Perché il cactus Biznaga è diventato illegale in Messico
Il cactus Biznaga è parte della tradizione del Messico ma potrebbe sparire: ecco perché è illegale

Una storia che giunge dal Messico è decisamente insolita e riguarda le bancarelle colme di acitrón che, di fatto, sfidano la legge. L’idea che si ha è di barrette di limone candito. Parliamo infatti di bastoncini traslucidi, dorati e impilati. Di fatto, però, sono pezzi di cactus Biznaga (Barrel cactus), immersi nello zucchero dopo essere stati tagliati e trasformati in un dolce cristallizzato. La richiesta è costante e il mercato risponde, nonostante da decenni ne sia vietata la vendita.
Un cactus illegale e un patrimonio a rischio
Il governo messicano ha bandito la vendita dell’acitrón già dai primi anni del Duemila. La specie Biznaga è infatti a rischio estinzione, considerando la raccolta indiscriminata che la specie subisce. La tradizione non conosce però limiti e così gli acquirenti tornano ogni anno.
Per molti un piatto di chiles con acitrón è una tradizione irrinunciabile. Al netto del fatto che così si rischia di cancellare una pianta e, di conseguenza, lo stesso rituale, l’imposizione dall’alto viene con forza rispedita al mittente.
Le origini
La Biznaga faceva parte, originariamente, della cultura azteca. Il nome deriva dal nahuatl e significa “vaso coperto da spine”. Nel giardino botanico dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, il biologo Salvador Arias racconta come ne esistano 150 di specie di Biznaga.
Molte di queste sono però in via d’estinzione. Alcune vivono da 40 anni, crescendo appena pochi millimetri all’anno. Tutto ciò rende di certo poco redditizia la coltivazione. Da un lato questa realtà e dall’altra l’abitudine delle persone di raccoglierla costantemente, per un rischio estinzione sempre più concreto.
Tradizione e conservazione
Questa vicenda mette in evidenza, ancora una volta, il classico conflitto tra tradizione e conservazione. Siamo sempre restii all’idea di rinunciare a dei riti generazionali. Al tempo stesso, però, la salvaguardia di una specie è fondamentale anche per tutelare quelle tradizioni cui teniamo tanto.
In Messico, nello specifico, l’ecosistema che consente tutto ciò sta cedendo e non si parla soltanto del Baznaga. Servirebbe una combinazione di protezione degli habitat, restrizioni rigorose e incentivi alle alternative culturali. Un tipo di evoluzione che, se presa ad esempio, farebbe il bene di molte comunità nel mondo.
I piccoli passi sono cruciali in tal senso, come quello dello chef Ricardo Muñoz Zurita del ristorante Azul. Ha infatti annunciato che non userà più acitrón nei suoi chiles en nogada: “Capisco chi lo vuole usare se è una ricetta tramandata da generazioni, ma abbiamo il potere di adattarci come esseri umani. Meglio usarlo con saggezza”. Di fatto abbiamo sulle nostre spalle il peso di tutelare le tradizioni e, al tempo stesso, quello di tenerle in vita per le future generazioni. La protezione di piante, animali e interi ecosistemi dev’essere parte integrante del patrimonio che lasciamo ai nostri figli.


















