Una nuovo studio sui cani, non erano come li conosciamo oggi
La convivenza con l'uomo ha trasformato i cani, ma quando è accaduto? Ecco cosa sappiamo dei loro antenati

Difficilmente guardando un Chihuahua o un Golden Retriever ricordiamo che in origine i cani erano tutti lupi. Un lunghissimo e straordinario processo di trasformazione genetica ha avuto luogo sul nostro pianeta, sotto il nostro sguardo. Ma la domanda che la scienza si pone è: quando è iniziato?
La risposta della rivista Science è chiara: tutto ha avuto inizio diverse migliaia di anni fa. Di recente, infatti, sono stati pubblicati due studi dai risultati straordinari:
- la domesticazione dei cani è più antica di quanto abbiamo sempre pensato;
- la trasformazione non è stata un fenomeno lineare, ma un processo complesso che ha interessato tutta l’Eurasia.
Ossa, DNA e dieci anni di ricerca
Da più di dieci anni una squadra internazionale di scienziati lavora per ricostruire l’evoluzione dei cani e del loro rapporto con gli uomini. Il metodo utilizzato consiste nel condurre uno studio comparato, mettendo a confronto due gruppi di informazioni derivanti da fonti diverse. Il primo consiste in una raccolta di dati dedotti dalle ossa fossili, il secondo dal DNA antico.
Il fatto che già nell’antichità i cani defunti non venissero abbandonati, ma venissero sepolti come membri della famiglia, ha letteralmente reso disponibili centinaia di crani. Seicento di questi sono stati ricostruiti sotto forma di modelli 3D, alcuni risalenti a 50.000 anni fa.
L’osservazione dei modelli ottenuti ha permesso di giungere a due conclusioni importanti: migliaia di anni fa le strade del cane e del lupo si erano già ampiamente separate e tra i cani stessi esistevano molte differenze.
Una varietà sorprendente già 10.000 anni fa
Carly Ameen, bioarcheologa dell’Università di Exeter, è un’esperta di crani canini che ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca a questo tema. Ameen, insieme a un team di esperti, ha dimostrato che metà delle attuali divergenze tra le specie canine era già presente 10.000 anni fa.
Dalla ricerca arriva dunque la conferma. Sarebbe stata proprio la convivenza con l’uomo, sempre più stretta, a portare all’allontanamento del cane dal patrimonio genetico del lupo e allo sviluppo di molteplici razze con caratteristiche diverse tra loro.
Lauren Frantz, paleogenetista dell’Università di Monaco, ha analizzato il DNA del cane noto più antico, risalente a circa 11.000 anni fa. Gli esami hanno confermato che l’esemplare non aveva nulla in comune con il lupo, ma era piuttosto un ibrido tra specie canine provenienti dall’Europa e dalla Siberia.
I due studi hanno senza ombra di dubbio dimostrato che più di 10mila anni fa gli uomini avevano già dato inizio alla trasformazione genetica dei cani, attraverso: incroci, migrazioni da una regione a un’altra, convivenze forzate e prime forme di addestramento.
L’importanza della scoperta
Al di là del mero interesse scientifico, stabilire quando nasce il cane così come lo conosciamo, è un’informazione importante per la storia dell’uomo, dell’economia e dello sviluppo della società. Conoscere la storia del cane, infatti, significa conoscere la storia del primo compagno dell’uomo e del suo primo aiutante in attività vitali come l’agricoltura e l’allevamento.





















