Caldo estremo: come aiutare le api a sopravvivere e prosperare nel proprio giardino
Temperature elevate, fiori meno nutrienti e meno attività fuori dal nido: ecco perché il caldo estremo cambia la vita delle api e come aiutarle.

- Il caldo estremo altera la vita delle api, che concentrano le energie sul raffreddamento dell’alveare invece che sulla raccolta di cibo.
- Le ondate di calore riducono nettare e polline, disturbano la pollinazione e possono compromettere fertilità, movimento e sopravvivenza di molte specie.
- Giardini ombreggiati, ricchi di piante diverse e con acqua accessibile creano microclimi utili, offrendo riparo agli impollinatori più esposti.
Temperature elevate, fiori meno nutrienti e meno attività fuori dal nido: ecco perché il caldo estremo cambia la vita delle api e come aiutarle.
Quando il caldo cambia le priorità
Per un’ape, una giornata rovente non è semplicemente una versione più scomoda dell’estate. Quando le temperature salgono troppo, la priorità smette di essere la raccolta di nettare e polline e diventa mantenere il corpo, o l’intera colonia, entro condizioni tollerabili.
Le api mellifere hanno sviluppato una risposta sorprendentemente organizzata. Se l’alveare si surriscalda, le operaie distribuiscono acqua sui favi e ventilano con le ali, favorendone l’evaporazione.
Anche i bombi raffreddano il nido agitando vigorosamente le loro quattro ali. È una sorta di climatizzazione biologica, efficace ma costosa in termini di energia e tempo.
Il problema è che non tutte le specie dispongono delle stesse strategie. La maggior parte delle circa 20.000 specie di api esistenti è solitaria.
Come spiega l’entomologa Christina Grozinger della Pennsylvania State University, in questi casi una singola femmina deve occuparsi della propria prole.
Se il caldo compromette il controllo muscolare dell’adulto, la capacità di muoversi e procurare cibo può venir meno.
Meno cibo, meno impollinazione
Le ondate di calore agiscono anche sulle piante. Alcuni studi mostrano che il polline può diventare meno nutriente, mentre lo stress termico può ridurre il numero di fiori e le riserve di nettare e polline disponibili.
A questo si aggiunge un’altra difficoltà: quando fa troppo caldo, le api possono evitare di lasciare il nido per foraggiare. Il risultato è un doppio ostacolo, perché il cibo può essere più scarso proprio mentre gli insetti hanno maggiori difficoltà a raggiungerlo.
Gli effetti si estendono alla pollinazione. Inverni e primavere più caldi tendono ad anticipare la fioritura oppure il risveglio delle api, creando sfasamenti tra insetti e piante.
Anche la fertilità può risentirne: temperature elevate possono danneggiare lo sperma dei maschi e limitarne temporaneamente la capacità riproduttiva.
Inoltre, l’aumento graduale delle temperature medie modifica gli habitat disponibili. Mentre molte specie animali e vegetali si spostano verso nord o a quote maggiori, studi sui bombi suggeriscono che questi insetti non stiano seguendo lo stesso schema, rischiando di restare in aree sempre più calde.
Molto, però, è ancora da capire. Secondo Grozinger, gli effetti delle alte temperature sono stati studiati in meno dell’1% delle specie di api, e buona parte delle ricerche si concentra sulle conseguenze immediate del calore estremo.
Il giardino come microclima
Qui entra in gioco una soluzione molto semplice, quasi una forma di ingegneria ambientale domestica: creare microclimi.
Piccole differenze di temperatura e umidità all’interno dello stesso spazio possono offrire agli insetti condizioni più favorevoli, e alcune ricerche indicano che con il caldo api e altri impollinatori preferiscono i fiori in ombra.
Un giardino con alberi, arbusti, piante perenni e annuali fiorite offre più possibilità di scegliere dove alimentarsi e nidificare. La varietà conta anche nel tempo: specie con fioriture differenti, colori, forme e profumi diversi possono ampliare le risorse disponibili.
Per le api solitarie, che spesso nidificano nel terreno, è utile lasciare anche zone di suolo ombreggiato. L’acqua è un altro elemento importante, ma va proposta in un recipiente basso con alcune pietre, così da ridurre il rischio che gli insetti scivolino dentro.
Non serve quindi trasformare il giardino in un impianto sofisticato. Ombra, vegetazione diversificata, terreno protetto e acqua accessibile costituiscono già una piccola infrastruttura climatica capace di rendere le giornate estreme un po’ meno ostili per api, bombi e altri impollinatori.

















