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Un Chromebook può diventare il proprio computer principale? Ecco pro e contro

Un Chromebook ha diversi vantaggi ma anche alcune mancanze: ecco quando è possibile renderlo il proprio computer principale e quando, invece, non si può farlo

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Chromebook Konstantin Savusia / Shutterstock.com

In sintesi

  • I Chromebook rappresentano un’alternativa interessante ai notebook Windows nella fascia bassa, grazie a buone prestazioni per l’uso quotidiano, autonomia elevata e supporto alle app Android.
  • I limiti principali riguardano la mancanza di software professionale e hardware avanzato, fattori che rendono spesso difficile utilizzarli come computer principale.

I Chromebook sono disponibili sul mercato da diversi anni. In attesa dell’arrivo di una versione “desktop” di Android, i portatili con Chrome OS continuano a rappresentare un’alternativa molto interessante ai notebook Windows, soprattutto nella fascia bassa.

Spesso, però, i Chromebook sono utilizzati come secondo PC e non come macchina principale. I fattori alla base di questa scelta sono tanti. Oggi è giusto chiedersi se un Chromebook abbia o meno le caratteristiche giuste per diventare il computer principale di un utente.

I punti di forza

I Chromebook sono pensati per offrire buone prestazioni e un’autonomia elevata nella fascia bassa del mercato. Le attività quotidiane, dalla navigazione alla produttività generale, possono essere svolte senza troppi problemi sui modelli con Chrome OS. Anche i prodotti più economici riescono a soddisfare le richieste degli utenti.

C’è poi la questione app. Inizialmente, i prodotti con Chrome  OS erano pensati per un utilizzo quasi esclusivamente tramite browser. Successivamente, però, è arrivato il supporto alle app Android da scaricare tramite il Play Store. Di conseguenza, gli utenti possono contare su tantissime applicazioni per la produttività, l’intrattenimento, l’accesso ai social e anche su molti giochi.

Il sistema operativo dei Chromebook è pensato per utilizzare poche risorse e, quindi, può “girare bene” anche su modelli più economici, garantendo buone prestazioni (sempre nell’ottica di un utilizzo base) e consumi ridotti. In questo modo, per chi sceglie di affidarsi a un prodotto con Chrome OS c’è sempre la possibilità di poter contare su una macchina reattiva e pronta all’uso.

I punti di debolezza

Quando il gioco si fa duro, però, i Chromebook possono andare in difficoltà. La mancanza di software avanzato come app professionali ma anche videogiochi pensati per soddisfare le esigenze degli appassionati può fare la differenza e rendere più difficile usare un prodotto di questo tipo come computer principale.

C’è poi un’altra questione da considerare: i Chromebook con “buone specifiche” sono pochi. La maggior parte dei prodotti, infatti, include processori molto basilari, poca RAM e poco spazio di archiviazione. Spesso, inoltre, manca anche la tastiera retroilluminata. Si tratta di carenze che possono fare la differenza e rendere più difficile scegliere un prodotto con Chrome OS come macchina di riferimento.