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SCIENZA

Avere un cane in casa fa bene alla salute (mentale) anche dei più piccoli

Un team di scienziati ha indagato cosa significa davvero avere un cane e perché questa convivenza sembri favorire un ambiente più sereno per bambini e adolescenti

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Avere un cane in casa, per molti, è soprattutto questo: un naso umido che ti viene incontro quando rientri, una presenza che ti aspetta sul divano, qualcuno che sembra felice di vederti qualunque cosa sia successa a scuola o al lavoro. Per i più piccoli è spesso il primo “amico” con cui fare esperienza di responsabilità, cura, affetto non giudicante, in quella zona di confine tra gioco e famiglia che rende tutto un po’ più leggero.

C’è chi ancora pensa che il rapporto cane-uomo sia “solo” una bella storia di affetto reciproco, qualcosa che si sente ma che è difficile da misurare. E invece, sempre più spesso, gli scienziati si stanno chiedendo se questa convivenza quotidiana non lasci tracce più profonde.

Lo studio recente

Uno degli studi più recenti, pubblicato su iScience, ha in particolare esplorato l’impatto sul modo in cui i bambini e gli adolescenti con un cane in casa gestiscono lo stress e le loro relazioni con gli altri. La ricerca, condotta da un gruppo guidato dal professor Takefumi Kikusui dell’Azabu University ha cercato di rintracciare una sorta di impronta misurabile sul benessere mentale degli adolescenti.

Per farlo, il team ha osservato ciò che accade nel tempo e collegandolo a indicatori biologici difficili da simulare nella vita quotidiana. Il gruppo di ricerca ha seguito ragazzi di tredici anni che vivevano o meno con un cane in casa, analizzando prima il loro stato psicologico e poi, un anno dopo, eventuali cambiamenti nella sfera sociale ed emotiva.

L’effetto positivo

Ebbene, è stato rilevato che gli adolescenti che vivevano con un cane mostravano, dopo un anno, livelli più bassi di difficoltà emotive e comportamentali rispetto ai coetanei senza animale. Le differenze emergevano in aree che la psicologia dello sviluppo considera inerenti al benessere mentale, come il ritiro sociale, l’umore negativo e alcune forme di comportamento problematico.

È importante anche sottolineare quanto scoperto in merito alla sfera relazionale: i ricercatori hanno rilevato una maggiore propensione alle interazioni positive nei ragazzi che vivevano quotidianamente con un cane in casa. Questa differenza non viene interpretata come semplice “compagnia” dell’animale, ma come un possibile sostegno alla regolazione emotiva.

E non è tutto qui: il dato che ha colpito maggiormente i ricercatori riguarda la possibilità che la relazione quotidiana con un quattrozampe offra una sorta di “contesto emotivo protettivo” in una fase della vita particolarmente delicata, come l’adolescenza. Le analisi hanno mostrato una diminuzione di comportamenti associati a tensione, irritabilità e difficoltà di autoregolazione, elementi che, sommati, suggeriscono un effetto più che positivo.

I benefici documentati di avere un cane

Lo studio del team del professor Kikusui, è, in realtà, l’ennesima ciliegina su quella torta che è il parterre di benefici apportati dai cani. Un’ampia letteratura scientifica dimostra che questi animali introducono una presenza che modifica in modo sottile ma costante il clima emotivo di un ambiente, indipendentemente dall’età di chi lo abita.

La routine quotidiana che si crea attorno all’animale tende a rendere le giornate più strutturate e, allo stesso tempo, più morbide: c’è un ritmo comune da seguire, un’attenzione rivolta verso un essere vivo che risponde, una continuità affettiva che scandisce il tempo. Questa relazione produce spesso un senso di compagnia che non sostituisce quella umana, ma la completa.

Il cane diventa un elemento che assorbe tensioni, invita alla calma, rende più semplice la gestione di momenti emotivamente complessi perché offre una presenza che non richiede parole e non formula giudizi. È un tipo di sostegno che si adatta alle diverse fasi della vita, dai periodi di maggiore energia agli anni in cui si sente il bisogno di un legame più rassicurante.

In molte famiglie, la convivenza con un cane porta anche a una maggiore attenzione al movimento, alla condivisione di spazi e alla qualità del tempo trascorso insieme. Sono effetti che non si manifestano come una soluzione immediata, ma come un cambiamento progressivo che punteggia la vita delle persone in modo semplice e continuo.