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Amazon Web Service (AWS) apre un cloud per proteggere meglio i dati in Europa

Nasce l’AWS European Sovereign Cloud, un’infrastruttura cloud indipendente situata in Germania che ha l’obiettivo di aumentare la protezione dei dati in Europa

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AWS European Sovereign Cloud 123RF

Con un investimento miliardario e un’infrastruttura separata dal resto del mondo, AWS punta a rispondere alle crescenti richieste di sovranità digitale delle imprese europee. Amazon Web Services compie un passo deciso sul terreno, sempre più sensibile, della protezione dei dati in Europa. Il gruppo ha annunciato l’avvio dell’AWS European Sovereign Cloud, una nuova infrastruttura cloud indipendente che nascerà in Germania e che promette di rafforzare in modo sostanziale il controllo europeo su dati, metadati e operazioni critiche. Un progetto che parla soprattutto a imprese, pubbliche amministrazioni e settori regolamentati, ma che dice molto anche sul futuro del cloud nel Vecchio Continente.

Cos’è l’AWS European Sovereign Cloud

L’AWS European Sovereign Cloud è un ambiente cloud progettato fin dall’inizio per rispettare requisiti stringenti di sovranità digitale, sia dal punto di vista tecnico sia da quello organizzativo. L’infrastruttura sarà interamente situata nell’Unione Europea, fisicamente e logicamente separata dalle altre region AWS globali.

Secondo quanto spiegato da AWS, la gestione operativa sarà affidata esclusivamente a personale residente nell’UE e non ci saranno dipendenze critiche da infrastrutture extraeuropee. Un dettaglio tutt’altro che marginale: il sistema è pensato per continuare a funzionare anche in caso di interruzione delle comunicazioni con il resto del mondo.

Perché AWS punta su un cloud sovrano europeo

Negli ultimi anni il tema del cloud sovrano europeo è diventato centrale nel dibattito tecnologico e politico. Le aziende chiedono garanzie sempre più solide su dove finiscono i dati, su chi può accedervi e su quale quadro normativo si applichi in caso di controversie.

Il nuovo cloud sovrano di AWS nasce proprio per rispondere a queste esigenze. Non solo i dati, ma anche i metadati (come ruoli, autorizzazioni, configurazioni e sistemi di fatturazione) resteranno confinati all’interno dell’Unione Europea. Inclusi i servizi di Identity and Access Management, che rappresentano uno snodo cruciale per la sicurezza operativa.

Un’infrastruttura progettata per scenari estremi

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la continuità operativa. AWS ha previsto che alcuni dipendenti autorizzati, residenti nell’UE, possano accedere in modo indipendente a una copia del codice sorgente necessario a mantenere operativi i servizi del cloud sovrano europeo. È una misura pensata per situazioni limite, ma che rafforza il messaggio: l’infrastruttura deve poter vivere di vita propria, anche in contesti geopolitici complessi.

Questo approccio va oltre la classica promessa di “residenza dei dati” tipica di region cloud tradizionali, che si limitano a garantire che i server si trovino in una determinata area geografica.

Investimenti, Germania e impatto economico

Il cuore del progetto sarà in Germania, dove AWS prevede un investimento di oltre 7,8 miliardi di euro entro il 2040. Secondo le stime diffuse dall’azienda, l’operazione dovrebbe sostenere circa 2.800 posti di lavoro all’anno e contribuire per 17,2 miliardi di euro al PIL tedesco.

L’iniziativa si inserisce in un piano più ampio di espansione delle infrastrutture cloud in Europa, che prevede anche l’apertura di nuove AWS Local Zones in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo.

Cosa cambia per l’Italia e per le imprese europee

Per l’Italia, almeno nel breve periodo, non cambia molto. La region AWS di Milano, attiva dal 2020, continuerà a operare e a crescere, con un piano di investimenti confermato da 1,2 miliardi di euro. Come ha sottolineato Giulia Gasparini, Country Manager di AWS Italia, sarà il cliente a decidere dove collocare i carichi di lavoro: Milano per esigenze di latenza, la Germania per i dati più sensibili.

L’AWS European Sovereign Cloud rappresenta una risposta concreta alle preoccupazioni sulla protezione dei dati in Europa nel cloud. Oltre a essere una mossa tecnica, rappresenta un segnale politico ed economico: il mercato europeo chiede più controllo, e i grandi provider stanno iniziando ad adeguarsi.