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SCIENZA

La cometa Atlas rilascia veleno nello Spazio, ma è pericoloso?

La cometa Atlas rilascia veleno in forma di metanolo e acido cianidrico: la buona notizia è che non è pericolosa ma permetterà di approfondire la teoria della panspermia

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La recente scoperta delle sostanze tossiche rilasciate dalla cometa Atlas ha sollevato curiosità e dubbi. È davvero un pericolo o si tratta di un normale fenomeno astronomico? Le nuove osservazioni scientifiche suggeriscono una risposta molto diversa da quella che istintivamente potremmo immaginare.

La cometa Atlas e il mistero delle sostanze tossiche nello Spazio

La cometa interstellare 3I/ATLAS, arrivata nel Sistema Solare dopo un lungo viaggio nel mezzo galattico, ha attirato in queste settimane l’attenzione della comunità scientifica e del pubblico. Grazie alle osservazioni dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), i ricercatori hanno identificato la presenza di due composti sorprendenti: metanolo e acido cianidrico, noto anche come cianuro di idrogeno. La notizia ha immediatamente fatto pensare alla possibilità che la cometa Atlas rilasci veleno, sollevando domande sulla sua eventuale pericolosità.

Gli astronomi chiariscono però che la scoperta non rappresenta un allarme, bensì aiuta a capire meglio come si sono formate le molecole organiche nell’Universo primordiale. Le comete, infatti, sono veri e propri serbatoi di composti chimici complessi, congelati nel ghiaccio sin dai primi istanti della nascita delle stelle. Anche nel caso della cometa interstellare 3I/ATLAS ciò che appare inquietante ha in realtà un valore profondamente scientifico.

Perché 3I/ATLAS rilascia metanolo e acido cianidrico

Le analisi spettroscopiche condotte con ALMA hanno rivelato che il metanolo è presente soprattutto nei grandi getti di gas espulsi quando la cometa si avvicina al Sole, mentre l’acido cianidrico sembra provenire più direttamente dal nucleo solido. Il dato più sorprendente è l’enorme squilibrio tra le quantità dei due composti: nel caso di 3I/ATLAS il metanolo risulta molto più abbondante, un rapporto tra i più alti mai misurati in una cometa, secondo quanto indicato dagli scienziati coinvolti nello studio.

Nonostante la fama sinistra del cianuro, il fenomeno è ben noto nell’astrochimica. Queste sostanze si formano sul ghiaccio interstellare che riveste i granelli di polvere e vengono rilasciate quando il calore ne innesca la sublimazione. Il metanolo, pur essendo tossico per l’uomo, è un precursore fondamentale nella sintesi degli amminoacidi e degli zuccheri. Anche il cianuro di idrogeno ha un ruolo essenziale nella formazione delle basi da cui derivano DNA e RNA.

Insomma, la cometa non deve essere vista come un “serial killer cosmico”, ma piuttosto come un “giardiniere amichevole”: un corpo celeste capace di disperdere composti organici che favoriscono la nascita della vita. L’idea si inserisce nella teoria della panspermia, secondo la quale proprio comete e asteroidi avrebbero veicolato nello Spazio i semi chimici alla base dei processi biologici.

Quanto è pericoloso il “veleno” rilasciato nello Spazio?

La domanda più diffusa tra i non addetti ai lavori riguarda la sicurezza. Se la cometa Atlas rilascia veleno, cosa rischiamo concretamente? La risposta degli scienziati è rassicurante: assolutamente nulla. Le quantità di acido cianidrico individuate sono minuscole, disperse nel vuoto cosmico e incapaci di avere qualsiasi effetto sulla Terra. Inoltre 3I/ATLAS segue una traiettoria che non comporta alcuna intersezione con il nostro pianeta.

Ciò che potrebbe sembrare inquietante, quindi, si rivela un fenomeno naturale estremamente prezioso per comprendere come si comportano i corpi interstellari che attraversano il Sistema Solare. L’elevata presenza di metanolo, in particolare, suggerisce che questa cometa provenga da una regione della galassia ricca di molecole organiche, offrendo indizi sulle condizioni chimiche nelle aree in cui si formano stelle e pianeti.