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Che cos'è e a cosa serve la nuova funzione Mark Up in arrivo su Gemini

Google presenta Mark Up, una nuova funzione di Gemini che permette di modificare le foto con l’AI utilizzando annotazioni grafiche direttamente sull’immagine

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google gemini iphone Mehaniq / Shutterstock

In sintesi

  • Su Gemini arriva la funzione Mark up uno strumento che permette di comunicare con l’IA disegnando o scrivendo direttamente sulle immagini caricate, eliminando la necessità di digitare prompt testuali.
  • La funzione è in fase di rilascio graduale sia per la versione web che per le app Android e iOS. Gli utenti inizieranno a vedere l’icona dell’editor grafico nei prossimi giorni.

Negli ultimi giorni Google è stato molto attivo nel panorama delle funzioni basate sull’intelligenza artificiale rilasciando in rapidissima successione l’aggiornamento per Gemini che diventa compatibile con NotebookLM e il nuovo SynthID, il protocollo di sicurezza progettato per identificare e segnare i filmati prodotti dai modelli generativi.

A queste due novità, però, se ne aggiunge una terza, si tratta di Mark up, un’estensione dell’editor grafico basato sul modello Gemini Nano Banana che permette agli utenti di dialogare direttamente con le immagini all’interno dell’ambiente del chatbot AI, estendendo la sua operatività sia sulla piattaforma desktop che sulle applicazioni mobile per ecosistemi Android e iOS.

Come funziona Mark Up su Gemini

La vera rivoluzione nel rapporto uomo-macchina sta nella possibilità di impartire ordini all’intelligenza artificiale senza digitare una singola parola. Grazie al nuovo editor, infatti, una volta effettuato l’upload di uno scatto, l’utente può attivare una serie di strumenti di annotazione direttamente sulla foto.

Che si tratti di tracciare una linea a mano libera, isolare un dettaglio con un cerchio o apporre brevi note grafiche, il sistema trasforma qualsiasi segno visivo in un comando operativo.

Grazie a questa tecnologia è possibile focalizzare l’attenzione dell’IA su porzioni specifiche di un’immagine con una precisione estrema, lasciando poi che il modello Nano Banana (adeguatamente addestrato per interpretare questi tratti come input semantici) elabori risposte pertinenti basate esclusivamente sull’indicazione visiva.

L’introduzione di questa modalità non è solo un esercizio di stile tecnico, ma un passo deciso verso l’abbattimento delle barriere linguistiche. L’interazione grafica rende l’intelligenza artificiale accessibile a una platea più vasta, privilegiando l’intuito rispetto alla complessità dei prompt testuali e, dunque, chi fa fatica a descrivere a parole ciò che vuole può ora semplicemente “indicarlo” al sistema.

Importante ricordare, però, che Mark up non sostituisce la scrittura, ma la integra. Gli utenti possono infatti miscelare segni grafici e istruzioni testuali, creando un linguaggio ibrido che spinge le potenzialità di Gemini verso nuovi orizzonti di personalizzazione.

Quando arriva Mark Up

Da quello che sappiamo, Mark up è già in fase di distribuzione progressiva, con Google che ha avviato il rilascio lato server, il che significa che la funzione apparirà gradualmente a tutti gli utenti senza necessità di un aggiornamento manuale dell’app.

Mentre la versione web è già pronta ad accogliere i primi test, i possessori di dispositivi Android e iOS vedranno comparire l’icona dell’editor fotografico nel corso dei prossimi giorni, man mano che il rollout raggiungerà i diversi mercati internazionali.

Perciò, se l’opzione non fosse ancora disponibile non resta che attendere pazientemente ancora qualche giorno prima di poter provare tutte le novità di Gemini.