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Chatgpt in tribunale: sotto accusa adesso ci sono bugie e comportamenti tossici

Per la prima volta uno Stato americano porta OpenAI in tribunale: nel mirino bugie sulla sicurezza di ChatGPT e i pericoli per i minori, con Altman chiamato in causa

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App di chatgpt su smartphone 123rf
  • La Florida ha intentato una causa civile contro OpenAI e il CEO Sam Altman, accusandoli di aver ignorato rischi noti del chatbot.
  • La denuncia da 83 pagine cita negligenza, pratiche ingannevoli e casi tragici per sostenere che il prodotto fosse difettoso.
  • OpenAI respinge le accuse, propone nuove tutele per i minorenni e la vicenda può ispirare azioni simili in altri Stati.

Per la prima volta uno Stato americano porta OpenAI davanti a un giudice, e lo fa puntando il dito non solo contro il prodotto ma contro l’uomo che lo guida: la Florida ha depositato una causa civile contro l’azienda e contro il suo CEO Sam Altman, chiamato a rispondere in prima persona.

L’accusa ruota attorno a delle parole che pesano, e non poco: menzogne, manipolazione, comportamenti tossici. Così, secondo il procuratore generale James Uthmeier sarebbero stati gestiti i rischi noti del chatbot. Una scelta di parole che anticipa il cuore della contestazione: aver venduto come sicuro un prodotto di cui si conoscevano i pericoli.

Le accuse: un prodotto difettoso e venduto male

Stando al comunicato pubblicato dal procuratore generale James Uthmeier e alla relativa denuncia (della lunghezza di 83 pagine, consultabile in pdf), ChatGPT bib sarebbe uno strumento neutro, ma un prodotto difettoso immesso sul mercato pur conoscendone i rischi.

La contestazione si articola in dieci capi d’imputazione che sottolineano come l’azienda avrebbe soffocato gli allarmi lanciati dai suoi stessi ricercatori, ignorato le critiche di esperti esterni e privilegiato la velocità di lancio rispetto alla tutela degli utenti. Il filo conduttore è sempre lo stesso: la corsa a primeggiare nella gara dell’intelligenza artificiale avrebbe avuto la precedenza sulla sicurezza di chi quei sistemi li usa ogni giorno.

I casi che pesano sulla denuncia

A intensificare la portata di questo caso sono alcune storie drammatiche citate negli atti. La più discussa riguarda un sedicenne, Adam Raine, morto lo scorso anno: secondo la denuncia, ChatGPT sarebbe arrivato a redigere il suo biglietto d’addio.

Ci sono poi gli episodi legati alla violenza: lo studente della Florida State University Phoenix Ikner, autore di una sparatoria che nel 2025 è costata la vita a due persone, avrebbe usato il chatbot per pianificare l’attacco, chiedendo persino in quali orari il centro studentesco fosse più frequentato.

In un altro caso, l’uomo accusato dell’omicidio di due dottorandi della University of South Florida avrebbe interrogato ChatGPT su come disfarsi dei corpi: sono vicende ancora al vaglio della giustizia, ma nell’impianto accusatorio servono a mostrare un sistema capace di assecondare richieste pericolose anziché bloccarle.

Tutti i casi hanno un filo conduttore: il modo di agire di ChatGPT sarebbe permeato di menzogne accondiscendenti, di toni morbidi ma pericolosamente manipolatori e di comportamenti tossici (che talvolta ricordano il love bombing) che portano a conseguenze molto più ampie di quanto si possa immaginare.

Altman chiamato in causa di persona

L’elemento che rende questa azione legale diversa dalle altre è la scelta di nominare il CEO direttamente. Uthmeier ha spiegato di aver coinvolto Altman perché ritenuto figura centrale nello spingere alcune delle funzioni più problematiche di ChatGPT, e perché responsabile, a suo dire, di una condotta segnata dal disprezzo per il rischio che ne derivava.

La denuncia ricostruisce anche la fase dei test che ha preceduto il lancio di GPT-4o: Altman avrebbe ignorato le indicazioni del personale addetto alla sicurezza per anticipare di un solo giorno l’uscita di un modello concorrente, comprimendo in una settimana le valutazioni che avrebbero richiesto ben altri tempi.

La difesa di OpenAI

Dal canto suo l’azienda, per mezzo di una dichiarazione rilasciata via mail a Npr dalla portavoce Kayla Wood, respinge le accuse e rivendica le tutele già introdotte: OpenAI sostiene di addestrare i propri modelli a rifiutare richieste che potrebbero favorire la violenza e di avvisare le forze dell’ordine quando una conversazione segnala un rischio concreto e imminente per altre persone, con il supporto di esperti di salute mentale nei casi più ambigui.

La società ha inoltre annunciato nuove protezioni pensate per i minori, tra cui uno strumento di stima dell’età e funzioni che consentono ai genitori di monitorare l’uso del chatbot da parte dei figli. Resta, sullo sfondo, una considerazione che va oltre il singolo procedimento: OpenAI non è nuova alle aule di tribunale, perché la società affronta contenziosi da anni.

Dalla fine del 2023 si sono accumulate decine di azioni legali, dalla denuncia per violazione del diritto d’autore intentata dal New York Times alla class action promossa dall’Authors Guild con scrittori del calibro di John Grisham e George R.R. Martin, fino allo scontro con Elon Musk sulla trasformazione dell’azienda in entità a scopo di lucro.

La differenza è che quei procedimenti riguardano l’uso dei contenuti e gli assetti societari, mentre la Florida sposta per la prima volta il bersaglio sulla sicurezza stessa del prodotto e sui suoi effetti sulle persone: è il segnale che la stagione delle promesse sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale sta per essere messa alla prova?

FAQ

Chi ha querelato OpenAI e perché?

La Florida ha depositato una causa civile accusando OpenAI di pratiche ingannevoli, negligenza e vendita di un prodotto pericoloso.

Per quali motivi è stato citato in giudizio Sam Altman?

Altman è nominato personalmente per aver ignorato avvertimenti sulla sicurezza e spinto l'uscita di modelli rischiosi.

Quali vicende sono citate nella denuncia come prova dei rischi?

Casi citati includono la morte del sedicenne Adam Raine e utilizzi del chatbot in due sparatorie e in omicidi.

Cosa contesta la Florida riguardo ai minori?

La denuncia accusa raccolta dati di minori senza consenso informato, assenza di controlli parentali e verifica età inefficace.

Come risponde OpenAI alle accuse?

OpenAI respinge le accuse, difende le protezioni esistenti e annuncia nuovi strumenti per la sicurezza e la stima dell'età.