Il cash trapping è tornato a colpire (anche in Italia): attenzione alla truffa del bancomat
Basta una piccola disattenzione ed ecco che rubano tutti i nostri contanti: anche in Italia è diffuso il cash trapping, una truffa davvero insidiosa.

Non si può stare tranquilli, neanche quando si compie una semplice operazione come il prelievo al bancomat. Nell’era dei pagamenti digitali e delle carte contactless, gli ATM continuano a essere presi di mira dai malviventi: tra malware bancari e sofisticati attacchi informatici, tornano ciclicamente alla ribalta vecchie trappole più “rudimentali”, ma comunque efficaci, per colpire chi ha semplicemente bisogno di prelevare delle banconote. L’ultima, in ordine temporale, è il cash trapping, un trucco tanto banale quanto insidioso che dobbiamo assolutamente imparare a riconoscere.
Come funziona il cash trapping
Il meccanismo del cash trapping è davvero molto semplice. I truffatori inseriscono un ostacolo fisico all’interno della fessura di erogazione del distributore automatico, nella maggior parte dei casi una sottile linguetta metallica sagomata oppure una piastrina rivestita di nastro biadesivo. Questa linguetta viene posizionata in modo da confondersi perfettamente con la struttura dello sportello, quindi a prima vista è praticamente impossibile accorgersene.
L’ignaro utente inserisce normalmente la propria carta, poi digita il PIN, conferma la transazione e, infine, il sistema elabora regolarmente l’uscita del contante, tanto che sullo schermo il prelievo appare concluso. Ed è qui che si consuma la truffa: le banconote non escono, restando bloccate all’interno dello sportellino senza poter uscire. L’utente pensa che vi sia un problema tecnico ma non è affatto così: qualcuno arriverà subito dopo, rubando il suo denaro.
L’ultimo caso in Italia
Il cash trapping non è una novità in fatto di truffe ma, facendo leva sulla disattenzione, riesce comunque a mietere vittime, anche tra quelle meglio informate. Come dicevamo, convinta di trovarsi di fronte a un errore di sistema o a un’erogazione non riuscita, la persona tende ad allontanarsi per cercare un altro bancomat, o rimanda tutto a un secondo momento per chiedere spiegazioni direttamente alla banca. È in quell’istante entrano in azione i ladri, appostati a pochi passi dall’ATM: in pochi secondi forzano la fessura ed estraggono la placca con le banconote rimaste intrappolate.
Le forze dell’ordine stanno sempre all’erta ed è recentissimo l’ultimo caso di cash trapping in Italia. È successo a Cesano, nell’hinterland romano, dove i Carabinieri hanno colto in flagranza un uomo di 49 anni intento a recuperare 50 euro rimasti incastrati nella bocchetta di un distributore che aveva manomesso.
Cosa fare se si è vittime della truffa del bancomat
Purtroppo non è facile evitare di cadere vittima di certe truffe, ma possiamo prendere qualche accorgimento. In questo caso, ad esempio, vale la pena controllare preventivamente lo sportellino di erogazione del denaro, badando che non vi siano graffi insoliti oppure tracce di nastro adesivo. Insomma, che non vi siano dei segni riconducibili a una manomissione.
Un modo per ridurre il rischio di truffa è usare gli sportelli posti all’interno delle filiali bancarie o posizionati in aree illuminate e coperte da videosorveglianza.
Se dopo aver digitato l’importo il contante non viene erogato, anche se risulta normalmente addebbitato, non allontanatevi mai dallo sportello. Piuttosto, presidiate la postazione impedendo così ai ladri di avvicinarsi per completare il furto. Fermi davanti all’ATM, chiamate immediatamente il numero verde della banca per comunicare il problema, allertando anche il numero unico di emergenza. Scattare qualche fotografia alla feritoia bloccata e alla schermata del terminale, inoltre, può essere utile per sporgere denuncia e accelerare le pratiche di rimborso.






















