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Le città costiere potrebbero essere sommerse presto, vicini al limite irreversibile

Tra le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci in Antartide si prevede un innalzamento del livello del mare tale che le città costiere sommerse saranno una realtà

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Città costiere sommerse 123RF

Le città costiere sommerse non sono più uno scenario remoto da romanzo catastrofico, ma una possibilità sempre più concreta. Gli scienziati avvertono che lo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide sta accelerando a ritmi mai osservati prima e che il pianeta si avvicina a un pericoloso punto di non ritorno climatico. Se la tendenza non verrà fermata, l’innalzamento del livello del mare potrebbe trasformare radicalmente la geografia mondiale e mettere in crisi milioni di persone.

Un continente in rapido cambiamento

L’Antartide è spesso immaginata come una distesa uniforme di ghiaccio, ma in realtà è un ecosistema complesso in cui oceano, ghiaccio marino antartico, calotte terrestri e piattaforme glaciali interagiscono in un equilibrio delicatissimo.

Questo equilibrio, però, oggi è spezzato. Negli ultimi dieci anni la superficie coperta dal ghiaccio invernale si è ridotta con una rapidità quattro volte superiore a quella registrata nell’Artico, un dato che ha sorpreso persino gli studiosi più esperti.

La perdita di ghiaccio invernale significa meno riflesso solare e più assorbimento di calore da parte dell’oceano. Si attiva così un meccanismo di feedback climatico: meno ghiaccio produce più riscaldamento e più riscaldamento porta a ulteriore scioglimento. Un circolo vizioso che rischia di proiettare il continente verso una trasformazione irreversibile.

Le conseguenze globali dello scioglimento dei ghiacci

Il destino delle calotte antartiche non riguarda solo i poli. Le calotte glaciali dell’Antartide contengono enormi quantità di acqua dolce e il loro scioglimento minaccia di riversarle negli oceani, facendo salire i mari di diversi metri.

Basterebbe il collasso della calotta dell’Antartide occidentale per far crescere il livello del mare di oltre tre metri, un evento sufficiente a sommergere vaste aree urbane costiere e a rendere inabitabili intere regioni.

Insomma, lo scenario di città sott’acqua non è un’esagerazione mediatica, ma una possibilità concreta se la temperatura globale dovesse superare la soglia dei 2 °C rispetto all’era preindustriale.

Ecosistemi sotto pressione

Lo scioglimento dei ghiacci dell’Antartide non si limita a influenzare i mari. Ha conseguenze dirette sugli ecosistemi e sugli organismi che dipendono dal ghiaccio. La circolazione oceanica antartica, che distribuisce nutrienti fondamentali per il fitoplancton, si sta indebolendo. Ciò colpisce la base della catena alimentare marina e mette a rischio l’equilibrio dell’intero oceano meridionale.

Il ruolo delle scelte umane

Nonostante la gravità degli scenari, gli scienziati sottolineano che il futuro non è scritto in modo inevitabile. L’innalzamento del livello del mare dipenderà dalle decisioni prese nei prossimi anni in tema di emissioni di gas serra. Ogni frazione di grado in meno di riscaldamento globale può ridurre la probabilità di un collasso delle piattaforme glaciali antartiche e di un allagamento delle città costiere.

Gli eventi estremi registrati, come l’ondata di calore in Antartide orientale del 2022 che ha fatto impennare le temperature ben oltre la norma, mostrano quanto il pianeta sia vicino a un limite irreversibile. Fermarsi ora significa guadagnare tempo prezioso e contenere danni che altrimenti sarebbero irreparabili.

Un futuro ancora in bilico

Il mondo sta già assistendo a un aumento delle maree e a inondazioni più frequenti, ma il quadro che si delinea con la continua perdita del ghiaccio marino antartico è molto più drammatico. Le città costiere sommerse potrebbero diventare la nuova realtà di milioni di persone se le politiche globali non cambieranno rotta.

Tagliare drasticamente le emissioni e accelerare la transizione energetica sembra essere l’unico strumento efficace per difendere il pianeta. Ogni anno di ritardo rende più probabile che l’Antartide oltrepassi definitivamente quel fragile equilibrio che per millenni ha contribuito a regolare il clima terrestre.