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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

ChatGPT domina il mercato, ma ancora per poco: Gemini e Claude sempre più usate dagli utenti

Report Sensor Tower: ChatGPT resta il numero uno, ma perde quote di mercato a favore di Gemini e Claude. Ecco per quali motivi.

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App di chatgpt su smartphone 123rf

Milioni e milioni di persone utilizzano ogni giorno le intelligenze artificiali, in particolare ChatGPT, Gemini, Claude, Grok. Tutti chatbot sempre più centrali nella vita quotidiana e lavorativa degli utenti grazie alla loro continua evoluzione, alimentata però da una concorrenza sempre più serrata. Al punto che, secondo gli ultimi dati di Sensor Tower, la più famosa delle IA dovrà cominciare a guardarsi le spalle.

ChatGPT resta (al momento) leader, ma perde terreno

A oltre tre anni e mezzo dal debutto, ChatGPT ha registrato una crescita straordinaria, diventando l’app più veloce di sempre a raggiungere 1 miliardo di utenti attivi mensili, in aumento rispetto ai 900 milioni di febbraio, come evidenziato nel rapporto State of AI pubblicato questo mese da Sensor Tower.

Ma nonostante questi numeri, qualcosa si è incrinato nel mercato delle IA. Se fino a gennaio, GPT deteneva infatti oltre il 50% della quota di mercato, alla fine di maggio ne controlla il 46,4%. Una flessione che non mette in discussione la leadership del chatbot di OpenAI, che rimane l’assistente virtuale più utilizzato al mondo.

Semmai testimonia una crescente pressione da parte della concorrenza.

Stanno infatti crescendo le piattaforme rivali, sebbene siano ancora distanti dai livelli di GPT. Gemini ha conquistato una quota di mercato del 27,7%, mentre l’IA di Anthropic, Claude, è arrivata al 10,3%. Tutti gli altri assistenti, tra cui Grok, Perplexity, DeepSeek e Meta AI, si mantengono invece al di sotto del 5%.

Dunque, no, il “capo” delle intelligenze artificiali non è in difficoltà al momento. Ma il suo dominio potrebbe incontrare qualche ostacolo, anche perché emergono dei segnali interessanti da parte dei consumatori.

Gli utenti cambiano più facilmente assistente

Sempre secondo Sensor Tower, gli utenti sono sempre più propensi a passare da un assistente all’altro, senza rimanere necessariamente fedeli a un’unica piattaforma.

Il motivo dietro questa mancata fidelizzazione? Alcuni eventi abbastanza controversi, come l’accordo di OpenAI con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) a febbraio, che ha innescato un picco di disinstallazioni. In effetti, la fiducia nel marchio e l’allineamento ai valori etici sono forse più importanti per gli utenti rispetto alle funzionalità.

Questo però spiega il calo di GPT, ma l’ascesa delle altre IA? Probabilmente il resto è dovuto alla loro evoluzione: ad esempio il successo di Gemini è spiegabile per la sua continua integrazione con l’ecosistema di strumenti di Google. Quello di Claude di Anthropic, invece, per la sua evoluzione “etica”, specialmente dopo la polemica con il Pentagono. 

Il mercato IA rimane comunque fiorente (e monetizzabile)

A prescindere, il mercato delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale continua a crescere a ritmi sostenuti. Sensor Tower stima infatti che nella prima metà del 2026, gli utenti scaricheranno quasi 2,3 miliardi di app AI, con una spesa complessiva superiore ai 4,2 miliardi di dollari.

Un notevole incremento significativo rispetto agli 1,83 miliardi di dollari spesi nella prima metà del 2025, il che suggerisce come il settore stia entrando in una nuova fase: non più orientata esclusivamente alla crescita del numero di utenti, ma sempre più focalizzata sulla monetizzazione.

Infatti, secondo TechCrunch, negli Stati Uniti gli utenti utilizzano sempre più gli assistenti AI per attività legate alla produttività e risultano maggiormente disposti a pagare per le funzionalità premium. È il caso degli utenti free di Claude: ben il 13% ha sottoscritto un abbonamento, il tasso di conversione più elevato dell’intero settore.

A sua volta, per aumentare la redditività delle IA, a inizio anno OpenAI ha iniziato a sperimentare l’introduzione della pubblicità all’interno di ChatGPT. Al punto che, secondo Sensor Tower, a maggio, il 17% degli utenti giornalieri visualizzava contenuti pubblicitari.

Probabilmente non ci vorrà molto prima che la società di Sam Altman introduca definitivamente gli annunci ovunque. Al che c’è da chiedersi: come la prenderanno gli utenti tutta questa (futura) pubblicità? Continueranno a utilizzare la piattaforma (anche se inondata di annunci), oppure sceglieranno di sottoscrivere un abbonamento pur di liberarsene?

FAQ

Perché ChatGPT ha perso quota di mercato?

La sua quota è scesa dal 50% a circa il 46,4% a causa della crescita dei concorrenti e di eventi che hanno ridotto la fiducia degli utenti.

Quali AI stanno guadagnando utenti?

Gemini è salita fino al 27,7% grazie all'integrazione con l'ecosistema Google; Claude ha raggiunto il 10,3% puntando su un'immagine più etica.

Gli utenti cambiano spesso assistente AI?

Sì: gli utenti mostrano scarsa fidelizzazione e passano più facilmente da un assistente all'altro, influenzati da fiducia ed etica oltre che dalle funzionalità.