WhatsApp e la sicurezza, cosa sono le impostazioni restrittive dell’account
Sulla beta di WhatsApp per smartphone Android è stata scovata una nuova funzione per elevare al massimo il livello di sicurezza e di privacy del proprio account

In Sintesi
- WhatsApp sta introducendo la nuova funzionalità di “impostazioni restrittive dell’account”, progettata per innalzare il livello di sicurezza e privacy contro attacchi mirati.
- L’opzione è destinata principalmente a utenti considerati ad alto rischio, come giornalisti o attivisti e introduce diverse limitazioni per ridurre eventuali vettori di attacco.
WhatsApp torna ad aggiornarsi e nell’ultima versione beta dell’app è stata scovata una novità attesa da settimane: le impostazioni restrittive dell’account. Per chi non lo sapesse si tratta di una funzione di cui si sente parlare già da qualche tempo e che è stata progettata per elevare al massimo il livello di sicurezza e privacy sull’app di messaggistica più utilizzata al mondo.
Si tratta di un tassello cruciale nel percorso intrapreso da Meta per contrastare attacchi mirati e attività malevole, offrendo agli utenti più esposti un set di sistemi di protezione avanzati attivabili tramite un’unica opzione.
Come funzionano le impostazioni restrittive dell’account
Con la versione 2.25.36.15 di WhatsApp Beta per Android, la piattaforma ha iniziato il rollout della nuova funzione che si trova all’interno del percorso Impostazioni, Privacy e Avanzate, dove comparirà una volta completato lo sviluppo.
La funzionalità, comunque, era già emersa in precedenti versioni beta a inizio novembre, ma ora è disponibile in una forma più definita e con una descrizione chiara rivolta soprattutto agli utenti considerati ad alto rischio di attacchi informatici. Importante sottolineare, però, che l’attivazione comporterà una riduzione della qualità dell’esperienza d’uso, a fronte però di un presidio di sicurezza notevolmente più robusto.
L’attivazione delle impostazioni restrittive dell’account introduce limitazioni su diverse funzioni della piattaforma, con l’obiettivo di proteggere l’utente da possibili vettori d’attacco. Tra le misure previste:
- blocco della ricezione di file e media da mittenti sconosciuti
- restrizione severa delle impostazioni di privacy, limitando chiamate e messaggi esclusivamente ai contatti approvati
- impossibilità di modificare alcune impostazioni sensibili, così da evitare che un eventuale attore malevolo possa alterare parametri cruciali in caso di compromissione del dispositivo
Come evidente, insomma, si tratta di una modalità che non è pensata per l’utente medio, ma per figure particolarmente vulnerabili (come attivisti, giornalisti, politici, dirigenti d’azienda) o per chiunque tema di essere bersaglio di attacchi mirati.
Quando arriva la nuova funzione di WhatsApp
L’opzione, al momento, non è ancora pronta per un rilascio globale, segno evidente che si tratta di una caratteristica ancora in fase sperimentale e la voce, ad esempio, non è ancora stata tradotta in italiano né rifinita nella sua forma definitiva.
Per ora non esistono tempistiche ufficiali sull’arrivo a bordo della versione stabile dell’app. È lecito, però, aspettarsi nuovi affinamenti nelle prossime build beta, con una progressiva estensione del test a un numero crescente di utenti.
Intanto, chi invece vuole provare in anticipo le nuove funzionalità può iscriversi al programma beta tramite la pagina dedicata. Nel caso il programma risulti al completo, è possibile installare manualmente l’APK delle versioni beta anche se l’opzione non è consigliabile perché potrebbe esporre lo smartphone ad app malevole.


















