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SCIENZA

Gli scienziati preparano il primo espresso a ultrasuoni senza acqua calda

Gli scienziati sono riusciti a preparare un espresso senza acqua calda, ricorrendo a una tecnica a ultrasuoni. Un test che ha coinvolto 100 volontari si è concluso con successo

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L’attività scientifica e la ricerca possono portare a scoperte sensazionali ma anche a soluzioni pratiche a problemi comuni. È il caso del primo caffè espresso a ultrasuoni. Si tratta di un sistema davvero particolare che consente di preparare l’apprezzata bevanda senza il ricorso all’acqua calda ma ricorrendo a un altro meccanismo fisico che permette di ottenere un risultato molto simile.

A realizzare il progetto sono stati i ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud e dell’Università di Sydney, in Australia, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sul Journal of Food Engineering dove è possibile consultare l’articolo Ultrasound enables espresso-strength coffee brewing in 2–3 minutes at low temperature with lower energy consumption.

Un test eseguito con un gruppo di volontari, che hanno assaggiato la bevanda, ha evidenziato il successo del progetto. L’espresso a ultrasuoni non presenterebbe caratteristiche differenti rispetto a quello preparato con acqua calda. Ecco tutti i dettagli in merito alla questione.

Un nuovo processo per fare il caffè

Il sistema messo a punto dagli scienziati per la realizzazione del primo caffè espresso a ultrasuoni è davvero particolare. Non si usa l’acqua bollente, come sottolineato in precedenza, ma si ricorre a un processo di estrazione a temperatura ambiente, che sfrutta onde sonore ad alta frequenza per liberare caffeina, aromi e sapori dal caffè macinato.

Il principio di funzionamento è simile a quello che permette di fare il tradizionale espresso, ma il modo per completare il processo è diverso e, come detto, non prevede l’utilizzo di acqua calda. Tutto ruota intorno alla presenza di un dispositivo metallico, chiamato trasduttore, affiancato a un filtro per espresso.

Grazie a un sistema di vibrazioni si innesca il processo che porta alla formazione dell’espresso. Il sistema produce delle piccole bolle nell’acqua (che resta a temperatura ambiente) che possono causare la frattura della superficie dei granuli di caffè, innescando la “reazione” che porta alla formazione dell’espresso. I composti aromatici, gli oli e la caffeina vengono rilasciati in acqua e la bevanda è pronta.

Test superato

Per verificare la bontà del caffè senza acqua bollente è stato organizzato un test che ha coinvolto 100 volontari a cui sono state fatte assaggiare quattro tazze di caffè, identiche alla vista. I tester hanno assaggiato: un espresso tradizionale, un espresso preparato con ultrasuoni, un caffè americano tradizionale e uno ottenuto con ultrasuoni.

Tutte le bevande sono state preparate al momento e poi raffreddate per essere servite alla stessa temperatura e con le stesse condizioni. L’assaggio, naturalmente, è avvenuto alla cieca, senza la possibilità per i volontari di sapere in anticipo il tipo di caffè che stavano provando.

Il caffè preparato con gli ultrasuoni ha avuto un grande successo. I partecipanti, infatti, non sono stati in grado di distinguere l’espresso “a ultrasuoni” da quello tradizionale e, invece, hanno preferito il caffè filtro “a ultrasuoni” rispetto a quello preparato normalmente. Staremo a vedere se questa nuova preparazione riscuoterà un successo commerciale in futuro.