Numeri a tre cifre: ecco la proposta di AGCOM contro il telemarketing
AGCOM propone i numeri a tre cifre per riconoscere subito le chiamate ufficiali e contrastare telemarketing aggressivo e truffe telefoniche

In sintesi
- I numeri a tre cifre permetterebbero agli utenti di capire immediatamente se una chiamata è legittima o commerciale, riducendo truffe ed equivoci.
- La proposta di AGCOM si affianca alle misure già attive contro lo spoofing e al Registro pubblico delle opposizioni.
Ricevere telefonate di telemarketing aggressivo o, peggio ancora, chiamate truffaldine è diventato un fastidio quotidiano per milioni di persone. Squilli continui, numeri sconosciuti e offerte poco chiare alimentano diffidenza e irritazione. Negli anni si è cercato più volte di arginare il problema, ma senza risultati davvero risolutivi. Da metà agosto, ad esempio, è entrato in vigore il blocco AGCOM contro i finti numeri fissi nazionali utilizzati dall’estero, ma il traffico delle chiamate moleste si è semplicemente spostato sui numeri mobili. Da qui il nuovo blocco, attivato lo scorso novembre, esteso anche ai numeri di cellulare. Ora è ancora AGCOM a proporre una nuova soluzione, basata sull’introduzione dei numeri a tre cifre.
Cosa vuole fare AGCOM contro il telemarketing aggressivo
L’idea dei numeri a tre cifre è stata avanzata dalla commissaria AGCOM Laura Aria con l’obiettivo di rendere immediatamente riconoscibile la natura di una telefonata. In questo modo, infatti, chi riceve la chiamata saprebbe subito se si tratta di un contatto ufficiale, commerciale o di assistenza.
In realtà i numeri brevi esistono già e sono utilizzati da diverse aziende, come gli operatori telefonici, ma oggi funzionano solo per le chiamate in ingresso. Gli utenti possono comporre quei numeri per ricevere supporto, mentre le aziende non li usano per contattare direttamente i clienti.
Perché i numeri a tre cifre dovrebbero evitare le chiamate moleste
Secondo quanto spiegato da Laura Aria al quotidiano Repubblica, i numeri a tre cifre non sarebbero replicabili dall’estero, eliminando una delle principali falle sfruttate dai call center irregolari. Inoltre, la loro struttura renderebbe impossibili equivoci o errori, perché una chiamata con un numero così breve sarebbe immediatamente identificabile come ufficiale.
Inoltre, le aziende che già dispongono di un numero a tre cifre potrebbero iniziare a utilizzarlo sia per il traffico in entrata sia per quello in uscita. Altre realtà, come le banche o gli istituti finanziari, avrebbero invece la possibilità di richiederne uno dedicato, che verrebbe assegnato appositamente per le comunicazioni con i clienti.
Da quando saranno usati i numeri a tre cifre per riconoscere le chiamate
Prima di diventare eventualmente operativa, la proposta deve seguire un iter preciso. AGCOM ha appena avviato una consultazione pubblica di 45 giorni per raccogliere osservazioni e pareri da parte delle aziende coinvolte e degli operatori telefonici.
L’introduzione dei numeri a tre cifre richiede infatti un accordo condiviso tra tutti i soggetti del settore. Questa misura andrebbe a integrare il Registro pubblico delle opposizioni, disponibile dal 2022, che consente agli utenti di dichiarare il proprio rifiuto alle chiamate promozionali (ma non funziona come previsto).
Dopo i blocchi introdotti tra agosto e novembre, il numero di chiamate di telemarketing aggressivo è effettivamente diminuito, ma il fenomeno non è sparito del tutto. L’uso dei numeri a tre cifre potrebbe migliorare finalmente la situazione e rendere il telefono uno strumento meno esposto a truffe e molestie.


















