I denti non mentono: cosa mangiavano gli italiani 2700 anni fa, lo studio de La Sapienza
Dall'analisi dei denti è stato possibile scoprire le abitudini alimentari degli esseri umani che abitavano il Sud Italia 2700 anni fa

Uno studio di un team di ricerca dell’Università La Sapienza di Roma è riuscito a recuperare diverse informazioni relative alle abitudini alimentari degli esseri umani che abitavano l’Italia circa 2.700 anni fa.
Tutto ruota intorno all’analisi di alcuni denti che sono stati ritrovati in una sepoltura risalente all’età del ferro in Italia meridionale (il ritrovamento è avvenuto a Pontecagnano, nel Salernitano).
L’analisi di questi reperti databili tra il VII e il VI secolo avanti Cristo ha permesso di recuperare diverse informazioni, confermando che i denti possono contenere numerosi indizi sulle persone che hanno vissuto migliaia di anni fa.
Questo studio è particolarmente interessante in quanto ci svela una lunga serie di elementi che caratterizzavano la vita di tutti i giorni degli “italiani” dell’epoca. Ecco i dettagli completi che sono emersi dall’indagine.
Cosa hanno dimostrato i denti dei nostri antenati?
Le informazioni ricavate dai reperti sono diverse. I denti, infatti, sono particolarmente resistenti e possono conservare diversi dati, con prove dettagliate sulla salute, la dieta e sulle prime esperienze di vita. Si tratta di un’analisi in grado di offrire informazioni preziose sulla vita nei secoli scorsi, un po’ come avvenuto con la recente scoperta a Pompei che ha evidenziato come i romani rendevano il calcestruzzo indistruttibile.
Dall’analisi della placca dentale è stato possibile scoprire qualche dettaglio in più sulle abitudini alimentari. All’interno della placca indurita, infatti, sono stati trovati resti microscopici dei principali nutrienti dell’epoca.
Le persone si nutrivano principalmente di cereali, di legumi, di fibre vegetali e di spore di lievito, con una dieta ricca di carboidrati. Dall’analisi dei denti, inoltre, sono state trovate prove concrete di consumo regolare di cibi e bevande fermentate.
Le ricerche si sono limitate ai denti di 10 individui e i dati analizzati non possono essere considerati rappresentativi di un’intera popolazione. Lo studio, però, non è terminato e andrà avanti con idee ben precise in merito a quelle che saranno le prossime mosse.
Per il futuro, quindi, si prevede di avviare ricerche su campioni più ampi e con strumenti aggiuntivi, come l’analisi isotopica, in modo da poter recuperare informazioni aggiuntive da questi preziosi reperti.
Il commento dei ricercatori
Roberto Germano dell’Università La Sapienza di Roma, come riporta ScienceDaily.com, ha così commentato i risultati dell’indagine: “I denti degli abitanti dell’età del ferro di Pontecagnano hanno aperto una finestra unica sulle loro vite: abbiamo potuto seguire la crescita e la salute durante l’infanzia con una precisione straordinaria e identificare tracce di cereali, legumi e alimenti fermentati in età adulta, rivelando come questa comunità si sia adattata alle sfide ambientali e sociali.”
Per tutti i dettagli sullo studio è possibile consultare il paper sul sito di PLOS One (journals.plos.org/plosone). Il titolo della ricerca è “Health and lifestyle in the Iron Age Italian community of Pontecagnano (Campania, Italy, 7th-6th century BCE)“.



















