Sotto le cascate di sangue dell'Antartide viveva una popolazione abituata al clima estremo
Sotto i ghiacciai delle Cascate di Sangue è stata scoperta una popolazione di microrganismi, sopravvissuta per millenni in condizioni climatiche esterne

Alcuni luoghi della Terra hanno un fascino particolare e possono nascondere misteri di vario tipo che meritano di essere studiati e approfonditi. Uno di questi è rappresentato dalle Cascate di Sangue, note anche come Blood Falls. Queste cascate si trovano ai margini del Ghiacciaio Taylor, nelle Valli Secche di McMurdo in Antartide.
Sono famose per la spettacolare colata d’acqua color rosso scuro (dovuta alla presenza di ferro ossidato) che sgorga dal ghiacciaio e si riversa nel sottostante Lago Bonney. Per molto tempo, l’origine del bacino idrico sotterraneo che alimenta queste cascate è stata oggetto di dibattito.
Ci ha pensato un nuovo studio scientifico a far luce sulla questione. Un’analisi approfondita di vari campioni, infatti, ha scoperto che le acque della cascata nascondono un’antica popolazione di microrganismi di chiara origine marina, rimasta intrappolata sotto il ghiaccio per millenni.
Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito.
Lo studio
Lo studio, analizzando 167 campioni acquatici, sedimentari ed eolici provenienti dalle Valli Secche di McMurdo e da siti di riferimento marini, ha scoperto specie marine appartenenti a diversi gruppi filogenetici, tra cui diatomee, aptofite, dinoflagellati e ciliati.
La popolazione di microrganismi è rimasta isolata sotto il ghiacciaio per moltissimo tempo ma, dal punto di vista genetico, ha conservato il suo legame con il mondo marino, evidenziando una resilienza fuori dal comune, con la capacità di adattarsi a un ambiente estremo e di sopravvivere senza luce solare, sotto il ghiacciaio.
Una popolazione resiliente
Questa popolazione di microbi è riuscita a sopravvivere grazie a reazioni chimiche che coinvolgono ferro e zolfo, elementi disponibili in grande quantità in questo particolare ecosistema collegato alle Cascate di Sangue. La ricerca è particolarmente interessante per vari motivi.
Le scoperte effettuate, infatti, permettono di ottenere informazioni dettagliate in merito alla sopravvivenza della vita in ambienti ostili come i mondi ghiacciati, molto diffusi nel sistema solare, come su Marte ed Europa. In questi luoghi, quindi, i ghiacciai potrebbero nascondere delle forme di vita.
Un luogo ricco di segreti
Le Cascate di Sangue, dunque, si confermano uno dei luoghi più enigmatici e affascinanti del nostro pianeta, ben oltre la semplice suggestione visiva del loro nome. L’antica comunità microbica intrappolata nelle viscere del ghiacciaio rappresenta una vera e propria "capsula del tempo" biologica.
Studiando questi organismi, infatti, gli scienziati possono non solo ricostruire la complessa storia climatica e comprendere meglio i meccanismi della resilienza della vita, capace di resistere a condizioni particolarmente estreme.
Lo studio, intitolato Molecular evidence for a relict marine community in an Antarctic Dry Valleys subglacial brine-fed system, è disponibile su Nature Geoscience (nature.com) e porta la firma di Angela Zoumplis, Zoltan Füssy, Drishti Kaul, Nicholas Schulte, Hong Zheng, Robert H. Lampe, Karolina Brylka, Pratap Venepally, Jill A. Mikucki, Diane M. McKnightv e Andrew E. Allen.



















