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"Abbiamo fatto un disastro": ecco perché ChatGPT non scrive più come una volta

Sam Altman di OpenAI ha confermato i problemi di ChatGPT con la scrittura creativa: si tratta di una scelta strategica rivelatasi poi controproducente

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Uomo basito che guarda il PC iStock

ChatGPT è un vero e proprio cantiere aperto, con uno sviluppo continuo legato allo sviluppo dei modelli GPT di OpenAI. Si tratta di un processo di aggiornamento costante che, novità dopo novità, punta a rendere l’assistente AI sempre più utile e completo.

Le ultime versioni di ChatGPT, come confermato dai feedback di molti utenti, hanno evidenziato un peggioramento della capacità di scrittura creativa e, più in generale, della fluidità dei testi generati. I problemi sono emersi con GPT-5.2.

Sulla questione è intervenuto anche Sam Altman che ha confermato gli errori di OpenAI sottolineando “abbiamo fatto un disastro” andando a peggiorare le capacità di scrittura a causa anche di alcune scelte strategiche.

Questa rara “ammissione” di colpa da parte di Sam Altman è avvenuta con una dichiarazione pubblica, nel corso di un evento in cui il CEO di OpenAI ha incontrato alcuni sviluppatori. Il video completo dell’evento (OpenAI Town Hall with Sam Altman) è disponibile sul canale YouTube di OpenAI.

Per il futuro, però, l’azienda sembra avere le idee chiare su come continuare lo sviluppo.

Un errore strategico?

Il peggioramento delle capacità di scrittura di ChatGPT sarebbe legato a una scelta strategica, rivelatasi poi un errore da parte di OpenAI, almeno stando al punto di vista di Altman. Durante la fase di addestramento di GPT-5.2, infatti, l’azienda ha deciso di concentrare gli sforzi su alcuni elementi ben precisi come il ragionamento logico e il coding.

Questa scelta, probabilmente legata alla volontà di addestrare un modello in grado di offrire prestazioni elevate in attività professionali avanzate, come la programmazione, si è rivelata controproducente per quanto riguarda l’aspetto più creativo dell’AI e, in particolare, la capacità di scrittura di ChatGPT, giudicata oggi più piatta e meno elaborata rispetto al passato.

In sostanza, OpenAI ha preferito migliorare l’intelligenza tecnica del suo modello, anche a costo di una riduzione delle sue capacità di espressione. In questo modo, l’intelligenza artificiale è diventata più “macchina” e meno “umana” con un impatto sull’esperienza d’uso soprattutto per gli utenti più comuni che magari usano ChatGPT per dialogare, chiedere consigli e informazioni e non certo per programmare.

I piani futuri

Per il futuro, OpenAI sembra avere le idee chiare. L’idea è continuare lo sviluppo della serie GPT-5 con l’obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra logica e creatività, permettendo di massimizzare le capacità dell’intelligenza artificiale.

Nel prossimo futuro, l’azienda punta a superare le differenze tra modelli più intelligenti e modelli più creativi, andando a realizzare un’AI sempre più flessibile e in grado di adattarsi alle esigenze degli utenti.

Lo sviluppo continua e non si fermerà. Come detto in precedenza, OpenAI continuerà a lavorare per migliorare i suoi modelli GPT-5 e offrire agli utenti un’esperienza d’uso sempre più completa e soddisfacente, a prescindere dalle proprie necessità.

Staremo a vedere quali saranno le prossime mosse dell’azienda.