. La piattaforma proporrà inoltre una serie di suggerimenti di prompt per aiutare gli utenti meno esperti in materia a muovere i primi passi nella conversazione con l’AI.

Con Spotify la musica diventa sempre più “negoziabile”

Il lancio delle Playlist Promosse si inserisce in un panorama più ampio in cui le piattaforme social e quelle multimediali stanno offrendo ai propri utenti strumenti per rendere gli algoritmi più plasmabili e personalizzabili.

L’obiettivo di Spotify, dunque, è quello di trasformare l’algoritmo da sistema impenetrabile a strumento configurabile, allineandosi alle richieste degli utenti per maggiore trasparenza e più controllo sulla propria esperienza digitale.