Il clone AI di Zuckerberg entra in azienda: guiderà le riunioni al suo posto
Secondo il Financial Times, Meta sta sviluppando un clone AI raffigurante il CEO Mark Zuckerberg, fatto apposta per riunioni e feedback interni.

Il clone AI diventerà un must nei prossimi mesi per tutti coloro che vogliono sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale. O per tutti coloro che vogliono anche solo imitare uno dei CEO più influenti del panorama tech, come Mark Zuckerberg di Meta, che potrebbe presto disporre di un suo alter ego digitale capace di interagire con i dipendenti, guidare le riunioni e raccogliere feedback in sua vece.
- Zuckerberg avrà presto un clone AI per riunioni e tanto altro
- Meta sempre più dentro l'intelligenza artificiale
- Cosa resterà di umano al lavoro?
Zuckerberg avrà presto un clone AI per riunioni e tanto altro
A riportarlo è il Financial Times, secondo cui Meta sta addestrando un avatar AI modellato sull’immagine e sulla voce di Zuckerberg, oltre che sui suoi gesti, sul tono di comunicazione e sulle dichiarazioni pubbliche, “in modo che i dipendenti possano sentirsi più vicini al fondatore attraverso l’interazione con esso“. Lo stesso Zuckerberg sarebbe direttamente coinvolto nelle fasi di addestramento e test del sistema.
Per certi versi, la notizia segue quanto anticipato a marzo dal Wall Street Journal, che aveva parlato dello sviluppo di un agente AI personale del CEO pensato per supportarlo nelle attività quotidiane. Appunto, “per certi versi”: stando alla fonte, si tratterebbe di un progetto distinto rispetto al clone AI del CEO in fase di sperimentazione.
Sempre il quotidiano britannico riferisce che l’idea del clone AI sarebbe maturata anche sulla scia del successo di startup come Character.AI, specializzata appunto nella creazione di avatar. Inoltre, Meta starebbe valutando la possibilità di estendere questa tecnologia ai creator, permettendo loro di creare versioni digitali di sé stessi, “se l’esperimento con Zuckerberg avrà successo“.
Meta sempre più dentro l’intelligenza artificiale
La novità del clone AI per Mark Zuckerberg non è altro che un ulteriore passo nella strategia di Meta per rivaleggiare contro altri colossi come Google e Microsoft nel campo dell’intelligenza artificiale. Anche quella di tipo entreprise: sempre FT precisa che Meta starebbe spingendo i dipendenti a integrare sempre più strumenti di AI nei processi quotidiani “per semplificare i processi e diventare più efficienti“.
In particolare, i dipendenti sarebbero incoraggiati “a utilizzare strumenti agentici del software open source OpenClaw e a progettare i propri agenti per automatizzare le attività“. Mentre i product manager sarebbero invitati a partecipare a un “esercizio di valutazione delle competenze di base” incentrato sull’IA.
Sul lato invece più customer, il colosso di Menlo Park continua a portare avanti nuovi progetti legati all’AI. Ne é un esempio Muse Spark, un piccolo modello “chiavi in mano” e “progettato appositamente” per essere integrato nei diversi servizi dell’azienda, con capacità avanzate in ambiti come il ragionamento applicato alla salute e la comprensione visiva.
Cosa resterà di umano al lavoro?
Sempre il quotidiano londinese segnala nel suo articolo un aspetto tutt’altro che secondario: secondo alcune fonti interne, una parte dei dipendenti teme che l’introduzione sempre più estesa di tecnologie AI in azienda (quelle sopramenzionate) “possano essere il preludio a tagli di posti di lavoro“.
Uno scenario che, nel dibattito più ampio sul lavoro e sull’automazione, non appare più così irrealistico.
Meta, dal canto suo, respinge però queste preoccupazioni. Al riguardo dell’esercizio riferito ai product manager, l’azienda ha chiarito che l’esercizio non è obbligatorio, ma è concepito “per individuare le aree in cui i product manager potrebbero aver bisogno di ulteriore formazione e sviluppo“. Quindi un semplice supporto per lavoratori e dirigenti, almeno per ora.
FAQ
Un avatar digitale addestrato su immagine, voce, gesti e tono di Mark Zuckerberg per interagire con dipendenti e guidare riunioni.
Supportare il CEO Zuckerberg nelle attività quotidiane, svolgere riunioni, raccogliere feedback e avvicinare i dipendenti al fondatore.
Sì: Meta valuterebbe di permettere ai creator di creare versioni digitali di sé, qualora l'esperimento su Mark dovesse avere successo.
Alcuni dipendenti temono tagli. In effetti, in un report si stima fino a 5 milioni di posti a rischio nel prossimo decennio.





















