La cometa Atlas si è spezzata: cosa è successo al suo nucleo
La cometa Atlas si è spezzata a causa del Sole e questa è una chance enorme per gli scienziati: ecco il motivo

La cometa Atlas (C/2025 K1) non è sopravvissuta all’incontro ravvicinato con il Sole. Cos’è avvenuto? Il suo nucleo si è riscaldato in maniera estrema nel corso del suo passaggio al perielio. Si è frantumato in più parti, generando un affascinante spettacolo che, dal punto di vista scientifico, è stato prezioso.
Lo ha segnalato un articolo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), firmato da Elena Mazzotta Epifani e Francesco Ferrigno. Sulla base delle ultime osservazioni, la disintegrazione della cometa è stata confermata.
La cometa dorata
L’aspetto luminoso e il grande clamore suscitato tra appassionati e professionisti, ha spinto alla ideazione di un nomignolo per C/2025 K1: la cometa dorata. L’interesse nei suoi riguardi è stato immediato. Subito dopo la scoperta avvenuta a maggio 2025 grazie al programma Atlas, finanziato dalla NASA, gli esperti hanno iniziato a porre l’attenzione su specifiche e orbita.
Scendendo nel dettaglio, è stata classificata come cometa iperbolica, il che indica una traiettoria apparentemente aperta. Le simulazioni numeriche hanno evidenziato una specifica provenienza: la nube di Oort.
Si tratta della regione più lontana e misteriosa del Sistema Solare. La sua apparizione ha segnato, dunque, il primo passaggio nelle zone interne del Sistema. Una rarissima chance per poter osservare un corpo celeste ancora “vergine”, composto da antichissimi materiali.
A inizio ottobre ha raggiunto il perielio, ovvero il punto di massima vicinanza al Sole. Di fatto la cometa è passata a circa 0,33 unità astronomiche dalla nostra stella, appena oltre l’orbita di Mercurio. Ciò ha esposto il nucleo a un’irradiazione tale da alterare rapidamente stabilità e temperatura interna.
Nucleo frantumato
L’aumento improvviso di calore ha innescato un processo di degassamento violento, stando agli astronomi dell’Inaf. È stata esercitata una forte pressione sugli strati più deboli del nucleo, fino a provocare la frammentazione. Ciò è avvenuto a causa della sublimazione dei ghiacci interni:
- acqua;
- anidride carbonica;
- altre molecole volatili.
Degli aumenti improvvisi di luminosità, registrati il 6 novembre, avevano fatto intuire una possibile instabilità. La conferma è giunta il 10 novembre, quando nuove osservazioni hanno mostrato in maniera chiara più frammenti presenti lungo la traiettoria della cometa.
Il risultato è un nucleo disgregato, che si presenta coma una sorta di piccola famiglia di detriti, che proseguono a muoversi seguendo l’orbita originaria.
Una frattura ricca di informazioni
La perdita di integrità del nucleo non pone però un freno alle analisi degli scienziati. Questa frattura è infatti una straordinaria occasione di studio. Quanto avvenuto consente di osservare materiali altrimenti inaccessibili, preservati fin dalla formazione del Sistema Solare.
Elena Mazzotta Epifani si è così espressa in merito: “Questi eventi hanno un alto valore scientifico, soprattutto se la cometa è nuova e quindi molto primordiale”. L’esposizione del materiale interno, di fatto, permette lo studio di:
- composizione chimica;
- densità;
- porosità;
- struttura del nucleo.





















