Libero
SCIENZA

Cosa attira un fulmine e quando si rischia di essere colpiti

Nonostante la loro apparente imprevedibilità, i fulmini seguono regole precise che fungono da guida per chi vuole sapere come proteggersi durante un temporale

Pubblicato:

Quando l’aria diventa improvvisamente troppo calda per essere contenuta e il cielo si illumina di una luce accecante, assistiamo a uno spettacolo della natura tanto meraviglioso quanto spaventoso. Eppure, nonostante la sua apparente accidentalità, un fulmine non colpisce mai a caso: segue precise leggi fisiche che determinano dove e quando si abbatterà.

Il segreto sta nel capire che questi giganteschi archi elettrici non sono attratti dal metallo come spesso si crede, ma dalla forma degli oggetti e dalla loro posizione nel paesaggio. Tantissimi studi hanno svelato i meccanismi che governano questo fenomeno che affascina e terrorizza, offrendo chiavi di lettura fondamentali per chi vuole proteggersi davvero.

Le cose che attirano i fulmini all’esterno

La regola d’oro è semplice: conta la forma, non il materiale. Un fulmine, infatti, “cerca” sempre il percorso più semplice verso terra e predilige tutto ciò che sporge dall’ambiente circostante.

Gli alberi isolati, i campanili e i pali della luce diventano così dei veri e propri magneti elettrici, non per la loro composizione ma per la loro altezza. Una ricerca pubblicata su Journal of Geophysical Research: Atmospheres ha dimostrato che alcuni luoghi vengono colpiti ripetutamente anno dopo anno, confermando che esistono “punti caldi” prevedibili.

Invece, contrariamente ai miti popolari, indossare una collanina o tenere le chiavi in tasca non aumenta il rischio: i piccoli oggetti metallici sono innocui. Il vero pericolo viene dalle grandi strutture metalliche come recinzioni, ringhiere o scale, che una volta colpite conducono la corrente per decine di metri. Se ci si trova all’aperto durante un temporale, la priorità è allontanarsi da qualsiasi cosa si elevi dal suolo e cercare riparo in edifici chiusi o automobili.

Da cosa sono attratti i fulmini, in generale?

La spiegazione scientifica risiede nel “potere delle punte” (o meglio: potere disperdente delle punte), un principio fondamentale dell’elettrostatica. Quando cariche elettriche si accumulano su un conduttore, si concentrano maggiormente nelle zone appuntite, creando campi elettrici intensissimi. È il motivo per cui Benjamin Franklin inventò il parafulmine: la punta metallica attrae e convoglia la scarica verso terra in sicurezza.

Ma c’è di più. Uno studio di qualche anno fa pubblicato nel Journal of Geophysical Research, ha finalmente chiarito cosa innesca un fulmine: elettroni accelerati dai campi elettrici delle nuvole collidono con molecole di azoto e ossigeno, producendo raggi X e innescando una reazione a catena che culmina nella scarica visibile.

Questo processo spiega perché un semplice albero, con la sua forma appuntita e la linfa ricca d’acqua (ottimo conduttore), diventa un bersaglio privilegiato durante i temporali.

Posso essere colpito da un fulmine in balcone o in terrazzo?

E ora, una domanda che tormenta chi ha davvero paura di queste scariche elettriche. Purtroppo, la risposta è che sì, il rischio esiste. Balconi e terrazzi non offrono la protezione di un ambiente completamente chiuso e mantengono molti dei pericoli degli spazi aperti: le ringhiere metalliche estese possono fungere da conduttori, mentre la posizione sopraelevata rispetto al suolo aumenta l’esposizione.

La Protezione Civile è chiara: durante i temporali bisogna evitare tettoie, balconi, gazebo e verande. Se ci si trova su un terrazzo quando arriva un temporale, è necessario rientrare immediatamente in casa e mantenersi lontani da vetrate e finestre.

Come difendersi dai fulmini?

La strategia di protezione si basa su tre pilastri fondamentali. Il primo è la tempestività: ai primi segnali di temporale (tuoni entro 30 secondi dal lampo), è necessario cercare immediatamente riparo in un edificio solido.

Il secondo è sfruttare l’effetto gabbia di Faraday: le automobili con tetto metallico e finestrini chiusi offrono protezione eccellente, perché la carrozzeria devia la corrente verso terra attraverso le gomme.

Se si è costretti a restare all’aperto, occorre accovacciarsi con i piedi uniti in una zona depressa del terreno, lontano da alberi e strutture elevate. In casa, se si vive in una zona isolata distante da parafulmini, è fondamentale scollegare gli elettrodomestici ed evitare docce o utilizzo di apparecchi elettrici: i fulmini possono entrare attraverso impianti elettrici e tubature.

Infine, un consiglio: meglio aspettare almeno 30 minuti dopo l’ultimo tuono prima di riprendere le attività all’aperto.