La batteria dei Google Pixel sarà removibile, c'è il brevetto: ecco come funziona
Addio alle batterie incollate, i prossimi Google Pixel ne avranno una rimovibile: ecco come si potrà togliere e con quali strumenti

È ormai da tempo finita l’epoca degli smartphone che potevamo riparare da soli, al netto di un po’ di ricerca e pazienfza. L’epoca in cui cambiare la batteria era immediato, con la scocca che veniva via in un paio di click. Poi abbiamo assistito all’arrivo dei modelli impermeabili, che richiedevano determinate sigillature. È stato il via libera alla chiusura, letteralmente parlando, della parte posteriore dei nostri dispositivi.
È possibile aprirli e ripararli, ovviamente, ma è preferibile che il tutto venga fatto da mani esperte, considerando le colle industriali adoperate. Un vero e proprio passo indietro è impensabile, ma le indicazioni provenienti dall’UE stanno cambiando qualcosa.
Google ha infatti depositato un nuovo brevetto (US20260006115A1) per i suoi Pixel, che promette di “regalarci” nuovamente una batteria removibile. No, niente scocca apri e chiudi. Questo dev’essere chiaro fin da subito. La tecnica richiesta, però, non sarà più qualcosa di simile a operare nello spazio con gli occhi bendati, temendo ogni minimo errore.
Nuova batteria Google Pixel
Nessuna nostalgia e voglia di tendere una mano agli utenti: Google si adegua al regolamento UE. Il nuovo brevetto trova un compromesso tra la necessità di garantire la sostituzione della batteria con strumenti disponibili in commercio (entro il 2027) e la chiara voglia di non rendere tutto accessibile a tutti.
Niente colla o solventi per la nuova batteria, che di fatto troverà spazio in un telaio metallico dedicato. Questo scorre verso l’interno del telefono, bloccandosi meccanicamente. Gli ingegneri hanno inoltre previsto che questa soluzione garantisca anche un sistema di messa a terra per le antenne, con contatti a molla che vanno a connettersi automaticamente all’inserimento.
Oggi se ne parla molto, anche se il brevetto è stato depositato il 1° gennaio 2026. La società si sta muovendo in questa direzione, dunque, anche se da qui al 2027 non è da escludere l’arrivo di ulteriori modifiche al progetto.
Cosa cambia
Una batteria con sistema di ancoraggio meccanico sarebbe la svolta per tantissimi utenti. Chi non ha la minima dimestichezza, probabilmente non ci proverà neanche, ma per gli altri cambieranno le regole del gioco.
Per quanto non sarà tutto rapidissimo come un tempo, si potrà effettivamente parlare di batteria rimovibile. Rischi di far danni crollati. Basterà togliere degli elementi fisici, il che vuol dire viti prevalentemente, lasciando poi scorrere la struttura via dall’alloggiamento in pochissimo. Serviranno degli strumenti? Certamente, ma sarà alla stregua di un piccolo lavoretto in fai da te.
Tutt’altra storia rispetto alla rimozione attuale dei Google Pixel, ma non solo. Occorre infatti:
- scaldare i bordi con una pistola termica;
- rimuovere il silicone ammorbidito dal calore;
- separare gli elementi e sperare di non danneggiare il display;
- usare solventi come l’alcool isopropilico per la rimozione della batteria incollata;
- sostituire gli elementi;
- incollare la batteria;
- posizionare un nuovo strato di silicone;
- riscaldare con la pistola termica;
- pregare.
Il risultato pratico più scontato è che si richiederà una nuova batteria, il cui costo non è basso, pagando anche la manodopera. Di fatto ci si assicura un introito su scala globale dopo circa 2-3 anni dalla vendita del prodotto in negozio. Non male, considerando che ogni batteria costa circa 60 dollari.



















