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Che cos'è SPID e a cosa serve il Sistema Pubblico di Identità Digitale

Cos’è SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, come funziona e in che modo sta contribuendo alla digitalizzazione dei servizi pubblici nel nostro Paese

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SPID Fabio Principe/Shutterstock

In Sintesi

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è la chiave d’accesso sicura e univoca per la cittadinanza digitale italiana.
  • Il servizio consente agli utenti di autenticarsi su oltre 14.000 portali online di Pubbliche Amministrazioni e aziende private.
  • Lo SPID è gratuito per i cittadini per l’uso ordinario, può essere attivato interamente online e offre flessibilità di utilizzo su qualsiasi dispositivo.

SPID è l’acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale e, a oggi, è uno degli strumenti centrali nella digitalizzazione dei servizi pubblici italiani. Rappresenta, infatti, una delle chiavi d’accesso per entrare in modo sicuro e certificato nei portali online della Pubblica Amministrazione, ma anche in quelli di enti e aziende private che ne riconoscono la validità.

Introdotto per semplificare l’accesso ai servizi online, rappresenta una delle porte d’ingresso alla cittadinanza digitale italiana, consentendo di autenticarsi in modo sicuro e univoco su migliaia di piattaforme pubbliche e private. Dalla sanità all’istruzione, dalla fiscalità alle pratiche comunali, lo SPID ha trasformato il modo di interagire con lo Stato, riducendo burocrazia e tempi di attesa.

SPID cos’è e a cosa serve, l’identità digitale e i suoi ambiti di utilizzo

Nato nel 2016 come parte del più ampio piano per la digitalizzazione dello Stato, lo SPID è diventato progressivamente uno standard riconosciuto, utilizzato da milioni di cittadini per interagire con le istituzioni.

In termini pratici, si tratta di un sistema di autenticazione che attribuisce a ogni utente un’identità digitale univoca, composta da credenziali personali (username e password) e da un secondo fattore di sicurezza che varia a seconda del livello di protezione richiesto. Il tutto è gestito da una rete di Identity Provider accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che hanno il compito di verificare l’identità dei cittadini e garantire che ogni accesso sia sicuro e tracciabile.

Il sistema consente di accedere a oltre 14 mila servizi digitali, pubblici e privati, dalla consultazione del proprio fascicolo sanitario elettronico alla richiesta di bonus e agevolazioni, dal pagamento di tasse e tributi locali fino alla presentazione di domande universitarie o bandi pubblici. Si tratta, insomma. di un vero e proprio passaporto digitale del cittadino italiano, una credenziale che sostituisce decine di username e password diverse, semplificando la vita quotidiana.

Oltre ai servizi pubblici, anche il settore privato sta sempre più integrando lo SPID come metodo di identificazione: banche, assicurazioni, università telematiche e piattaforme di e-commerce utilizzano questa forma di autenticazione per validare l’identità degli utenti, in linea con gli standard europei di sicurezza informatica.

Lo SPID, dunque, non è solo un sistema di accesso, ma diventa uno strumento di cittadinanza digitale, che rappresenta un passo concreto verso la semplificazione amministrativa e la piena integrazione del cittadino nell’ecosistema digitale dello Stato, all’insegna di trasparenza, efficienza e riduzione della burocrazia.

Come si usa lo SPID, autenticazione, servizi online e app dedicate

Utilizzare lo SPID è semplice: una volta ottenute le credenziali, il cittadino può accedere a qualsiasi portale o applicazione che presenti il logo “Entra con SPID”. È sufficiente selezionare il proprio gestore di identità (ad esempio PosteID, LepidaID, TIM, Aruba, Sielte o altri) e inserire username e password.

In base al livello di sicurezza richiesto, può essere necessario un secondo passaggio di autenticazione, tramite app o codice temporaneo. I tre livelli di sicurezza definiti da AgID servono per:

  • primo livello, utile per operazioni di base che non comportano rischi significativi
  • secondo livello, il più diffuso, utilizza un sistema di verifica a due fattori (come OTP o app di conferma)
  • terzo livello, più avanzato, prevede l’uso di strumenti crittografici o biometrici per operazioni ad alto valore legale, come la firma digitale di documenti

Nella vita di tutti i giorni, la maggior parte degli utenti utilizza il livello 2, che garantisce un buon compromesso tra sicurezza e praticità.

