Come si capisce se un testo è scritto da ChatGPT? Pochi, semplici consigli per riconoscere l'IA
L'intelligenza è in tutti i settori, e anche negli scritti. Per fortuna ci sono diversi indizi (e programmi) per capire se un testo è generato da ChatGPT o altri strumenti di IA. Ecco quali.

Editoria, formazione, istruzione: l’intelligenza artificiale è ovunque tra testi, audio, immagini e video. Di conseguenza, diventa sempre più difficile capire quando un testo è stato scritto da un umano o da ChatGPT. Se per scrupolo, necessità o semplice curiosità vuoi scoprire quando un testo è artificiale, basta solo seguire questi pochi e semplici consigli.
- Come si capisce se un testo è scritto da ChatGPT?
- I programmi e le app per individuare l'IA
- Limiti e responsabilità
Come si capisce se un testo è scritto da ChatGPT?
Prima era abbastanza facile riconoscere un testo generato dall’intelligenza artificiale: ortografia traballante, parole generiche, sintassi piatta erano all’ordine del giorno. Oggi, però, ChatGPT e tante altre intelligenze artificiali si sono evolute, con il risultato che il testo prodotto tramite prompt risulta più coerente, strutturato e, dunque, difficile da distinguere rispetto a quelli scritti da un essere umano.
Eppure, qualche “tic” rimane. Pensiamo, ad esempio, alla presenza di elenchi puntati generalmente composti da tre voci, un formato tipico delle risposte dei chatbot a domande aperte, come Gemini, dove non esiste una risposta unica. Un altro segnale distintivo è l’uso frequente del trattino lungo (—), comune nei testi anglosassoni per incisi e dialoghi, ma relativamente raro nella scrittura italiana, quindi sospetto.
Infine, i testi generati dall’IA tendono ad abbondare di connettivi logici come “perciò”, “dunque”, “inoltre”, “quindi” o “di conseguenza”, tutti usati per legare le idee e creare coesione tra le frasi, talvolta in modo eccessivo o artificioso.
I programmi e le app per individuare l’IA
Se non hai alcun interesse ad analizzare personalmente un testo alla ricerca dello “zampino” dell’intelligenza artificiale, puoi sempre affidarti a programmi e applicazioni web, tutti disponibili online. Tra questi possiamo menzionare GPTZero o QuillBot, che permettono di stimare se un testo sia stato generato artificialmente, con un margine di approssimazione variabile.
Certo, parliamo di programmi che comunque hanno una certa percentuale di inaffidabilità: bastano piccole modifiche “umane” al testo AI-generated per rendere impossibile risalire all’origine. Lo stesso vale anche per l’analisi manuale, cioè quella “a occhio”: se chiedi di non usare cliché, ripetizioni e altre particolarità proprie dei chatbot, alla fine otterrai delle risposte non da intelligenza artificiale.
Limiti e responsabilità
Ma perché tutto questo? È sbagliato scrivere un testo con l’intelligenza artificiale? La risposta è: dipende. Se la si utilizza in maniera responsabile e trasparente, senza dunque negare l’utilizzo e sostanzialmente per attività minori ma laboriose (correzione, revisione, suggerimenti creativi e così via), nulla di strano.
Il discorso cambia se una persona la utilizza di nascosto. In questo caso, le preoccupazioni sono più che giustificate, soprattutto in contesti in cui il suo utilizzo dovrebbe essere dichiarato e supervisionato, come in ambito didattico o come accade nella ricerca scientifica e nel giornalismo.
Detto ciò, non conviene a nessuno imbandire una caccia all’IA in stile “caccia alle streghe”: se è lecita e anzi aiuta nel lavoro senza violare originalità, copyright o altro, può rivelarsi un supporto notevole per qualsiasi lavoratore. Anche perché, cercando indizi o utilizzando programmi ad hoc per individuare testi artificiali, il rischio è più che altro quello dei cosiddetti falsi positivi. Finendo poi per accusare una persona di usare l’IA in maniera scorretta, senza averne alcuna prova.
FAQ
Presenza di elenchi puntati ripetitivi, uso eccessivo di connettivi logici, sintassi molto coerente ma piatta, trattino lungo usato frequentemente.
Sì: piccole modifiche manuali o editing umano possono rendere difficile risalire all'origine in maniera automatica.
Dipende: è lecito l'uso se responsabile e trasparente per revisioni o suggerimenti; non lo è se si nasconde l'uso in contesti ufficiali.



















