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SICUREZZA INFORMATICA

Che cos'è Datzbro, il malware Android che prende di mira gli anziani

Datzbro è un trojan bancario per Android scovato dai ricercatori di sicurezza informatica. Una minaccia subdola che attacca principalmente i device degli anziani

3 min di lettura

In Sintesi

  • Il trojan bancario per Android Datzbro si diffonde tramite falsi gruppi Facebook che promettono attività per anziani, inducendo le vittime a installare un’app fraudolenta.
  • Il malware è capace di prendere il controllo completo del dispositivo, sbloccando anche funzioni avanzate di spionaggio e frode finanziaria.

I ricercatori di sicurezza informatica hanno scoperto un nuovo trojan bancario per Android, chiamato Datzbro, capace di eseguire transazioni fraudolente. Secondo quanto riportato dall’azienda olandese ThreatFabric, la minaccia è emersa nell’agosto 2025, quando alcuni utenti hanno segnalato la presenza di falsi gruppi Facebook dedicati a iniziative sociali per anziani.

La strategia adottata dai criminali informatici è semplice ma efficace: fingendosi organizzatori di viaggi e attività comunitarie rivolte alla terza età, gli hacker hanno creato pagine e gruppi social che condividevano contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Fatto questo le vittime venivano contattate tramite Facebook Messenger o WhatsApp e indirizzate verso siti web fraudolenti, dove veniva chiesto loro di scaricare un’applicazione presentata come un mezzo per registrarsi agli eventi ma che, in realtà, era il malware stesso.

Che cosa sappiamo di Datzbro

Da quello che sappiamo Datzbro è stato distribuito su larga scala in modi diversi, arrivando addirittura a superare Android infettando i device con iOS.

Oltre alle classiche funzioni di un trojan bancario, come il keylogging e il controllo remoto, questo malware è in grado anche di registrare audio, scattare foto, accedere ai file e monitorare le attività sul dispositivo (incluse quelle legate al mobile banking e ai pagamenti online); tutte attività che permettono agli hacker di “frugare nella vita delle persone” e, ovviamente, prenderne il controllo, partendo dal proprio smartphone.

L’altra particolarità di questo malware è la sua capacità di nascondere le proprie attività, camuffandosi nei processi di sistema e passando inosservato agli occhi dei moderni sistemi di sicurezza.

Interessante anche la scelta subdola di concentrare l’attacco sugli anziani che, da sempre, rappresentano una fascia di popolazione considerata più vulnerabile, meno incline a diffidare di offerte apparentemente innocue e spesso meno esperta nell’individuare i segnali tipici di una truffa digitale.

Datzbro e l’evoluzione delle minacce digitali

La scoperta di Datzbro si inserisce in un panorama in rapida evoluzione dove i trojan bancari su dispositivi mobili stanno diventando sempre più comuni e sempre più complessi da contrastare.

Ciò che stupisce è, anzitutto, la diffusione capillare di questo tipo di minacce che, nel giro di poco possono diventare un rischio alla cyber sicurezza globale, riuscendo ad aggirare facilmente le difese dei moderni sistemi operativi. Al contempo è importane anche sottolineare come le campagne di ingegneria sociale stiano evolvendo verso scenari sempre più sofisticati e mirati: in questo caso, ad esempio, si rivolgono agli anziani, ma situazioni del genere stanno prendendo di mira tutti i “soggetti più vulnerabili”, diventando delle vere e proprie trappole digitali.

Per contrastare la minaccia è importante puntare sulla prevenzione che passa inevitabilmente da una maggiore consapevolezza degli utenti e da una costante attenzione alle fonti da cui si scaricano applicazioni o si ricevono inviti. Solo così sarà possibile ridurre il rischio di cadere vittima di trappole del genere che, oltre al danno economico, mettono a repentaglio la fiducia stessa nelle tecnologie digitali.