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Avvolgere le chiavi dell'auto nella carta stagnola può davvero prevenire il furto? La verità

Avvolgere le chiavi keyless nella carta stagnola può schermarne il segnale e ostacolare i furti relay, ma il sistema non è sempre affidabile

Chiavi nella stagnola
  • Molti automobilisti avvolgono le chiavi keyless nella carta stagnola per bloccare onde radio e ridurre il rischio di furto tramite intercettazione.
  • La stagnola può creare una mini gabbia di Faraday che spegne il segnale, ma l'efficacia dipende da marca dell'auto e dallo spessore del foglio.
  • Per protezione più solida si consiglia l'uso di custodie schermate, una posizione interna delle chiavi e sistemi antifurto specifici.

Non ne avete sentito parlare? È solo questione di tempo: molti automobilisti (giovani e soprattutto meno giovani) stanno iniziando a avvolgere le chiavi dell’auto in un foglio di carta stagnola curandosi poi di riporle in un cassetto ben lontano dall’ingresso. Può sembrare una stranezza, invece dietro questa scena c’è un timore che negli ultimi anni ha cambiato “volto”: quello del furto d’auto.

Sì, perché questo tipo di reato, ormai, non dipende più solo dal finestrino spaccato o dai fili sotto il cruscotto: tutto è diventato più tecnologico, digitale, senza chiavi fisiche inserite in serrature. E quindi? Quindi, la difesa più economica sembra arrivare da un materiale che tutti hanno in cucina.

Perché avvolgere le chiavi nella carta stagnola?

Le chiavi keyless funzionano così: il telecomando contiene un chip che trasmette via radio un codice al veicolo, e quando l’auto lo riconosce sblocca le portiere e permette l’avviamento. Nelle versioni ad accesso passivo la chiave resta sempre in ascolto e risponde da sola appena rileva l’auto entro pochi decimetri, spesso senza nemmeno estrarla dalla tasca. È un dialogo radio continuo, ed è proprio questo scambio a poter essere intercettato.

Avvolgere la chiave nella carta stagnola ha a che fare con la fisica dell’alluminio. Essendo un ottimo conduttore, quando le onde radio ne colpiscono la superficie generano correnti elettriche che scorrono all’esterno del foglio invece di attraversarlo.

Si forma così una gabbia di Faraday in miniatura, dal nome del fisico che ne descrisse il principio nell’Ottocento: una barriera che impedisce ai campi elettromagnetici di entrare o uscire. Avvolto in più strati di alluminio, il telecomando diventa quasi “muto”. Il segnale che verrebbe intercettato, amplificato o registrato viene abbattuto, e chi prova a sfruttare quella comunicazione radio si ritrova senza nulla da agganciare.

Come i ladri aprono le auto keyless senza forzare nulla

La tecnica più diffusa è l’attacco a relè. Due persone usano dispositivi capaci di captare il debole segnale della chiave anche a decine di metri, per esempio mentre riposa su un mobile dentro casa, e di ritrasmetterlo all’auto parcheggiata in strada. Il veicolo si convince che il telecomando sia a portata e si sblocca in una manciata di secondi, senza rumore e senza tracce. Il fenomeno si concentra soprattutto di notte e nei parcheggi coperti.

Esiste poi un secondo tipo di apparecchi, i cosiddetti code grabber. Registrano il codice che la chiave invia nel momento in cui si apre o si chiude l’auto, per poi replicarlo in seguito e accedere al veicolo senza lasciare segni visibili. Man mano che questa tecnologia costa meno, finisce anche nelle mani di improvvisati, non soltanto delle bande organizzate.

La stagnola funziona davvero?

Ma tornando a noi: la stagnola funziona oppure no? La verifica più citata è quella del sito web Snopes, specializzato nello smontare bufale e leggende metropolitane. I risultati raccontano una realtà… “chiaroscura”: su una Toyota, la chiave avvolta smetteva di comunicare con l’auto anche a pochi centimetri, mentre su una Mazda il segnale saltava già a un paio di metri. Su una Subaru, invece, il telecomando continuava a funzionare fino a tre metri di distanza.

La conclusione è che l’efficacia dipende dalla marca, dall’anno del veicolo. Ma non solo: anche dallo spessore del foglio. Una piega, uno strappo o un lembo scoperto bastano a rovinare la schermatura. Per questo conviene coprire la chiave con almeno tre o quattro strati e provare ad aprire l’auto da vicino per verificare che il segnale sia sparito.

Le alternative più solide

Certo, c’è da dire che togliere e rimettere la stagnola ogni volta è scomodo e il foglio si consuma in fretta: è più un tampone che un sistema stabile. Chi cerca una protezione duratura può orientarsi sulle custodie schermate, le Faraday bag, simili a quelle che politici e militari usano per gli smartphone e che integrano materiali metallici che bloccano i segnali radio in modo più costante. Di certo reggono l’uso quotidiano, con un costo di pochi euro.

Un suggerimento: conta molto anche dove si lasciano le chiavi. Un mobile accanto alla porta o alle finestre facilita chi cattura il segnale dall’esterno, mentre un punto interno della casa, distante dai muri perimetrali, riduce l’esposizione. La difesa che regge meglio resta quella a strati: schermatura del telecomando, posizione accorta e, dove serve, un antifurto pensato apposta per il veicolo.

FAQ

Perché si avvolgono le chiavi nella carta stagnola?

L'alluminio crea una mini gabbia di Faraday che blocca le onde radio del telecomando, impedendo che il segnale venga captato o ritrasmesso.

Quanta stagnola serve per essere efficaci?

Meglio almeno tre-quattro strati ben sovrapposti: una piega o un lembo scoperto può compromettere la schermatura.

La stagnola funziona sempre su tutte le auto keyless?

No, l'efficacia varia per marca e modello di veicolo e dallo spessore del foglio; in alcuni casi il segnale può comunque passare.

Quali tecniche usano i ladri per aprire le auto senza chiavi?

Usano attacchi relay con due dispositivi che catturano e ritrasmettono il segnale e i code grabber che registrano e replicano il codice.

Esistono alternative più pratiche alla stagnola?

Sì: custodie schermate (Faraday bag) che bloccano i segnali in modo duraturo e soluzioni combinate con posizione e antifurto.