Sicurezza informatica, i consigli degli esperti per navigare in sicurezza
La sicurezza informatica è un settore che si evolve di continuo e, vista una crescita degli attacchi hacker, ecco alcuni consigli per proteggere dati e device
In Sintesi
- Nell’attuale panorama digitale, la sicurezza informatica si basa su un approccio proattivo più che su una fortificazione assoluta.
- Adottare abitudini come l’uso di password manager, l’autenticazione a più fattori è fondamentale per proteggere i propri dati da minacce sempre più sofisticate.
Il panorama della sicurezza informatica è in continua evoluzione e gli attacchi hacker sono ormai un fenomeno ricorrente che colpisce indistintamente utenti, Governi e aziende. L’estate del 2025 ha segnato un punto di svolta, con importanti aziende come Google, ad esempio, colpite da intrusioni che hanno compromesso la riservatezza dei dati di decine di milioni di clienti.
Questi attacchi hanno avuto origine da alcune falle nei sistemi di sicurezza dimostrando chiaramente che la cybersecurity non si basa su una fortificazione estreme, ma su un approccio proattivo che consente di rilevare, respingere e recuperare le minacce limitando i danni il più possibile.
Fortificare gli accessi con un gestore di password e l’autenticazione a più fattori
Una delle principali cause di violazione dei dati risiede nell’uso di password deboli, rubate o riutilizzate. In tal senso, una delle tecniche più comuni è il credential stuffing, che consiste nel testare liste di credenziali precedentemente rubate su un vasto numero di servizi online fino a trovare la giusta corrispondenza.
Per evitare questo, è consigliabile usare un gestore di password, che permette di archiviare e crittografare parole chiave lunghe e complesse per ogni account, in modo da non dover memorizzare decine e decine di password e, soprattutto, di non dover riutilizzare sempre la stessa. L’utente deve memorizzare solo un’unica password principale.
Il secondo fattore di protezione è l’autenticazione a più fattori che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza che rende l’account accessibile solo dopo aver inserito un secondo codice (oltre la password) ricevuto via SMS, app di autenticazione o una chiave di sicurezza fisica.
Imparare a riconoscere il phishing
Il phishing è una forma di ingegneria sociale che si basa sulla manipolazione psicologica per ingannare gli utenti. Le recenti evoluzioni del vishing, che sfruttano l’intelligenza artificiale per clonare voci e simulare emergenze, rendono questi attacchi ancora più insidiosi.
Tuttavia, è possibile identificare i segnali di allarme comuni come un senso di urgenza e panico che cerca di spingere gli utenti a compiere un’azione. Oltre a questo bisogna controllare anche la qualità del testo: spesso le comunicazioni di phishing contengono errori di battitura, incoerenze o formulazioni che un’azienda legittima non userebbe.
Utile anche esaminare l’URL, l’indirizzo del mittente e, naturalmente, diffidare da allegati “strani” o non richiesti e da link sospetti dove viene richiesto l’inserimento dei propri dati personali.
Navigare in rete con consapevolezza
Un passo importante per navigare in rete è la consapevolezza dei pericoli del web e delle azioni che si compiono online.
In questo senso, quindi, è bene verificare sempre la presenza dell’icona del lucchetto e del prefisso “https://” nell’indirizzo di un sito. Due informazioni che garantiscono la piena protezione dei dati personali.
Importante anche diffidare di pop-up che segnalano presunti virus o minacce e richiedono il download di software che, nella maggior parte dei casi si rivela dannoso. Idem per i pop-up che segnalano vincite o promozioni.
Proteggere le connessioni Wi-Fi
Le reti Wi-Fi pubbliche rappresentano un rischio significativo per la sicurezza. Queste reti spesso non sono crittografate, esponendo il traffico dati a intercettazioni.
Qui un aggressore sulla stessa rete può intercettare il traffico tra il dispositivo e Internet oppure indirizzare gli utenti versi siti truffa.
Consigliabile, dunque, l’uso di una VPN (Virtual Private Network) un tool che crea un tunnel crittografato, rendendo il traffico illeggibile per chiunque tenti di intercettarlo.
Anche la rete domestica richiede attenzione ed è cruciale utilizzare credenziali per l’accesso complesse e uniche e protocolli di sicurezza efficienti.
Controllare la propria impronta digitale
La condivisione di informazioni personali sui social media può essere sfruttata dagli aggressori in modi diversi.
Informazioni come date importanti, nomi di animali o familiari possono essere utilizzate per risalire alle password dell’utente. La condivisione della posizione può aiutare gli hacker a ricostruire la routine dell’utente, esponendolo a rischio furti.
È cruciale, dunque, rivedere e configurare le impostazioni sulla privacy di tutti gli account social, limitando la visibilità del profilo a “Privato” o “Solo amici”.
Pensare a una strategia di backup
I backup dei dati sono la difesa primaria contro attacchi ransomware, che crittografano i file e richiedono un riscatto per il loro ripristino. Un backup aggiornato e non infetto permette di ripristinare rapidamente i dati senza cedere alle richieste dei criminali. Ancora meglio se questo backup viene eseguito in automatico dal sistema.
Garantire privilegi minimi per le applicazioni
Ogni applicazione installata richiede permessi per accedere a dati e hardware. L’ideale sarebbe concedere a ogni app, solo l’accesso ai dati strettamente necessari al suo funzionamento, evitando rischi per la privacy e, in caso di violazione dell’app stessa, impedire agli hacker l’accesso completo al dispositivo.


