Differenza tra SPID e CIE: quando usare l’una o l’altra

Accanto allo SPID, l’altra grande protagonista dell’identità digitale italiana è la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Entrambi gli strumenti permettono di accedere ai servizi online della PA, ma si basano su logiche differenti. Lo SPID è interamente digitale e può essere attivato da casa, mentre la CIE è un documento fisico rilasciato dal Comune di residenza, dotato di microchip e supporto NFC.

Dal punto di vista tecnico, la CIE garantisce un livello di sicurezza superiore, grazie a un sistema di crittografia integrata. Tuttavia, per utilizzarla online è necessario un lettore NFC o uno smartphone compatibile, e l’operazione può risultare meno immediata rispetto all’autenticazione via SPID.

Lo SPID, invece, punta tutto sulla flessibilità: può essere usato da qualsiasi dispositivo, ovunque ci si trovi, senza bisogno di strumenti fisici. È quindi più adatto a un utilizzo frequente e quotidiano. La CIE, per contro, resta la soluzione più robusta dal punto di vista della sicurezza, particolarmente indicata per operazioni delicate come la firma di documenti elettronici o l’accesso a portali che gestiscono dati sanitari e finanziari sensibili.

SPID diventerà a pagamento? I costi, i servizi e le alternative gratuite

Negli ultimi anni si è spesso parlato della possibilità che lo SPID possa diventare a pagamento. La questione è nata dal fatto che i gestori privati che rilasciano le identità digitali sostengono costi di manutenzione e sicurezza elevati, mentre il servizio per l’utente finale è, nella maggior parte dei casi, gratuito.

Attualmente, la linea del governo italiano è chiara: lo SPID deve restare gratuito per i cittadini, in quanto considerato un servizio pubblico essenziale. L’Agenzia per l’Italia Digitale ha confermato che l’accesso e l’utilizzo delle credenziali SPID non comporteranno costi diretti per gli utenti. Tuttavia, alcuni provider offrono già servizi premium a pagamento, come il riconoscimento via webcam con operatore o il rilascio di identità per professionisti e imprese, che prevedono un costo una tantum o un piccolo abbonamento annuale.

Parallelamente, si sta discutendo su un possibile modello di remunerazione pubblica ai provider, che potrebbe garantire la sostenibilità del sistema senza gravare sui cittadini. Il tema si intreccia con l’evoluzione del progetto europeo della Digital Identity Wallet, che punta a creare un’identità digitale unica e gratuita per tutti i cittadini dell’Unione.

Tuttavia, non è da escludere che in futuro lo SPID venga sostituito da CIE e, una volta che tutti i cittadini italiani avranno a disposizione la loro Carta d’Identità Elettronica, è lecito ipotizzare che il Governo dedica in questo senso, soprattutto nell’ottica di eventuali canoni in abbonamento.

Come fare lo SPID da casa gratis. La guida passo passo per l’attivazione a costo zero

Attivare lo SPID non è solo gratuito, ma anche molto semplice e con alcuni provider tutto può essere fatto online. Il primo passo è scegliere il provider sul sito ufficiale di spid.gov.it. Ogni gestore richiede gli stessi documenti: un documento d’identità valido (carta d’identità o passaporto), il codice fiscale, un indirizzo e-mail attivo e un numero di cellulare.

Il secondo passo consiste nella verifica dell’identità. È qui che si possono incontrare differenze tra i vari provider: alcuni offrono il riconoscimento gratuito tramite CIE o CNS, altri consentono l’identificazione tramite app con video-selfie, mentre altri ancora offrono la possibilità di collegarsi via webcam con un operatore.

Una volta completata la verifica, il provider invia un’e-mail di conferma con le credenziali SPID e le istruzioni per attivare l’app mobile necessaria all’autenticazione a due fattori. Da quel momento l’identità digitale è attiva e utilizzabile su qualsiasi portale o servizio abilitato.

Importante ricordare che lo SPID non ha scadenza: rimane valido fino a quando l’utente decide di disattivarlo o cambiare provider. Inoltre, è possibile gestire tutto dall’app, comprese le impostazioni di sicurezza, le notifiche di accesso e la revoca immediata in caso di smarrimento del dispositivo.

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