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Su Android XR arrivano gli avatar fotorealistici: a cosa servono e come crearli

Google avvia il roll-out degli avatar fotorealistici Likeness su Android XR: scansione tramite smartphone, uso nelle videochiamate e prime differenze con Apple

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Su Android XR arrivano gli avatar fotorealistici: a cosa servono e come crearli Thrive Studios ID/Shutterstock

In sintesi

  • Gli avatar Likeness portano su Android XR rappresentazioni fotorealistiche dell’utente, utilizzabili come webcam virtuale nelle principali app di videochiamata.
  • La creazione passa dallo smartphone ed è più semplice rispetto alla scansione con visore, ma per ora gli avatar restano limitati al formato 2D.

Dopo essere stata anticipata alcuni giorni fa, la novità degli avatar Likeness è ora in fase di distribuzione, anche se ancora in versione beta. Google ha iniziato infatti il roll-out dei suoi nuovi avatar fotorealistici su Android XR, una tecnologia pensata per rappresentare in modo realistico l’utente all’interno delle videochiamate. Il concetto richiama da vicino le Personas di Apple, già disponibili su Vision Pro, con l’evidente obiettivo di ridurre il divario tra i due ecosistemi nel campo della realtà estesa.

A cosa servono gli avatar Likeness su Android XR

Gli avatar Likeness servono a sostituire la videocamera tradizionale con una rappresentazione digitale fotorealistica del volto dell’utente. Una volta creati, questi avatar possono essere utilizzati come webcam virtuale all’interno delle più comuni app di videochiamata, come Google Meet, Zoom o Messenger, purché compatibili con una fotocamera frontale standard.

Gli avatar sono pensati per i visori Android XR dotati di sensori e potenza di calcolo adeguati e permettono a Google di avvicinarsi all’esperienza offerta da Apple con le Personas, rendendo più naturale la comunicazione in XR anche in contesti professionali.

Come creare un avatar fotorealistico su Android XR

La creazione di un avatar Likeness avviene tramite una scansione del volto, ma Google ha scelto un approccio più semplice rispetto a quello di Apple. Invece di utilizzare il visore per la scansione, infatti, l’utente utilizza un’app dedicata, chiamata Likeness (in versione beta), che sfrutta la fotocamera dello smartphone.

Questo rende il processo più immediato e meno macchinoso. Una volta completata la scansione, l’avatar viene animato grazie ai sensori del visore, anche se nella fase iniziale è disponibile solo come rappresentazione 2D (dunque bidimensionale) e non ancora in formato 3D.

Su quali dispositivi si può usare l’avatar Likeness

Al momento l’app Likeness è compatibile solo con alcuni smartphone recenti, come Google Pixel 8 o successivi, Samsung Galaxy S23 o successivi e Samsung Z Fold5 o successivi. Senza uno di questi dispositivi non è possibile creare l’avatar: è una differenza importante rispetto ad Apple, che consente la scansione direttamente dal visore Vision Pro indipendentemente dallo smartphone posseduto.

Per quanto riguarda i visori, invece, a quanto pare non tutti i dispositivi Android XR supporteranno necessariamente i Likeness, soprattutto quelli privi di sensori per il tracciamento di occhi e bocca. In futuro, però, è probabile che la compatibilità si ampli di pari passo con l’evoluzione dell’hardware Android XR.

Quali novità aspettarsi sugli avatar fotorealistici di Google

Google ha già confermato di stare lavorando a riunioni spaziali complete, che permetteranno agli avatar Likeness di interagire in ambienti tridimensionali, andando oltre l’attuale modalità 2D. È possibile, inoltre, che in futuro verranno introdotti miglioramenti nell’animazione facciale e nell’integrazione con nuovi visori.

Resta aperta la sfida di mantenere un alto livello di realismo su dispositivi sempre più compatti, ma l’introduzione dei Likeness rappresenta un primo passo concreto verso un’esperienza XR più matura e competitiva rispetto a quella di Apple.