Meta vuole rivoluzionare i suoi visori: più potenza e un prezzo accessibile
Meta è già al lavoro sul futuro visore AR/VR che non si chiamerà Quest e potrebbe introdurre una serie di modifiche interessanti al design e alle funzionalità

In Sintesi
- Meta starebbe pianificando un cambio di strategia che include l’abbandono del nome “Quest” per la sua prossima generazione di visori, prevista per il 2026.
- L’obiettivo è riposizionare l’hardware per essere più avanzato, mantenendo un prezzo contenuto per rendere accessibili le funzioni “pro” nel segmento consumer.
Meta potrebbe essere pronta a voltare pagina nel settore della realtà virtuale e aumentata e questo cambiamento potrebbe partire proprio dal nome dei suoi visori. Le ultime indiscrezioni che circolano in rete, infatti, parlano di un cambio di strategia che coinvolgerebbe non solo l’hardware del prossimo dispositivo, ma anche il suo posizionamento commerciale.
La linea Quest, diventata il simbolo della realtà virtuale consumer, potrebbe non essere più sufficiente per descrivere la nuova generazione di prodotti prevista per il 2026, con Meta che avrebbe intenzione di introdurre una categoria di visori completamente nuova, ripensata sia per design sia per funzionalità.
Cosa sappiamo del prossimo visore di Meta
Secondo alcuni esperti del settore AR/VR, pare che il prossimo visore Meta non si chiamerà Quest, sottolineando un possibile rilancio complessivo del brand, con un prodotto che potrebbe collocarsi in un segmento diverso rispetto ai modelli attuali.
Per farlo, l’azienda di Menlo Park starebbe optando per un nuovo comparto hardware e, secondo i rumor, per il nuovo visore avrebbe in mente di usare un pannello che offrirebbe un PPD (pixel per grado) più elevato rispetto a Meta Quest 3, pur senza raggiungere le altissime risoluzioni di Samsung Galaxy XR e Apple Vision Pro.
Questo parametro misura quanti pixel sono percepiti all’interno di un singolo grado del campo visivo ed è determinante per la nitidezza dell’immagine; superare la soglia dei 55 PPD, come già dimostrato dal prototipo Meta Holocake 2, avvicinerebbe il visore a una qualità vicina alla cosiddetta “risoluzione retinica”.
Oltre allo schermo, sappiamo anche che una delle priorità di Meta sarà la leggerezza, con l’azienda che starebbe prendendo ispirazione da visori minimalisti come Bigscreen Beyond (107 grammi) o dal Valve Steam Frame, dove l’elaborazione è affidata a componenti separati.
Ciò potrebbe essere possibile tramite l’adozione di un contenitore esterno, contenente batteria e unità di calcolo, in modo da ridurre drasticamente il peso del visore, rendendolo più comodo e meno ingombrante.
Un’altra indiscrezione fa riferimento a un prodotto venduto senza controller tradizionali, cosa che lascia presagire che l’azienda voglia spingere su gesture tracking, interazioni naturali e comandi basati sul tracciamento oculare e facciale.
Se così fosse, il futuro visore si avvicinerebbe al livello dei prodotti più avanzati del settore ma con l’idea di mantenere un prezzo molto più contenuto, forse intorno agli 800 dollari. L’obiettivo sarebbe chiaro: rendere accessibili funzioni “pro” senza il costo di un visore professionale; una strategia che potrebbe rafforzare la posizione di Meta come leader della XR consumer.
Quando arriverà il nuovo visore di Meta
Queste indiscrezioni trovano conferma anche nelle parole di Andrew Bosworth, CTO di Meta, che di recente ha ribadito l’intenzione di sviluppare un visore più leggero e più piccolo, costruito mettendo insieme i successi delle generazioni precedenti.
Anche James Cameron al Meta Connect 2025 ha parlato di un nuovo visore estremamente compatto in arrivo nel 2026, sottolineando come il settore sia ormai pronto a superare gli ingombri del passato e puntare su soluzioni che non ostacolano la quotidianità dell’utente.





















