I coralli non sopravvivranno al riscaldamento globale: l’allarme degli scienziati
Le barriere coralline sono in grave pericolo: secondo un nuovo studio, se le temperature degli oceani continueranno ad aumentare i coralli scompariranno.

Le barriere coralline hanno un ruolo importante nell’ecosistema marino, contribuendo alla formazione di un habitat ideale per numerose specie vegetali e animali e offrendo protezione alle coste dall’innalzamento dei livelli delle acque. Ma i coralli stanno pian piano morendo, a causa dei cambiamenti climatici: il riscaldamento degli oceani mette a rischio la loro sopravvivenza, con le drammatiche conseguenze del caso. Un nuovo studio rivela qualcosa di allarmante, ecco che cosa hanno scoperto gli scienziati.
I coralli potrebbero scomparire: il nuovo studio
I risultati di uno studio condotto dagli esperti dell’Università di Exeter, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, sono a dir poco allarmanti: entro la fine del secolo, le barriere coralline dell’Oceano Atlantico potrebbero smettere di crescere e iniziare il lento processo di erosione che porterà alla loro scomparsa. I coralli sono dunque in serio pericolo a causa dei cambiamenti climatici, che negli ultimi decenni hanno portato ad un notevole incremento della temperatura delle acque. Gli scienziati hanno studiato il comportamento delle barriere coralline cresciute oltre 10.000 anni fa nei Caraibi, per cercare di capire come potrebbero comportarsi in futuro in un ambiente sempre più caldo.
I coralli, che hanno bisogno della luce solare per poter prosperare, si sono sempre sviluppati in acque poco profonde: le barriere coralline hanno dunque avuto una crescita verticale per poter affrontare l’inevitabile innalzamento degli oceani. Oggi, tuttavia, questo delicato equilibrio si è infranto: il clima sta cambiando troppo velocemente perché i coralli possano avere il tempo di adattarsi. “Abbiamo assistito ad un riscaldamento fuori scala, la cui entità e durata non erano mai state osservate in questa regione” – ha affermato Chris Perry, geoscienziato delle barriere coralline e autore principale dello studio.
Negli ultimi anni, i Caraibi sono stati colpiti da un grave stress termico e da numerose epidemie, che si sono diffuse più rapidamente proprio a causa delle temperature elevate. Circa il 60% delle barriere coralline studiate in Florida e quasi il 40% di quelle in Messico hanno già smesso di crescere. La situazione è allarmante: si stima infatti che il 70% delle barriere coralline dell’Oceano Atlantico inizierà a morire entro il 2040, e che lo stesso destino toccherà – entro la fine del secolo – al 90% di questi ecosistemi, se le temperature globali dovesse superare di 2°C quelle preindustriali (attualmente, siamo già ad un aumento di circa 1,3°-1,5°C).
L’importanza delle barriere coralline
Le implicazioni di questo studio sono particolarmente gravi. Le barriere coralline rappresentano infatti un ecosistema di grandissima importanza: contribuiscono allo sviluppo di migliaia di specie ittiche e di altre forme di vita marina, fornendo loro un habitat prezioso. Inoltre, le formazioni di coralli tengono sotto controllo le mareggiate, fornendo protezione alle coste dall’innalzamento delle acque. Secondo alcune stime della National Oceanic and Atmospheric Administration, un quarto di tutta la vita oceanica dipende dalle barriere coralline e oltre un miliardo di persone nel mondo ne trae beneficio.
Negli ultimi decenni, questi preziosissimi ecosistemi hanno subito gravi danni. I coralli sono creature viventi che, nei loro tessuti, ospitano alghe microscopiche in grado di dare loro il caratteristico colore che li rendono così incantevoli. Con il riscaldarsi delle acque, questi microrganismi vengono espulsi e si verifica il fenomeno conosciuto come sbiancamento dei coralli. Se tali condizioni permangono troppo a lungo, i coralli non hanno più fonti di nutrimento e iniziano a morire in massa. Purtroppo, ripristinare le barriere coralline è una sfida molto ardua: la loro crescita è lentissima e lo stress termico cui sono sottoposte rende ancora più difficile un loro sano sviluppo.

















