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Android sta per ottenere una funzione per combattere il mal d'auto

Google sta sviluppando una funzione chiamata Motion Cues, che aiuterà gli utenti che soffrono di mal d’auto a utilizzare lo smartphone su auto e mezzi pubblici

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Android sta per ottenere una funzione per combattere il mal d'auto quietbits / Shutterstock.com

In Sintesi

  • Google sta sviluppando la funzione Motion Cues per Android 17, che mira ad attenuare il mal d’auto introducendo piccoli elementi grafici in movimento sullo schermo che simulano il movimento del veicolo.
  • L’opzione dovrebbe arrivare con Android 17 con l’introduzione di un’API dedicata a livello di sistema che affida la visualizzazione dei Motion Cues direttamente a SystemUI.

Usare lo smartphone in auto o sui mezzi pubblici può essere un problema e, per chi soffre di mal d’auto, leggere messaggi o scorrere contenuti sullo schermo può provocare nausea, capogiri, senso di disorientamento e, in certi casi, addirittura mal di testa persistente. Questo è dovuto agli occhi che fissano un elemento statico, come il display dello smartphone, mentre l’orecchio interno (responsabile dell’equilibrio) segnala al cervello che il corpo è in movimento. Questa discrepanza tra informazioni genera una reazione fisiologica che può diventare rapidamente difficile da tollerare.

Google, però, potrebbe aver trovato la soluzione a questo problema e starebbe già lavorando su una funzione chiamata Motion Cues per Android 17, che potrebbe attenuare questa sensazione di malessere.

Che cos’è Motion Cues di Google e come funziona

Con Android 17 è in fase di sviluppo una nuova funzione chiamata Motion Cues, progettata per attenuare la sensazione di malessere durante l’uso dello smartphone in movimento. Il principio di funzionamento è semplice: introdurre sullo schermo piccoli elementi grafici che si muovono in sincronia con il veicolo.

Questi punti, generati in tempo reale grazie ai sensori di movimento del telefono, riescono a simulare visivamente accelerazioni, frenate e cambi di direzione, in modo che lo schermo possa “comunicare” al cervello che il corpo è in movimento, riducendo la discrepanza tra ciò che vedono gli occhi e ciò che percepisce l’orecchio interno.

A onor del vero, l’opzione non è del tutto nuova nel settore e Apple già da qualche tempo ha introdotto una funzione analoga, chiamata Vehicle Motion Cues, disponibile con iOS 18. Ancora prima, restando sempre nell’ecosistema Android, c’era un’app di terze parti chiamata KineStop, che cercava di risolvere il problema. Tuttavia, trattandosi di un’app esterna al sistema operativo di Google aveva un’integrazione piuttosto limitata, con alcuni limiti strutturali che ne riducevano l’efficacia complessiva.

Il problema principale, dunque, riguarda la visualizzazione e i punti animati non possono comparire sopra elementi fondamentali dell’interfaccia, come la barra di stato, le notifiche ecc.  Questo limite deriva dall’uso delle API di overlay standard di Android, che per motivi di sicurezza impediscono alle app di disegnare sopra componenti critici del sistema.

Con Android 17, Google sembra pronta a superare questo ostacolo introducendo un’API dedicata a livello di sistema che affiderà il rendering dei Motion Cues direttamente a SystemUI, il componente di Android che gestisce l’interfaccia di sistema.

Google Play Services si limiterà a fornire le istruzioni come posizione dei punti sullo schermo, colore, dimensione e spaziatura mentre SystemUI, con privilegi di sistema, si occuperà della visualizzazione su tutti i livelli dell’interfaccia, senza le limitazioni imposte alle app tradizionali.

Quando arriverà la nuova funzione e su quali dispositivi

Poiché la nuova soluzione si basa su un’API di sistema, è inevitabile che richieda un aggiornamento del sistema operativo e, come già detto, l’opzione più probabile resta un lancio diretto con Android 17.

Resta aperta la questione della retrocompatibilità. Una versione semplificata, basata sull’implementazione attuale, potrebbe comunque risultare utile a molti utenti, anche con le sue limitazioni ma, per saperne di più, non resta che attendere le note ufficiali di rilascio.