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OpenAI sta introducendo i controlli parentali in ChatGPT, cosa cambierà

OpenAI porterà i controlli parentali in ChatGPT per consentire agli utenti di più giovani e ai loro genitori di poter accedere al servizio in sicurezza

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chatgpt Ascannio / Shutterstock

In sintesi

  • OpenAI introdurrà controlli parentali in ChatGPT da ottobre con collegamento genitore-figlio, gestione di memoria e cronologia e notifiche su segnali di disagio.
  • La novità arriva dopo il caso Adam Raine: OpenAI annuncia misure di sicurezza ma la causa per omicidio colposo promossa dai genitori prosegue.

Dopo il recente caso di cronaca legato al suicidio dell’adolescente Adam Raine, che aveva condiviso le sue difficoltà con ChatGPT ottenendo informazioni specifiche sui metodi per togliersi la vita, OpenAI prova a rimediare annunciando l’introduzione dei controlli parentali per il suo chatbot AI.

Questo nuovo strumento sarà integrato entro il prossimo mese di ottobre e rappresenterà una prima risposta da parte dell’azienda agli eventi degli ultimi giorni che, inevitabilmente, avranno uno strascico penale, con i genitori di Adam Raine che hanno intentato una causa per omicidio colposo contro OpenAI, come riportato da TechCrunch.

Si tratta di un caso particolarmente delicato e che, inevitabilmente, accende l’attenzione su alcuni degli aspetti spesso sottovalutati per quanto riguarda l’uso dei chatbot AI. La semplicità nell’accesso al servizio anche per i più giovani, senza un adeguato controllo da parte dei genitori, ad esempio, che può arrivare ad avere conseguenze drammatiche.

Cosa ha detto OpenAI

In merito all’arrivo dei controlli parentali in ChatGPT, OpenAI ha confermato di aver già iniziato a sviluppare (a inizio di quest’anno) nuove modalità per consentire alle famiglie di poter utilizzare i suoi servizi nel migliore dei modi.

Dal prossimo mese di ottobre, i genitori potranno:

  • collegare il loro account a quello del loro figlio adolescente (età minima 13 anni) tramite un invito via e-mail
  • verificare il modo in cui ChatGPT risponde con regole di comportamento modello adatte all’età
  • scegliere quali funzionalità disattivare per l’esperienza d’uso del loro figlio come la memoria e la cronologia delle chat
  • ricevere notifiche quando il sistema rileva un momento di disagio da parte del figlio adolescente

Questi sistemi andranno a sommarsi ad altre funzionalità come i promemoria in-app durante le sessioni lunghe per incoraggiare le pause con l’obiettivo di garantire un’esperienza d’uso migliore.

Per il futuro, inoltre, OpenAI ha chiarito che “Presto inizieremo a indirizzare alcune conversazioni sensibili, come quando il nostro sistema rileva segnali di disagio acuto, a un modello di ragionamento, come il pensiero GPT-5 thinking, in modo che possa fornire risposte più utili e vantaggiose, indipendentemente dal modello selezionato inizialmente“.

La causa andrà avanti

Come riportato da TechCrunch, Jay Edelson, avvocato che segue la famiglia Raine contro OpenAI, la risposta dell’azienda in merito alla questione è stata “inadeguata” e la pericolosità di ChatGPT sarebbe già nota. La causa legale andrà avanti, nonostante l’integrazione dei controlli parentali. Toccherà a un giudice valutare se c’è stata una colpa da parte di OpenAI in merito al tragico epilogo di Adam Raine. Ulteriori aggiornamenti sulla questione arriveranno, di certo, nel corso delle prossime settimane.