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SICUREZZA INFORMATICA

Come capire se i propri dati personali sono finiti nel dark web

I data breach online sono sempre più comuni e per questo Google offre agli utenti un utilissimo strumento di verifica dell’integrità dei propri dati personali

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In Sintesi

  • Scoperta una ernome banca dati nel dark web con 16 miliardi di credenziali rubate, inclusi nomi utente, password e dati personali.
  • Google offre un servizio chiamato “Report del dark web”, che permette di verificare se i propri dati personali sono stati compromessi in violazioni di database.

Di recente, gli esperti di sicurezza informatica hanno scoperto nel dark web un’enorme database contenente ben 16 miliardi di credenziali rubate con nomi utente, password e altri dati personali che i criminali informatici possono usare per accedere ai vari account degli utenti, come quelli di Google, Apple e Facebook. Avendo a disposizione queste informazioni, i malintenzionati digitali possono mettere in atto truffe, attacchi phishing e furti di identità, rappresentando un grave rischio per la sicurezza globale.

Come capire se i propri dati personali sono stati rubati

Per capire se i propri dati personali sono stati trafugati, Google ha reso disponibile un servizio gratuito e accessibile a tutti per verificare se le proprie informazioni personali sono finite in questa e in altre banche dati compromesse. Si chiama Report del dark web ed è stato progettato per scansionare database noti di violazioni dati e dire all’utente se nome, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email sono stati esposti.

Per effettuare il controllo, basta seguire questi semplici passaggi: per prima cosa bisogna andare sul sito myactivity.google.com, poi bisogna accedere al menu principale, selezionare l’opzione Altre attività e scorrere fino a trovare la voce Risultati che ti riguardano.

Fatto questo non resta che cliccare sul link, verificare la propria identità e inserire le informazioni da controllare, come nome completo, indirizzo di casa, email e numero di telefono. È possibile inserire fino a tre varianti per ogni campo, cosa molto utile per chi vuole controllare un vecchio numero di cellulare, un indirizzo email che non viene più usato o un indirizzo di casa precedente.

Una volta avviata la ricerca, il sistema impiegherà del tempo (il banner sottolinea che servono “meno di sei ore” per l’operazione) per per scansionare tutti i database con le violazioni e, se venissero trovate delle “irregolarità”, l’utente verrà avvisato e potrà richiedere la rimozione di link indesiderati direttamente dal menu del servizio.

Importante sottolineare che Google ha assicurato che tutti i dati inseriti dall’utente per la sua ricerca non vengono salvati né usati per scopi pubblicitari.

Come proteggere i propri dati online

Per proteggere al massimo i propri dati personali e i propri account ci sono alcune azioni proattive che è possibile intraprendere per tenere al sicuro i propri account.

Per prima cosa è consigliabile cambiare password regolarmente, sia se i propri dati sono stati violati e sia per una questione di sicurezza. Meglio scegliere parole chiave complesse (composte da numeri, lettere maiuscole e minuscole e caratteri speciali) e che siano uniche, cercando cioè di usare password diverse per ogni servizio.

Molto utile anche usare un password manager che non solo memorizza e tiene al sicuro le proprie credenziali di accesso, ma è anche in grado di generarne di nuove ed estremamente complesse.

Meglio attivare l’autenticazione a due fattori, una delle misure di sicurezza più efficaci che aggiunge un ulteriore livello di protezione ai propri account, richiedendo un codice inviato al tuo telefono o generato da un’app di autenticazione, per accedere a un qualsiasi servizio.

Infine, naturalmente, bisogna sempre fare attenzione alle email e ai link che arrivano via mail, sui social o sulle piattaforme di messaggistica; soprattutto se provengono da mittenti sconosciuti e se chiedono di cliccare su link o di inserire le proprie credenziali.