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A Hollywood è nata una coalizione contro l’uso improprio della IA

Oltre 500 professionisti di Hollywood fondano la Creators Coalition on AI per governare l’uso dell’intelligenza artificiale, tutelare il lavoro creativo e fissare regole condivise

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A Hollywood è nata una coalizione contro l’uso improprio della IA Shutterstock/betto rodrigues

In sintesi

  • La Creators Coalition on AI riunisce artisti, produttori e creativi uniti dal desiderio di definire standard etici e protezioni sul rapporto tra industria dell’intrattenimento e intelligenza artificiale.
  • La coalizione non rifiuta l’IA in sé, ma chiede trasparenza, consenso e un dialogo paritario con le aziende tecnologiche.

Se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro. È una frase che si adatta bene ad alcune recenti dinamiche tra copyright e intelligenza artificiale. Un esempio è Disney, che, non potendo evidentemente impedire in modo efficace e definitivo l’uso improprio delle sue proprietà intellettuali nei contenuti generati con IA, ha siglato un accordo con OpenAI investendo un miliardo di dollari e concedendo in licenza alcuni suoi personaggi iconici per l’uso su piattaforme di creazione video basate appunto su intelligenza artificiale. Qualcosa di analogo sta accadendo anche a Hollywood, dove è appena nata la Creators Coalition on AI, un’alleanza di professionisti dell’intrattenimento che punta a governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’industria creativa, evitando che siano solo le grandi aziende tecnologiche a stabilirne le regole.

Cos’è la Creators Coalition on AI e quali obiettivi ha

La Creators Coalition on AI, spesso abbreviata in CCAI, è stata fondata nel dicembre 2025 da un gruppo iniziale di 18 insider dell’industria cinematografica e televisiva. L’iniziativa è nata dopo mesi di confronti interni, spinti dalla crescente preoccupazione per l’adozione rapida e poco regolamentata delle tecnologie di intelligenza artificiale nei processi creativi.

Come riportato dalla testata statunitense The Hollywood Reporter, la coalizione si propone come un centro di coordinamento e consulenza capace di aggiornare sistemi e istituzioni dell’industria dell’intrattenimento alla luce della sempre maggiore diffusione delle tecnologie IA.

L’obiettivo è definire standard condivisi, buone pratiche e tutele etiche e artistiche per l’uso dell’IA, con particolare attenzione alla trasparenza nell’utilizzo dei dati, al consenso degli autori, alla giusta remunerazione, alla protezione dei posti di lavoro e alla difesa dell’elemento umano nella creazione artistica.

Quali personaggi famosi fanno parte della coalizione di Hollywood sulla IA

In pochi giorni la Creators Coalition on AI ha raccolto oltre 500 adesioni ufficiali, coinvolgendo attori, registi, produttori, sceneggiatori e professionisti di ogni livello della filiera. Tra i membri fondatori figurano nomi di primo piano come Daniel Kwan, Natasha Lyonne, Joseph Gordon-Levitt, Janet Yang e David Goyer.

L’elenco dei firmatari include star internazionali e figure di grande peso creativo come Cate Blanchett, Natalie Portman, Kristen Stewart, Taika Waititi, Amanda Seyfried, Sarah Paulson e Kirsten Dunst, insieme a registi e autori come Rian Johnson, Aaron Sorkin, Phil Lord e Christopher Miller.

Ma l’iniziativa non vuole limitarsi al mondo del cinema. Infatti, la coalizione punta ad allargarsi oltre l’Hollywood tradizionale, coinvolgendo anche creator digitali, youtuber, podcaster e nuovi professionisti dell’economia dei contenuti, tutti esposti alle stesse trasformazioni portate dall’IA.

La Creators Coalition è contro l’intelligenza artificiale?

La Creators Coalition on AI chiarisce di non essere contraria all’intelligenza artificiale in sé. I fondatori, anzi, sottolineano che non si tratta di un rifiuto totale della tecnologia, ma della richiesta di un’innovazione responsabile e centrata sull’essere umano.

Secondo la coalizione, insomma, il problema non è l’IA, bensì l’uso non etico e le pratiche commerciali aggressive di alcune grandi aziende tecnologiche. Ecco perché la CCAI chiede un dialogo strutturato tra industria creativa e settore tech, basato su regole condivise e rispetto reciproco, rifiutando l’idea che l’innovazione debba avvenire “in fretta e rompendo tutto”.

Le prossime azioni della coalizione prevedono il coinvolgimento di sindacati, studi e aziende tecnologiche, la condivisione di informazioni tra le diverse categorie professionali e la costruzione di un fronte comune capace di incidere sulle decisioni di domani. In definitiva, l’obiettivo finale è evitare che il futuro della creatività venga deciso senza la partecipazione di chi la rende possibile ogni giorno.