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Che fine ha fatto il metaverso? È stato superato dall'intelligenza artificiale

Il metaverso teorizzato da Mark Zuckerberg è più lontano che mai e il suo posto è stato preso dall’intelligenza artificiale, che ha conquistato i consumatori

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Metaverso Yuganov Konstantin / Shutterstock.com

In Sintesi

  • l Metaverso, precedentemente presentato come la “prossima grande rivoluzione digitale” da Mark Zuckerberg, non ha raggiunto la maturità tecnologica o l’interesse del pubblico sperato.
  • L’Attenzione del settore tecnologico è stata rapidamente assorbita dal boom dell’Intelligenza Artificiale. Per questo motivo, Meta sta riallineando le sue priorità aziendali in questa direzione.

Presentato da Mark Zuckerberg come l’evoluzione naturale di Internet e la prossima grande rivoluzione digitale, il metaverso sembra oggi lontano dalle ambizioni originarie e, anzi, pare praticamente fermo nello stesso punto dell’annuncio ufficiale.

L’ecosistema di mondi virtuali interconnessi, ideato per essere il futuro delle interazioni sociali, lavorative e ricreative, non ha raggiunto né la maturità tecnologica né l’interesse del pubblico necessari a sostenerne la crescita. Per questo, secondo quanto riportato da Bloomberg, Meta avrebbe avviato una revisione profonda della sua strategia, preparando un taglio agli investimenti fino al 30 percento.

Che fine ha fatto il metaverso di Meta?

L’impegno di Zuckerberg verso il metaverso era stato ribadito anche dal rebranding dell’intera compagnia, che nel 2021 aveva assunto il nome “Meta” proprio per rappresentare il nuovo percorso strategico, nato con l’obiettivo era costruire una piattaforma immersiva sostenuta da una vasta gamma di visori VR, avatar realistici e ambienti digitali persistenti.

Tuttavia, l’evoluzione del mercato non ha seguito le aspettative: il boom dell’intelligenza artificiale ha rapidamente assorbito l’attenzione del settore tecnologico, spingendo Meta a riallineare le proprie priorità verso lo sviluppo di Large Language Model e tecnologie ibride legate agli smart glasses con funzioni AI integrate.

Questa transizione interna, a onor del vero, è stata avviata già da diversi mesi, ma ora assumendo anche una forte dimensione economica, al punto che il management della società avrebbe riconosciuto la necessità di ridurre l’esposizione finanziaria verso un progetto che, a oggi, non ha mostrato segnali concreti di ritorno sugli investimenti.

Per anni Meta ha dedicato al metaverso spese colossali, con perdite trimestrali che superavano regolarmente i miliardi di dollari. Le iniziative legate alla piattaforma Horizon Worlds e alla linea di visori Meta Quest non sono mai riuscite a conquistare un’utenza ampia e attiva.

Questo, unito a un mercato ancora non pienamente maturo, ha frenato un’adozione di massa relegando il metaverso a un’esperienza utente lontana dagli standard mainstream e che, anzi, ha generato un certo disinteresse da parte del pubblico.

Il risultato è un ecosistema che fatica a espandersi e che continua a dipendere esclusivamente dal supporto economico dell’azienda, senza contribuire in modo significativo ai ricavi complessivi.

Il futuro del metaverso è sempre più incerto

Il ridimensionamento del budget per il metaverso sembra essere stato accolto positivamente dalla finanza e la notizia ha contribuito a un lieve rialzo del titolo Meta, segno che gli investitori apprezzano un ritorno a strategie definite come “più concrete” e “più vicine alle tendenze attuali del mercato”.

Tuttavia, la scelta apre interrogativi sulla sostenibilità dei nuovi investimenti dell’azienda. La corsa di Meta nell’intelligenza artificiale comporta a sua volta costi elevatissimi, tra infrastrutture, ricerca e potenziamento dei data center; cifre che dovranno essere spese per riallinearsi all’attuale contesto competitivo, dove l’AI è diventata centrale per misurare innovazione e crescita.

Ciò vuol dire, essenzialmente, che il metaverso, la “prossima frontiera di Internet”, come sostenuto da Zuckerberg, oggi appare ancora molto distante e con la crescita di investimenti in altri settori, anche il futuro di questa intuizione risulta incerto e, forse, subordinato all’intelligenza artificiale.