ChatGPT sta formando un team per sviluppare nuovi robot umanoidi
OpenAI, la società madre di ChatGPT, sta espandendo i suoi orizzonti dall'AI conversazionale alla robotica. L'azienda sta attivamente reclutando esperti per sviluppare robot umanoidi.

OpenAI, la società dietro ChatGPT, sembra pronta a fare un nuovo passo nella frontiera dell’intelligenza artificiale (AI): i robot umanoidi.
Dopo anni in cui ha puntato tutto sui modelli linguistici, l’azienda sta ora reclutando ricercatori ed esperti di robotica con competenze specifiche in algoritmi di controllo, teleoperazione e simulazione, segnali chiari di un rinnovato impegno nello sviluppo di macchine capaci di interagire con il mondo fisico.
Dall’AI conversazionale ai robot
Come riportato da Wired Usa, fonti vicine al progetto rivelano che OpenAI non si limita a studiare robot generici, ma sta assemblando un team focalizzato su umanoidi o sistemi parzialmente antropomorfi, dotati quindi di braccia, mani e capacità motorie avanzate. L’obiettivo è creare algoritmi che non solo comprendano e generino linguaggio, ma che sappiano percepire l’ambiente e agire in esso, aprendo la strada verso una forma di intelligenza artificiale più vicina all’AGI (Artificial General Intelligence).
Non si tratta del primo esperimento di OpenAI in questo campo. Nel 2019 l’azienda aveva stupito con un robot capace di risolvere il cubo di Rubik usando una mano artificiale, ma il progetto fu interrotto nel 2021 per concentrare le risorse sui modelli linguistici. Nel 2024, però, sono ripartite le assunzioni e a dicembre si parlava già di un ritorno strategico nel settore.
Reclutamenti chiave e nuove competenze
Il ritmo delle assunzioni è però oggi accelerato. Altri ricercatori e studenti provenienti da diversi laboratori di robotica sono già stati assorbiti dall’azienda, segno che la costruzione di un team interdisciplinare è in pieno corso.
Tra le posizioni aperte, si cercano esperti di teleoperazione, tecnica in cui un operatore umano controlla i movimenti del robot mentre l’AI impara a replicarli, e di simulazione fisica, spesso basata su piattaforme come Nvidia, che permettono di addestrare gli algoritmi in ambienti virtuali prima di testarli sul mondo reale.
Insomma, la richiesta di competenze nella progettazione per la produzione su larga scala lascia intendere che OpenAI stia valutando seriamente la realizzazione di hardware proprietario o almeno la collaborazione stretta con aziende del settore.
Perché puntare sui robot umanoidi
La scelta non è casuale. Per alcuni esperti, i limiti mostrati dagli ultimi modelli linguistici – come GPT5 – suggeriscono che l’evoluzione dell’AI non potrà arrivare solo attraverso il testo, ma richiederà la capacità di agire in ambienti dinamici e non strutturati. Un robot umanoide, in grado di percepire e manipolare oggetti, rappresenta il banco di prova perfetto.
Questo passaggio è fondamentale per trasformare l’intelligenza artificiale da strumento digitale a entità capace di interagire con la realtà fisica.
OpenAI non è sola. Start-up come Figure, Agility e Apptronik stanno già lavorando a prototipi di umanoidi, mentre colossi come Tesla e Google hanno lanciato progetti simili. Nel frattempo, il settore attira enormi capitali. Dal 2024 a oggi i venture capitalist hanno investito oltre 5 miliardi di dollari in progetti legati agli umanoidi e secondo Morgan Stanley l’industria potrebbe valere 5.000 miliardi di dollari entro il 2050.
Prospettive e incognite
Resta però da capire quale sarà la strategia di OpenAI: sviluppare internamente un robot completo, puntare su partnership o concentrarsi sugli algoritmi lasciando l’hardware ad altri? In ogni caso, la creazione di un team dedicato indica che l’azienda vede nella robotica un passaggio chiave per raggiungere il proprio obiettivo dichiarato: “Sbloccare la robotica generalista e avvicinarsi a un’intelligenza artificiale di livello AGI, in ambienti dinamici e reali”.
Se le ambizioni si concretizzeranno, ChatGPT potrebbe presto non essere solo un assistente virtuale, ma anche il cervello di una nuova generazione di robot capaci di abitare le nostre case, fabbriche e città.




















