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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il cervello dei robot umanoidi verrà progettato in Italia: così diventeranno "pensanti"

Bosch progetterà in Italia il cervello dei robot umanoidi del futuro, con un progetto ricco di potenzialità. Ecco tutto i dettagli

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ChatGPT sta formando un team per sviluppare robot umanoidi 123RF

Il settore dei robot umanoidi è destinato a registrare una crescita significativa nel corso del prossimo futuro. Si tratta di uno dei nuovi trend dell’industria tech, che attirerà, molto probabilmente, enormi investimenti con l’obiettivo di superare alcune sfide tecnologiche necessarie per un salto di qualità dei prodotti finali.

In particolare, il mercato dei sensori per umanoidi è destinato a registrare una decisa accelerazione. Entro il 2030, infatti, il settore arriverà a 20 miliardi di euro di valore, con una crescita annua del 4%. In questo contesto, Bosch, una delle aziende di riferimento del settore dell’automazione, punta a ritagliarsi uno spazio da protagonista.

Per il prossimo futuro, Bosch punterà sull’Italia, dove saranno progettati i sensori Mems, fondamentali per lo sviluppo degli umanoidi. Il cuore del progetto sarà il centro di ricerca Bosch Sensortec, guidato da Riccardo Campagna. Il centro, in poco più di dieci anni, è passato da dodici ricercatori a oltre settanta professionisti attivi. Ecco tutti i dettagli in merito al progetto.

Un nuovo cervello 

I robot umanoidi, anche sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, potranno effettuare numerose operazioni. È necessario, però, sviluppare sensori in grado di immagazzinare e elaborare dati in modo rapido e con grande efficienza, per poi inviare gli “stimoli” giusti ai componenti meccanici, come gli arti, che dovranno poi svolgere determinate attività. Il “cervellorobotico è un componente essenziale per gli umanoidi del futuro. Ricordiamo che, secondo alcune stime, i robot umanoidi potrebbero compensare la carenza di lavoratori in determinati settori.

I Mems

Per garantire un salto di qualità ai robot umanoidi, quindi, è necessario ricorrere ai Mems, sistemi microelettromeccanici che rappresentano un elemento chiave dello sviluppo. Grazie a questi sensori, infatti, gli umanoidi possono manipolare oggetti e interagire con il mondo esterno in modo simile agli umani, adattando con precisione la forza e i movimenti, in base alle condizioni.

Stefan Hartung, presidente del consiglio d’amministrazione di Bosch, ha sottolineato uno dei problemi principali che l’industria deve affrontare oggi: “Gli esseri umani hanno quattro milioni di recettori sensoriali per il tatto. Se dovessimo costruire robot con quel numero di sensori, con l’attuale produzione mondiale di sensori in quattro anni riusciremmo a malapena a creare 12.500 robot”.

Per le aziende, come la stessa Bosch, i margini di crescita in questo settore sono notevoli. Hartung ha evidenziato che, per il colosso tedesco che ha scelto l’Italia per la progettazione dei chip, il settore può valere un miliardo di euro di fatturato all’anno. Si tratta, quindi di un segmento di mercato in cui concentrare risorse in breve tempo.

Per questo motivo, Bosch Sensortec di Milano ricoprirà un ruolo centrale per il futuro, insieme ai centri di sviluppo in California e Singapore. La produzione, invece, si concentrerà nei siti tedeschi di Bosch. In linea generale, l’Europa può giocare un ruolo da protagonista. Hartung sottolinea che si tratta di “un’enorme opportunità di crescita in un segmento industriale, quello dell’automazione robotica, in cui vanta competenze specifiche sia nelle macchine che nei prodotti“.